Si è tenuta sabato 24 luglio, presso la sezione di Accademia Kronos di Recoaro Terme, una riunione tra astrofisici e climatologi soci ed amici dell'associazione, sul tema inerente l'eccessivo riscaldamento dell'emisfero nord del nostro pianeta registrato in queste ultime settimane. Abbiamo estrapolato alcune considerazioni e riflessioni che per noi sono interessanti quanto inquietanti.


Una riflessione dei geofisici di Accademia Kronos per comprendere perché l'emisfero nord della Terra si è recentemente riscaldato eccessivamente.  
L'attività del nostro Sole da 2 anni è diminuita, sono scomparse le macchie solari. Un evento del genere nel quattordicesimo secolo portò tutta l'Europa alla soglia di una piccola era glaciale che terminò due secoli dopo. Questo fenomeno oggi ci dovrebbe nuovamente interessare, visto che le condizioni sono le stesse del quattordicesimo secolo, invece assistiamo su tutto l'emisfero nord del pianeta ad un incremento delle temperature con un caldo insopportabile giunto fino ai paesi scandinavi. Ma se il nostro Sole emette meno energia, perché allora tutto il sistema solare, Terra compresa, si sta riscaldando?  

E' questo il paradosso in cui tutti gli scienziati del mondo si interrogano. Per quanto riguarda il nostro pianeta certamente le attività antropiche hanno determinato negli ultimi 100 anni un aumento della temperatura globale di circa 1 grado ( 0,8), ma che la temperatura di Marte in questi  5 o 6 anni è cresciuta di 4 gradi e di 3 quella di Tritone (satellite di Nettuno) e di Plutone e così via per tutti gli altri pianeti, ad esclusione di Urano, vuol dire che esiste un fattore esterno che sta incidendo sulla temperatura di tutto il sistema solare. In tutto questo c'è da constatare che, grazie alla consistente atmosfera terrestre, rispetto agli altri pianeti ad esclusione di Venere, non abbiamo subito gli effetti climatici registrati su Marte e su Tritone, altrimenti sarebbe stato un disastro per tutta la biosfera terrestre.

Ma allora se il Sole è tranquillo ed emette meno radiazioni elettromagnetiche verso i suoi pianeti, a cosa è dovuto questo riscaldamento?
A questo ha risposto un'insigne scienziato russo, il geofisico Alexei Dmitriev, secondo il quale il sistema solare sta entrando in un'area di plasma magnetizzato, un'area che lui chiama la Cintura Fotonica. La prova definitiva di ciò è il riscontrato accrescimento di 10 volte del plasma interstellare nella eliosfera ( la bolla di energia stellare che avvolge tutto il sistema solare). Stando a questa teoria siamo entrati in una parte dell'Universo più denso, e questo determina, a causa della frizione con gli atomi di questa parte del cosmo, una maggiore vibrazione atomica delle atmosfere e, quindi, più calore.

La Terra, oltre a compiere quotidianamente un giro completo intorno al proprio asse e annualmente un giro intorno al Sole, si muove anche, insieme al sistema solare, attraverso la Via Lattea che, a sua volta, si sposta nell'universo. L'ipotesi di poter entrare in una regione caratterizzata da condizioni diverse, con un contenuto di energia più elevato, anche per altri scienziati, è molto plausibile. In effetti è ormai scientificamente appurato che lo spazio interstellare non è omogeneo.

A sostegno di questa tesi è il fatto che tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell'atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa una presenza inedita: un numero sempre crescente di particelle di luce dette "fotoni".

A questo punto dobbiamo cominciare a vedere oltre il nostro naso: fino all'altro ieri si disconosceva l'influenza del nostro astro sul clima della Terra, oggi invece è appurato che questo è determinante, ma da questo momento dobbiamo cominciare a valutare anche  l'influenza dello spazio interstellare sulla vita della Terra. Un modo per rivedere molti dogmi scientifici. Ciò però non deve cambia l'impegno internazionale di ridurre i gas serra.

Se fino ad oggi il nostro "involucro atmosferico" ci ha protetti dalle influenze esterne provenienti dallo spazio siderale, domani quando avremo riempito di gas serra questo nostro "involucro protettivo" potremmo indebolirlo al punto tale da non essere più capace di difenderci da raggi cosmici, emissioni gamma, attriti di particelle e quant'altro proveniente dallo spazio e, allora, sarebbe un guaio serio per tutta l'umanità. Questo dovrebbe farci riflettere un po' ....


Filippo Mariani
Accademia Kronos

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