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- “Tutela ambientale”, “potenziale occupazione nella ricerca scientifica”, “sostegno al settore ittico”, e “recupero di vecchi siti dismessi”, credo che sia questo, l’importante lavoro ed impegno che l’Università della Tuscia di Viterbo, sta concretamente portando avanti, presso la Salina di Tarquinia.

L’obiettivo, di questo lavoro, che un gruppo di “giovani ricercatori”, nel pieno delle ristrettezze economiche e nella precarietà, sta portando avanti, presso i laboratori del Centro Ittogenetico Sperimentale, siti negli ex locali della Salina di Tarquinia, è quello del “ripopolamento dell’habitat marino”, iniziato ormai da circa due anni.


La dimostrazione fattiva di tale impegno nella ricerca, finalizzata al “ripopolamento ittico del nostro mare”, ne sono le diverse liberazioni effettuate, in questi mesi del 2011, quella del 6 gennaio scorso, in cui ben 8000 astici allo stadio “planctonico” sono stati liberati nel tratto di mare antistante la Salina di Tarquinia, e l’ultimo il 31 maggio scorso, con circa 1600 astici allo stadio “bentonico” liberati a largo del litorale del Comune di Montalto.
È altresì, motivo di orgoglio, come cittadino, sapere e vedere, che questa ricerca venga realizzata e sviluppata, presso i locali della dismessa Salina di Tarquinia, dove una volta veniva prodotto il “sale”, il famoso “oro bianco”, ed il tutto avvalorato, dalle stesse parole del prof. Giuseppe Nascetti, che indica questo programma di ricerca, come un unico in Italia, e che è stato già richiesto da altre regioni italiane.


Interventi concretamente importanti, su un ecosistema, quello marino, ad oggi, pesantemente sfruttato e minacciato dall’inquinamento, e che trovano il sostegno finanziario della Regione Lazio e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Civitavecchia.
Un lavoro, questo dell’Università della Tuscia di Viterbo, presso la Salina di Tarquinia, che oltre ad essere un esempio, e “di esempio”, di come saper “progettare” e “reperire le giuste risorse finanziarie”, è la realtà tangibile, che con l’impegno e la passione, si possono ottenere risultati, anche in un momento economico difficile come è questo che stiamo tristemente vivendo, con una crisi economica, che attanaglia anche il settore pubblico, in primis.
È quindi forte il plauso all’Università della Tuscia di Viterbo, e l’auspicio, come il sostegno, a che questo “progetto di ricerca”, possa diventare, un importante contenitore, per la ricerca in campo ambientale, a livello nazionale, nel pieno spirito di guardare al futuro, per uno dei luoghi, la Salina di Tarquinia, più belli della Regione Lazio, nonché fiore all’occhiello del nostro territorio.


Alessio Gambetti
Popolo della Libertà di Tarquinia

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