Il maestoso sipario del teatro orvietano
, realizzato dal pittore Cesare Fracassini (1838 – 1868) negli anni in cui lo stabile veniva edificato, sarà esposto alle Officine Grandi Riparazioni di Torino dal 17 Marzo al 20 Novembre nella mostra che sarà allestita alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario dell’Unità d’Italia.


L’opera (altezza 9,90 m. – larghezza 12,60 m. – superficie totale 127 mq) fu realizzata a tempera su tela, nel 1866 da Cesare Fracassini in soli 40 giorni e prima di essere trasportata a Orvieto fu esposta al Teatro Argentina di Roma, dove pochi anni prima aveva già realizzato il sipario raffigurante Numa che ascolta i consigli della ninfa Egeria. L’artista legato alla città umbra per motivi di parentela a cui si devono anche tutte le altre pitture di figura del Mancinelli, tra cui il soffitto della platea con le dodici Ore raffigurate in maniera allegorica e Le Quattro Stagioni sul soffitto del foyer.

Il sipario, detto “storico” per via del soggetto rappresentato: Belisario con il suo esercito bizantino mentre libera Orvieto dall’assedio dei Goti nel 535 d.C., l’episodio è tratto  dal De Bello Gothico di Procopio di Cesarea. Una recente osservazione dello storico orvietano Alberto Satolli ha evidenziato un’allusione al tricolore presente nel gruppo centrale rappresentato nel sipario: Belisario infatti indossa un mantello rosso, calvalca un destriero bianco e il palafreniere vicino a lui è vestito di verde. L’evento rappresentato richiama un tema storico a sfondo patriottico che ben si adatta all’ideale risorgimentale della seconda metà dell’800. La stessa città di Orvieto, territorio pontificio fino al 1860, fu liberata dai Cacciatori del Tevere e annessa al Regno d’Italia e lo stesso Teatro, inaugurato nel 1863, fu voluto dalla classe colta e borghese emergente che si autotassò per realizzarlo e costituisce un momento positivo nel percorso di unificazione del nostro stato.

La mostra “Fare gli Italiani. 150 anni di storia nazionale” racconta, attraverso una pluralità di narrazioni che utilizzano anche percorsi multimediali e interattivi, la storia dell’Italia nel suo primo secolo e mezzo di vita e mette in luce gli elementi principali che hanno tenuto insieme gli Italiani, così come i fattori che hanno mantenuto e alimentato divisioni. Il sipario del Mancinelli parteciperà alla mostra grazie agli accordi intercorsi tra il Comune di Torino, il Comune di Orvieto - Assessorato alla Cultura (l’operazione è stata fortemente voluta dall’ex Assessore alla Cultura Antonio Barberani) e l’Associazione Te.Ma.  La richiesta di avere il sipario presente ad una mostra nazionale talmente importante costituisce per la cittadinanza orvietana un onore e, nello stesso tempo, una notevole occasione di promozione per la città di Orvieto.

Le Officine Grandi Riparazioni di Torino, riaperte al pubblico nel 2008 dopo anni di chiusura e abbandono, testimoniano il grande passato industriale della città e allo stesso tempo sono un segno evidente della riconversione culturale e artistica del capoluogo piemontese. Passate da spazio adibito alla costruzione e manutenzione di vagoni ferroviari a location di rave e rifugio per i senza tetto, le officine sono adesso al centro del nuovo polo culturale e artistico che sorge intorno alla nuova stazione di Porta Susa e affianca edifici firmati da grandi architetti come la Fondazione Merz, la Fondazione Sandretto, il centro direzionale San Paolo e la nuova cittadella Politecnica e si inseriscono in uno spazio di 190 mila metri quadri quasi interamente destinato all’arte. Gli orari di apertura variano dalle 9.00 del mattino fino alle 20.00 – 22.00 della sera.

S.C.

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