I CASTELLI CROCEVIA FRA CULTURA E TURISMO.
 Dopo il saluto del Presidente della locale Pro Loco Dott. Piero Giacobello, che ha reputato il meeting non solo un momento per avviare un confronto fra le parti interessate, ma anche un’occasione per avanzare proposte concrete ai relatori, espressione delle istituzioni locali e delle associazioni culturali di settore, non poteva mancare quello del Preside prof. Placido Vitale, disponibile ad ospitare l’evento, poiché il locale castello è ancora invaso dai detriti della recente alluvione.

L’Arch. Salvatore Scuto, Soprintendente ai Beni Culturali di Messina, ha affermato che la Sicilia scoppia di monumenti artistici, ma ciò rappresenta un problema, perché la maggior porzione di fondi pubblici è diretta verso la sanità e la gestione della nettezza urbana, che sottraggono quote alla valorizzazione delle testimonianze storiche ed archeologiche, le uniche capaci di offrire sviluppo alla tavolo dei relatorinostra terra. Egli ha ricordato agli astanti che Messina ha rappresentato e rappresenterebbe ancor oggi il cuore dell’Europa se non deficitasse di infrastrutture; a ciò occorre aggiungere la poca attenzione dei Comuni nella sua provincia ad impiegare parte dei fondi per i beni esistenti nel loro territorio ed, infine, lo scarso impegno ad attirarne il turismo.

La Dott. Michaela Stagno D’Alcontres, presidente provinciale dell’Istituto Italiano dei Castelli, ha sostenuto che Spadafora ha tutti i requisiti per divenire un centro intellettuale. Importante risulta a tal fine la collaborazione con l’Istituto Nazionale di Ricerca sul Turismo per la valorizzazione dei fortilizi nell’area mediterranea; per tale motivo risulta indispensabile istituire un’authority sui castelli per coordinare le strategie volte allo sviluppo della regione. Il Dott. Cono Antonio Catrini, dirigente dei servizi turistici regionali di Messina, ha evidenziato la necessità di stringere un rapporto di collaborazione non solo con le Pro Loco territoriali, ma anche fornire assistenza ai turisti, ai vari eventi che si intendono programmare nonché agli operatori del settore turistico ed alberghiero. I

l prof. Franz Riccobono, presidente dell’associazione «Amici del Museo di Messina», ha posto l’attenzione sul ruolo svolto dai manieri nel corso dei secoli facendo un paragone con i monumenti siti nell’Italia Settentrionale muniti ancora degli arredi originali, che offrono ai visitatori l’idea della stratificazione culturale, in antitesi al Meridione d’Italia, in cui nella migliore delle ipotesi esiste soltanto la struttura muraria, oltre al fatto che talora i restauri ne alterano l’aspetto originario: nasce, infatti, l’esigenza della loro fruibilità totale dotandoli di infrastrutture e personale competente. Egli ha concluso auspicando il governo regionale a rilanciare la nostra terra con lo strumento dei beni culturali, ponendo le premesse per il loro più agevole accesso a tutti i visitatori.

Lo storico Pippo Pandolfo ha denunciato gli elevati costi per raggiungere la Sicilia consigliando di potenziarne le infrastrutture ed a renderne competitiva la ricettività. Il presidente regionale delle Pro Loco d’Italia Sig. Antonio La Spina ha sostenuto che la promozione e la valorizzazione sono gli strumenti per creare turismo e conseguentemente occupazione. L’Assessore provinciale ai Beni Culturali Dott. Mario D’Agostino ha infine indicato la necessità di idee chiare e di chiamare ciascuno a svolgere il proprio ruolo per un binomio di cultura e turismo facilitato da un’efficiente viabilità. I castelli devono essere centri vitali in primis per i residenti, realizzando progetti per restituire     quella centralità, che per secoli hanno avuto e che da alcuni decenni hanno smarrito.


 Rodrigo Foti

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