LIBRI, MAFIA: “Primo sangue”: a vent’anni dal vile assassinio del giudice Antonino Scopelliti, un libro inchiesta per la ricerca della verità - PALERMO:
Il 9 agosto 1991 il giudice Antonino Scopelliti veniva ucciso in un agguato a Campo Calabro, lasciando la moglie e la figlia di sette anni, Rosanna, della cui esistenza, per motivi di sicurezza, pochissimi sapevano. La morte di Scopelliti, impegnato in quei giorni in Cassazione per il maxiprocesso di Palermo, apriva di fatto la stagione delle stragi, il duro e ambiguo confronto tra Stato e mafia che avrebbe portato, poco dopo, alle morti di Falcone e Borsellino.

Iniziava così una collaborazione inedita e pericolosissima tra mafia e ’ndrangheta, senza l’assenso della quale non sarebbe stato possibile giustiziare un magistrato in terra calabrese. Eppure il caso fu facilmente insabbiato: i colpevoli, identificati in membri della ’ndrangheta ma, prima ancora, in Totò Riina e Nitto Santapaola quali mandanti, saranno tutti assolti dopo una lunga e dolorosa vicenda processuale. In Primo sangue Aldo Pecora riapre il caso Scopelliti, ricostruendo una vicenda che ancora costituisce una vergogna per le nostre istituzioni, e narrando non solo eventi inediti, ma una storia familiare difficilissima.

Il dolore per quella morte tanto feroce porterà con gli anni Rosanna a impegnarsi attivamente, assieme allo stesso Pecora, nel contrasto civile alla ’ndrangheta con l’associazione Ammazzateci Tutti. Nel tentativo, ancora oggi in atto, di fare giustizia anche per la memoria di Antonino Scopelliti.



Aldo Pecora
PRIMO SANGUE
Bur Rizzoli
€ 10,50 (250 pp)
in libreria dal 1° dicembre 2010
 

Commenti

la mafia non finirà mai, fino ha quando non ci sarà una barriera netta tra le organizzazioni mafiose vere e le presunte che servono solamente per fare titoloni di cronache e dare un´etichetta non meritata ai quaquaraqua il fenomeno mafia sarà sempre vincente. dobbiamo essere onesti su questo, la mafia piace a molti per non dire a tutti anche a quelli che dicono di essere dell´anti mafia, per diventare un personaggio o per avere più pubblico mettici un po di mafia che hai risolto tutto. un asempio: il film televisivo trasmesso dalla rai pochi mesi addietro con protagonista peppe fiorello che parlava di un ragezzo partito dal sud si trasferisce a roma e diventa un importante uomo d´affari di banca. ebbene in quella storia la mafia non c´entrava proprio nulla ma bisognava dare al film qualcosa di più importante e quindi cosa ce meglio della mafia se si riuscisse a chiuderla in ghetto forse qualche risultato diverso diverso si avrebbe.
commento inviato il 30/11/2010 alle 8:43 da nicola  
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