BOSCO ENEL DI CIVITAVECCHIA, pressioni dei cittadini ripagate: il bosco si fa. Meglio tardi che mai. Ultime notizie Civitavecchia - Apprendiamo con soddisfazione che le nostre pressioni, supportate da migliaia di firme dei cittadini, e da un esposto alla Procura della Repubblica, per la realizzazione del cosiddetto bosco ENEL hanno avuto esito positivo.

Meglio tardi che mai, ci verrebbe da commentare visto che la Valutazione di Impatto Ambientale 680/2003 stabilisce che la prescrizione di “provvedere alla realizzazione di un’area boscata dell’estensione di circa 40 h denominata” andava ottemperata con “modalità atte ad anticipare almeno parte della loro realizzazione prima della chiusura del cantiere della centrale “.

Nel plaudire quindi, alla palese, seppur ritardata, smentita di quanti, Sindaco in primis, volevano barattare la creazione del bosco con quella di interventi alternativi di arredo urbano (sic!) non possiamo, però, non sottolineare che qualora le modalità di realizzazione di detto parco fossero rispondenti a quanto riportato dalla stampa, ciò desterebbe alcune perplessità sulle quali non esiteremo a chiedere chiarimenti ai competenti Ministeri.

Infatti semmai si andasse effettivamente al riutilizzo della “terra del dragaggio che si era reso necessario per la realizzazione del molo carbonifero” in quanto “attualmente giacente nell’area serbatoi della centrale” vorremmo quantomeno comprendere se si è provveduto ad effettuare una caratterizzazione ad hoc o ci si basi esclusivamente sulla caratterizzazione presentata da ENEL in fase di Via che, essendo finalizzata al riutilizzo della terra nelle casse di colmata portuale, non prevedevano certo un‘analisi dell’alta, quanto ovvia, salinità del materiale in questione e della sua idoneità a costituire base di un’area verde, con il rischio di veder seccare tutto in breve tempo.

Inoltre non comprendiamo da chi sia stato autorizzato la riduzione del parco da 40 a “30 ettari e mezzo” per far sì che venga realizzato “un campus per la scuola di management della stessa Enel ….che si estenderà su 6 ettari, …….e che ospiterà le aule ed il centro congressi della scuola di management dell’Enel, con annessi una foresteria da 100 posti, strutture ricettive e di ristorazione”.

Seppure accogliamo con estremo favore l’idea di una tale realizzazione che costituisce, finalmente, un investimento di ENEL sul territorio a basso impatto ambientale, non comprendiamo perché questo debba essere realizzato proprio sul terreno finalizzato alla realizzazione del bosco.

E’ appena il caso di ricordare che nella VIA si legge che l’intervento prescritto deve consistere in “un’area a parco caratterizzata dalla presenza di ampie radure intervallate da fitti insiemi boschivi, caratteristici del paesaggio costiero circostante” al fine di mitigare gli effetti della centrale sulla componente ambientale.

Ridurre l’intervento, significa quindi ridurre il già non sufficiente effetto mitigazione, cosa che certo Civitavecchia non può permettersi e sulla quale provvederemo a chiedere conto al competente Ministero dell’Ambiente.



Per il comitato NaturalMente 
Massimiliano Di Grado         


Per il Forum Ambientalista
Simona Ricotti

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