DISCARICA DI ALLUMIERE, smentite peggiori della notizia.
Ultime notizie Roma - Con rammarico e senza stupore, devo constatare come sulla vicenda della discarica (con annesso inceneritore) di Allumiere sia già iniziata la solita campagna di anestesia totale.


D’altra parte, sono certo che, al di là di smentite appariscenti quanto prive di ogni credibilità, le cittadine e i cittadini del comprensorio abbiano capito che la decisione di trasformare l’area militare di Allumiere in un tragico esempio di speculazione economica e disastro ambientale è sostanzialmente già presa.

Se si arriverà volutamente all’emergenza rifiuti, la discarica è praticamente avviata grazie all’accordo Alemanno-La Russa.

Se, invece, si riuscirà a rimanere nel regime ordinario, l’unica difesa sarà la tanto odiata ZPS (Zona a Protezione Speciale) e quindi dovranno aspettare un paio d’anni per ottenerne la modifica, ma intanto, si sa, infamie economiche di questo livello sono pensate a medio-lungo termine.


Il Piano Rifiuti che sarà approvato nei prossimi mesi dal Consiglio Regionale crea, infatti, tutte le altre condizioni per autorizzare la “Cittadella della Vergogna” ad Allumiere.

In primo luogo, grazie alla modifica degli Ambiti Territoriali Ottimali, consente alla città di Roma di portare i propri rifiuti su tutto il territorio regionale e, in particolare, su quello della Provincia di Roma.

In secondo luogo, come si può verificare a pag. 278 del piano, la presenza di aree militari, previo assenso (ma guarda un po’!) del Ministero della Difesa, la viabilità d’accesso esistente o facilmente realizzabile, la disponibilità di collegamenti stradali e ferroviari esterni ai centri abitati, la possibilità di trasporto intermodale dei rifiuti raccolti nelle zone più lontane dal sistema di gestione dei rifiuti, sono i principali elementi preferenziali per la scelta di un sito idoneo alla realizzazione di impianti e sembrano scattare una fotografia dell’area nel Comune di Allumiere.


A fronte di tale quadro, appare evidente la nullità e l’ipocrisia delle smentite della Presidente Polverini e degli altri membri della Giunta Regionale.

In particolare, dire che Roma deve smaltire sul suo territorio i propri rifiuti e proporre contemporaneamente un piano regionale che le consentirà di portarli praticamente ovunque nei confini del Lazio e, soprattutto, della sua Provincia è un’affermazione che si commenta da sola.


Rinnovo l’appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione che si sono dichiarate contrarie alla discarica di Allumiere a pretendere dai propri consiglieri regionali di riferimento la modifica del Piano Rifiuti, per fare in modo che la città di Roma torni ad essere un Ambito Territoriale a sé e, quindi, individui sul suo territorio le soluzioni per la gestione dei rifiuti che produce.

Sinceramente non mi sembra una richiesta difficile da formulare e da esaudire, specie se siamo tutti d’accordo che la città di Roma deve essere autosufficiente nella gestione dei propri rifiuti.

Chi non vorrà farlo, avrà eretto barricate di chiacchiere e si assumerà la sua parte di responsabilità per avere favorito la nascita della Malagrotta-Bis ad Allumiere.



Il capogruppo Verdi
Alessandro Manuedda

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