Italia, il fallimento alle porte: secondo il Sole 24 Ore l'11-11-2011 l'Italia fallirà. Ultime notizie Roma - Default, la parolina straniera che tanti pronunciano con leggerezza, è considerata generalmente una malattia leggera che prima o poi tutti devono fare, come il morbillo, gli orecchioni o la scarlattina.
Niente di più falso. Il livello di sviluppo di una nazione non si misura solo col PIL o con la tecnologia che è in grado di progettare/produrre, ma anche dalla pace sociale, dalla sicurezza che è in grado di assicurare ai propri cittadini. Non solo in termini di repressione della criminalità, ma in termini di certezza delle istituzioni: la legge, lordine, lassistenza sanitaria, la chiarezza nei rapporti di lavoro, la stabilità dei redditi e laffidabilità che lo stato è in grado di garantire quando fa una promessa ai suoi cittadini.

Fallire non è solo dire: non sono in grado di pagare i miei debiti, ma anche rinunciare di colpo al livello di sviluppo raggiunto con il lavoro di tante generazioni. In queste ore si parla di tutto:
iva sociale, prelievi coatti della tredicesima e di unaltra mensilità per tutti i dipendenti e pensionati, eliminazione dellassistenza sanitaria diretta, abrogazione dellarticolo 18 per garantire una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, posticipo dellerogazione dei trattamenti di fine rapporto (le liquidazioni, per intenderci).

Si tratta sicuramente di misure efficaci perché garantiscono gettiti e risparmi immediati, sicuri, quantificabili e una sorta di finanziamento indiretto allindustria tramite la possibilità di poter licenziare in tutta libertà e di poter trattenere le liquidazioni. Altro che le fesserie della riduzione dei costi della politica. Solo labolizione delle province e delle comunità montane richiederebbe anni per il trasferimento delle competenze, mentre leliminazione dei vitalizi causerebbe una pioggia di ricorsi per la negazione di un diritto acquisito. Ora che i creditori bussano alla porta ci vogliono i denari, non le promesse.

Immaginate quale tipo di nazione ci aspetta dopo l11-11-11, la data nella quale il Sole 24 Ore ha previsto il fallimento per lItalia. Stipendi prelevati di forza dallo stato, medicine e visite a pagamento, licenziamenti con una semplice letterina prestampata, una cambiale al posto della liquidazione, rischio di poter perdere la casa perché non si è in grado di pagare il mutuo o il fitto. Praticamente la pace civile abrogata da un giorno allaltro.

Certo, magari a chi legge brucia il sedere perché fino a oggi ha lavorato come un ciuco, paga il mutuo e non ha un euro di debito. Perché si dovrebbe trovare precipitato nel terzo mondo senza aver fatto nulla? Questa domanda ha una risposta semplicissima:
perché fino ad oggi si è disinteressato di quello che la politica faceva al suo paese. Ha accettato che un gruppo di potere ristretto detenesse il controllo del suo destino mentre lui guardava Valentino Rossi in tv e si è interessato veramente di Berlusconi solo quando cera da guardare le fotine della Ruby o della Minetti su internet. Si pecca per opere, ma anche per omissioni.

Linverno del 2011 inizia ad agosto. Farà tanto freddo che tutti ci ammaleremo danarchia.



Commenti

questo purtroppo era da prevedersi,come in tutte le cose,il disinteresse porta alla rovina.mi domando che futuro avranno i giovani,cosa si dovranno aspettare le famiglie,i pensionati e la Sanita´ pubblica.si sa,piangersi addosso non serve,pero c´e´ da chiedersi:perche´ arrivare a questo.perche´ si e´ permesso tutto cio´.diamo pure causa ai politici,all´economia che non funziona e a tante altre cose,un dato di fatto e´ che siamo finiti in un baratro.sorge spontanea una domanda:riusciremo a venirne fuori
commento inviato il 04/08/2011 alle 1:12 da franzin mario  
grazie ai politici, alla casta........può essere vero che ci siamo disinteressati, ma noi abbiamo pensato solo a lavorare, peccato che chi abbiamo incaricato di rappresentarci, di fare gli interessi della nazione, del popolo, invece ha fatto solo i propri interessi.- Mandiamoli tutti a casa,,,,,abbiamo le leggi, abbiamo la costituzione, i politici non servono.- creiamo una commissione popolare, del popolo, che vigili e controlli, e al caso rimandi a casa chi non sa fare.-uno stato dev´essere amministrato, gestito dal popolo, mai più nessuna casta.........scendiamo in piazza......
commento inviato il 04/08/2011 alle 3:30 da sergio  
Se ne dicono di cotte e di crude. Addirittura che l´11.11.p.v. l´Italia fallirà: Non credo a tutto questo. L´Europa è un dato di fatto e ha le potenzialità per venirne fuori alla grande, magari non dall´oggi al domani, ma di sicuro c´è la farà. E´ ovvio che tutto dipende dai sigg. politici i quali fino ad oggi non hanno saputo gestire il danaro pubblico, basti pensare a tantissime opere (vds carceri, aereoporti -intendo quello di Galatina-, ponti, strade iniziate e mai finite) per le quali sono stati spesi fiumi di quattrini. Spero, ma non ci credo, che venga fuori una legge che i sigg. che hanno permesso questo sperpero tirano fuori il corrispettivo con i dovuti interessi. Perchè non proporre un referendum in tal senso Ministro Di Pietro datti da fare:
commento inviato il 11/08/2011 alle 1:49 da gaetano  
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