I ''FURBETTI'' DEL BACINO DEL SACCO. Ultime notizie Lazio, Roma: Legambiente, nessuna tolleranza - Finalmente arrivano nuovi controlli, nel bacino del Sacco sono fondamentali per restituire decenza a quei corsi d'acqua troppo carichi di inquinanti. E ben vengano anche i sequestri per reprimere reati e fatti seri - così commenta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio il sequestro dellimpianto di depurazione di unindustria vinicola effettuato dai Carabinieri ad Anagni-. E' scandaloso che le forze dell'ordine abbiano verificato l'esistenza di un sistema  utilizzato per saltare il ciclo di depurazione, per sversare direttamente gli scarti industriali nel Rio Mola Santa Maria. E' questo modo furbesco che danneggia il territorio e gli imprenditori stessi. Ancora una volta fondamentali sono state le segnalazioni dei cittadini, visto che l'indagine è partita a seguito delle numerose richieste di intervento da parte dei residenti nella zona per gli insopportabili odori, per questo ribadiamo che chiunque voglia segnalare problemi ambientali, oltre che direttamente alle forze dell'ordine, può contattare il numero verde dell'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente 800 911 856.

Il Rio Santa Maria, affluente del Sacco, è lo stesso già reso tristemente noto dall'avvelenamento di ben 27 mucche, morte stecchite dopo aver bevuto nel corso d'acqua durante l'estate del 2005.
E Legambiente Lazio ricorda i numeri della troppa pressione sul Bacino del Fiume Sacco, la causa ultima di tutti i drammatici fatti che rischiano di compromettere il futuro di questi territori: sono 52 i Comuni che consegnano i loro scarichi nel Fiume Sacco o in qualche suo affluente, 27 completamente ed i restanti solo per una parte (dati Piano tutela acque Regione Lazio 2004). Ed è subito evidente come sia fortissimo, eccessivo, il carico inquinante industriale: sul corpo idrico principale sono ben 88 gli scarichi industriali trattati su un totale di 163 comprendendo quelli civili, oltre la metà quindi. E il più alto numero in assoluto per i 38 macro-bacini individuati dal recente piano di tutela delle acque della Regione Lazio, con 663.458 gli abitanti equivalenti (AE) trattati da scarichi industriali, per un refluo anno di oltre 17milioni di metri cubi. Un altro primato del Sacco è quello relativo ai fondi necessari per lammodernamento degli impianti industriali: oltre 100milioni di Euro, la cifra più alta a livello regionale.

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