VITERBO, GIUSTIZIA PER ATTILIO MANCA: a distanza di 7 anni è ancora mistero sulla sua morte
. Ultime notizie Tuscia -  Il 12 febbraio del 2004 veniva trovato senza vita nella sua casa di Viterbo un giovane ma già affermato medico siciliano. Si chiamava Attilio Manca.  A sette anni di distanza da quel giorno buio, la nostra città non ha ancora restituito verità alla sua famiglia.

Attilio Manca amava
la propria professione e la vita. Attilio Manca era un professionista in attività presso l'Ospedale Belcolle, lo stesso che i viterbesi frequentano abitualmente, tutti i giorni. La storia di Attilio Manca è esemplare per disarmonia degli elementi in gioco. Troppe cose non tornano.
Ed è facile trovarle una per una, negli sguardi dei genitori e del fratello di Attilio. Incontrare loro  vuol dire schiudere la porta ad una prospettiva diversa rispetto a quella canonica di una cittadina di provincia come Viterbo.

Mai diremmo possibile imbatterci a Viterbo in enigmi legati ad un mostro impronunciabile come la mafia. La mafia è lontana, per molti. Lontanissima, per altrettanti. Inesistente, per alcuni. Troppi viterbesi, purtroppo, ancora non conoscono la vicenda controversa legata ad Attilio Manca.

Una storia che rischia di essere definitivamente
archiviata da parte della Procura di Viterbo, senza che tante, troppe ambiguità vengano risolte.

Come affermato
recentemente in una intervista da parte di Gianluca Manca, fratello di Attilio, è legittimo invocare un approfondimento adeguato alla gravità dei sospetti, in una vicenda tanto grave. In fondo, si chiede solo che si accertino i fatti.

 Dice Gianluca, "escludiamo per un attimo l'ipotesi della
pista mafiosa, le indagini per stabilire se quello di Attilio si tratta di omicidio o suicidio sono comunque superficiali. Da ben sette anni chiediamo al PM di esaminare le due siringhe trovate sul luogo del delitto. Vogliamo sapere se ci sono impronte, se non ci sono, se sono stati usati dei guanti. Perché mio fratello è morto per un cocktail di droghe e tranquillanti. Ma se quelle siringhe non sono state usate da lui chi le ha usate per ucciderlo?"

Può sembrare incredibile per chi, viterbese, legge per la prima volta queste poche righe, accettare l'idea che si stia parlando di un fatto così inquietante: impronte sospette, ferite inspiegabili, una ipotesi di suicidio a dir poco confusa.

Tutto questo a Viterbo! Ancora, Gianluca Manca
ribadisce dubbi legittimi: "Dagli accertamenti Attilio aveva tantissimi lividi su tutto il corpo e macchie ematiche sugli arti inferiori e superiori. Non riesco a capire come può un essere umano bloccarsi da solo mani e piedi mentre ci si inietta un cocktail di droghe con la mano destra, lui che era mancino puro, procurandosi lividi su tutto il corpo".

Nel pieno rispetto degli organi competenti e con fiducia assoluta nelle Istituzioni tutte, ci chiediamo come cittadini italiani (e in particolare come viterbesi) se non si debba fare tutto il possibile per garantire agli affetti di Attilio Manca la pace dei Giusti che solo la verità è in grado di garantire. Le Agende Rosse di Viterbo e Provincia, aderenti al Movimento nazionale di Salvatore Borsellino, invitano i cittadini a meditare sulla necessità di gettare finalmente luce sulla scomparsa di Attilio Manca.

Per questo
saranno per le strade del centro storico del capoluogo con una azione di volantinaggio ed informazione sulla vicenda il pomeriggio di sabato 12 febbraio.

Nella ricorrenza della
scomparsa di Attilio Manca, ricordiamo che le iniziative organizzate dagli aderenti al Movimento delle Agende Rosse hanno lo scopo di incoraggiare la parte migliore delle Istituzioni nella ricerca della piena verità e di coinvolgere i cittadini in una riflessione circa la necessità di verità come base per la costruzione di un Paese realmente libero.

Per questo chiediamo giustizia per Attilio
Manca!
 
Giuseppe Anelli
Responsabile Provinciale Agende Rosse

Viterbo agenderosseviterbo@gmail.com
www.19luglio1992.com
www.attiliomanca.it

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