"Il no all’ampliamento delle discariche di Borgo Montello in occasione della recente Conferenza dei Servizi del 10 settembre alla Regione Lazio è stato per me un atto dovuto, in ragione del mio ruolo di Sindaco e di tutore degli interessi essenziali della comunità.
Come si sarebbe giudicato un mio atteggiamento acquiescente?
Semplicemente come espressione di incompetenza e di mera connivenza con una Regione incapace di approvare e attuare un piano dei rifiuti credibile per la Provincia di Latina.
L’alternativa secca: "discariche o termovalorizzatore" esiste soltanto nella mente dei polemisti da strapazzo.
In realtà il Sindaco di Latina – anche in ragione della servitù pluridecennale subita dal territorio comunale per consentire lo smaltimento dei rifiuti dell’intera provincia – ha l’obbligo di battersi per la urgente realizzazione di un sistema integrato di trattamento che sia un abito su misura per i bisogni della nostra comunità sia dal punto di vista ambientale che economico.
Gli obiettivi irrinunciabili:
 - in primo luogo, una raccolta differenziata media di almeno il 30/35% da avviare ad impianti di recupero e riciclo per produzione di materie seconde da vendere sul mercato;
 - poi, la produzione di combustibile da rifiuto in modo da ridurre al 30/35% (60/70 mila tonnellate di CDR) la massa combustibile (altro che 200-240 mila tonnellate di rifiuti da bruciare!);
 - infine, la chiusura del ciclo industriale dei rifiuti con una "macchina" di dimensioni medio-basse, necessaria per produrre energia e valorizzare il CDR prodotto.
Il tutto possibilmente ricompreso in un polo industriale integrato che riduca al minimo i costi della logistica.
Prioritario inoltre l’impegno per la messa in sicurezza definitiva del sito di Borgo Montello e delle sue acque di falda, con tecnologie avanzate di intervento, di natura chimico-fisica, che oggi si applicano positivamente in varie parti d’Italia e del mondo.
E’ demagogico tutto questo?
Significa: "perseguire inconfessabili interessi del centrodestra?"
L’ho già detto in Consiglio e lo ripeto. Quando in gioco c’è il bene comune e l’interesse della collettività confrontarsi per arrivare a conclusioni il più possibile condivise significa ritornare alla politica, ovvero ad interpretare i bisogni e gli interessi dei cittadini per dare loro risposte di governo. Questa la strada che auspico e per la quale dichiaro disponibilità ad un dialogo costruttivo.

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