FLUSSI IMMIGRAZIONE PREVISTI PER IL 2011. Ultime notizie Italia: sono 98080 gli ingressi disponibili - Roma - Aprono i nuovi flussi 2011. Il decreto legislativo è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale 305 . le domande dovranno esser spedite attraverso la procedura telematica del ministero Interno. Come di consueto per queste pratiche vige il criterio cronologico: verranno quindi accolte le domande che saranno inviate più velocemente. Ad oggi non è ancora possibile avere accesso alla modulistica dedicata al decreto flussi.


Gli ingressi disponibili sono 98080 da ripartire tra diverse tipologie:
Di queste 52.080 sono riservate a lavoratori extracomunitari provenienti da paesi che hanno sottoscritto con l’Italia accordi di riammissione e regolazione dei flussi. Nello specifico sono previste quote per:
4.500 cittadini albanesi
1.000 cittadini algerini
2.400 cittadini del Bangladesh
8.000 cittadini egiziani
4.000 cittadini filippini
2.000 cittadini ghanesi
4.500 cittadini marocchini
5.200 cittadini moldavi
1.500 cittadini nigeriani
1.000 cittadini pakistani
2.000 cittadini senegalesi
80 cittadini somali
3.500 cittadini dello Sri Lanka
4.000 cittadini tunisini
1.800 cittadini indiani
1.800 cittadini peruviani
1.800 cittadini ucraini
1.000 cittadini del Niger
1.000 cittadini del Gambia
1.000 cittadini di altri paesi non appartenenti all’unione Europea che concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione.

Sono inoltre previsti 30.000 ingressi per lavoro domestico ed assistenza e cura alla persona per lavoratori provenienti da paesi non inclusi nell’elenco precedente. Potranno essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro subordinato:
3.000 permessi di soggiorno per studio
3.000 permessi di soggiorno per tirocinio e formazione
4.000 permessi di soggiorno per lavoro stagionale
1.000 permessi di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altro stato membro
500 pds CE di lungo periodo rilasciati da altro stato membro potranno invece essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro autonomo.

E’ poi prevista la possibilità di 4.000 ingressi per cittadini extracomunitari che abbiano completato all’estero un programma di formazione ed istruzione nel Paese d’origine e per 500 discendenti di terzo grado di cittadini italiani residenti in Argentina, Uruguay e Brasile.
Lunedì 31 gennaio alle ore 08:00 ha inizio il clik day per l’ingresso più numeroso di lavoratori stranieri non stagionali: 52080 ingressi di cittadini provenienti dai soli paesi che hanno sottoscritto accordi con l’Italia (Albania; Algeria; Bangladesh; Egitto; Filippine; Ghana; Marocco; Moldavia; Nigeria; Pakistan; Senegal; Somalia; Sri Lanka; Tunisia; India; Perù; Ucraina; Niger e Gambia), impiegati in tutti i settori del lavoro.

Mercoledì 2 febbraio si aggiungono 30mila lavoratori domestici per i paesi che non hanno accordi con l’Italia.
Giovedì 3 febbraio sarà la volta delle categorie di lavoratori non stagionali e che non appartengono a paesi che hanno accordi con l’Italia, nonché alle conversioni di permessi di soggiorno.
La domanda di assunzione del lavoratore extracomunitario residente all’estero può esser presentata da una persona fisica oppure da una persona giuridica.

Le quote disponibili sono di molto inferiori rispetto alle richieste. Per questo sarà necessario inviare in modo tempestivo le domande. Le domande inviate verranno poi esaminate dallo Sportello Unico per l’immigrazione con il coinvolgimento di Questura e Direzione provinciale del lavoro. Al termine dell’istruttoria lo sportello unico emette o rifiuta il rilascio del nulla osta per l’assunzione ed avvisa la rappresentanza italiana del paese di residenza del lavoratore.
Le Acli considerano il nuovo decreto una buona notizia, che si aspettava da tempo e che risponde a una logica di buon senso. E’ la conferma che la presenza degli immigrati è una risorsa necessaria per il Paese, per il mondo produttivo e per le famiglie. Purtroppo i numeri sono limitati, se confrontati con quelli degli scorsi anni.
E’ comunque necessario attendere ancora circolari ed istruzioni ministeriali.

Il presidente Acli Viterbo
Renzo Salvatori

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