SCIOPERO GENERALE 11 MARZO. A Roma la manifestazione nazionale.
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Venerdì 11 marzo 2011 Usb, Slai Cobas, Snater, Unicobas hanno indetto lo sciopero generale. Donne e uomini a migliaia attraverseranno Roma in corteo, portando la rabbia e le preoccupazioni crescenti del mondo del lavoro più o meno garantito. Parleranno di diritti negati, licenziamenti, peggioramento delle condizioni di lavoro, cassa integrazione, ricatti e disagi quotidiani che derivano da affitti e mutui difficili da pagare, tariffe in costante aumento, welfare e ammortizzatori sociali sempre più evanescenti.

    I Lavoratori , i disoccupati, i precari, i migranti, gli studenti delle provincia di Viterbo ci saranno, dichiara Lino ROCCHI Coordinatore Confederale della USB VITERBO, abbiamo organizzato pulman che partiranno dal piazzale Romiti di viterbo e l’adesione che abbiamo finora, è incoraggiante, le criticità endemiche della provincia di Viterbo e la crisi in atto stanno massacrando il nostro tessuto sociale, ed ora in molti si stanno incavolando e stanno uscendo da quel torpore che caratterizza questa “provincia dell’impero”.

    Le questioni che verranno sollevate con lo sciopero e la manifestazione riguardano milioni di persone, molte delle quali nemmeno hanno relazioni con le organizzazioni sindacali. La forte richiesta interna di mobilitarsi che ci ha spinto a proclamare la giornata di lotta dell'11 marzo prossimo, è la stessa che abbiamo visto esprimersi in questi mesi è lo stesso protagonismo degli studenti, dei precari, dei migranti, delle donne. Le stesse tensioni, la stessa voglia di difendersi attaccando.

    Negli ultimi tempi abbiamo incontrato spesso i conflitti metropolitani, prosegue Rocchi, non solo ci è piaciuta questa contaminazione, ma abbiamo anche rafforzato i nostri percorsi, le nostre vertenze, abbiamo imparato a fidarci, ad ascoltarci, a sforzarci di capire linguaggi diversi. Soprattutto mentre ci siamo mossi mischiati e meticci, non ci siamo confusi, non ci siamo espressi come sommatoria e abbiamo lasciato che uno spazio più ampio e prezioso prendesse il posto di ciò che avevamo prodotto fino a quel momento nella forma sindacale classica.

    L'11 marzo vorremmo incontrare ancora tutto questo. Noi ci siamo mossi dentro necessità non più rinviabili e sulla spinta dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego, della scuola, del lavoro privato, dei precari  e delle precarie dei servizi o dei call center, della sanità o del trasporto pubblico. Consapevoli però, che dentro questo paese c'è molto altro che partendo da una forte precarietà del presente si sta mobilitando per i diritti dei migranti, per i beni comuni, per il reddito, contro le devastazioni ambientali, per il diritto all'abitare, per una produzione culturale indipendente, per un sapere e una ricerca non subalterni alle logiche del profitto, le città quasi quotidianamente sono invase da questo agitato mondo sociale che entra concretamente in conflitto con i signori della rendita, vera governance nel presente che viene.

Il corteo sindacale che percorrerà le strade di Roma, conclude Rocchi, propone di vederci a Piazza della repubblica l'11 marzo, ognuno/a nelle forme autonomamente scelte per convergere in un imponente e sperimentale rendez-vous di massa. Un appuntamento da costruire sotto la pelle delle metropoli, dentro la rabbia precaria, verso una piazza meticcia, indipendente e libera.

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