Ultime notizie Tuscia, ambiente - Viterbo - Nella nostra società si producono quantitativi enormi di rifiuti di varie tipologie, creando non pochi problemi per lo smaltimento, per alcuni di questi ritengo che si possano intraprendere politiche più incisive al fine di trasformare tali rifiuti in opportunità occupazionali. Come Consigliere provinciale, ho presentato in Provincia una mia mozione riguardante la lavorazione e lo smaltimento del PFU “pneumatici di fine uso”. Prima di passare alla proposta da me espressa desidero riportare alcuni dati su questo tipo di rifiuto speciale al fine di far capire al meglio tutta la situazione che ruota attorno a questa realtà.


Il traffico illecito dei rifiuti speciali come il PFU è uno dei traffici che vede coinvolte quasi tutte le regioni italiane, ogni anno stando ad un rapporto di Legambiente spariscono nel nulla più di 100 mila tonnellate di pneumatici. Dal 2005 in Italia sono state individuate ben 1049 discariche illegali, la Puglia è la prima regione con il numero di discariche più elevato con ben 230 siti, segue la Calabria con 159, la Campania con 141, il Lazio con 77 e il Piemonte con 37 siti. Spesso questo tipo di smaltimento illegale del PFU è perpetrato non solo dalle Eco mafie ma anche da alcuni operatori del settore, creando piccole discariche per risparmiare sui costi di smaltimento.

A questo c’è da aggiungere perdite economiche elevatissime da parte dello Stato Italiano, circa 143 milioni di euro ogni anno, suddivisi in: 140 milioni di mancato versamento dell’IVA sulle vendite e 3 milioni di euro sullo smaltimento. Senza considerare tutte le perdite in funzione a regime ridotto per via della fuoriuscita del PFU dal ciclo legale che ammontano a circa 150 milioni di euro l’anno a danno degli impianti di trattamento. Per concludere poi ci sono i costi a carico dei contribuenti per la bonifica di tutte le discariche abusive che si va a quantificare attorno ai 400 milioni di euro per la messa in sicurezza di quelle sequestrate dal 2005 al 2010.


Nella  provincia di Viterbo si ha un quantitativo significativo di questa materia prima, proprio per questo tipo di rifiuto speciale di PFU. Gli operatori del settore: gommisti, meccanici autotrasportatori, interessati direttamente o indirettamente, si rivolgono per lo smaltimento a diverse aziende preposte a questo tipo di raccolta e conferimento sostenendo elevati costi, infatti il prezzo di smaltimento di pneumatici di fine uso è di circa 20 centesimi di euro al chilogrammo e prevede un’ area adeguata al conferimento, con precise caratteristiche strutturali.

In passato molti pneumatici di fine uso sono stati abbandonati anche sul territorio della Tuscia, creando non pochi rischi per l’ambiente e per tutto l’habitat. In pratica la mozione propone di avviare la costituzione di un Consorzio nella nostra Provincia tra gli operatori del settore, riguardante appunto la lavorazione di pneumatici di fine uso e la realizzazione sul territorio di impianti per la produzione di “granulato e polverino di gomma”.

La costituzione di un consorzio, a mio avviso, consentirebbe di pagare un prezzo inferiore per lo smaltimento di tale rifiuto da parte di tutti gli operatori consorziati così, si avrebbe un sostanziale conferimento di materia prima da riutilizzare.

Infatti la produzione di granulato e polverino di gomma prevede la riutilizzazione in vari settori: polverino per suole, granulato per tappeti, polverino per lastre, granulato per piastrelle, granulato per pavimenti, polverino per gomme piene, granulato per insonorizzazione, campi di bocce, calcetto ecc.
Come si può vedere la lavorazione “puramente meccanica che non modifica in alcun modo le condizioni ambientali” di questa materia  prima, porterebbe ulteriori benefici: una significativa diminuzione di produzione di gomma vergine, creando così anche ulteriori opportunità in termini  occupazionali sul nostro territorio.

Consigliere provinciale IdV

Giovanni Francola

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