Approvato ieri dalla Commissione Bilancio del Senato, nonostante la giornata festiva, il testo della manovra economica che domani andrà in aula per la votazione. Tra le novità più importanti, l'emendamento che ha modificato l'art. 8 della manovra sulla contrattazione collettiva, prevendendo la deroga al contratto nazionale per gli accordi aziendali e territoriali.

La nuova disposizione aggira di fatto l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e stabilisce che "i contratti collettivi di lavoro, sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, ovvero delle loro rappresentanze sindacali operanti in aziende possono realizzare specifiche intese con efficacia di tutti i lavoratori, a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alla presenze sindacali".

I sindacati più rappresentativi nella singola azienda o nel singolo territorio, possono quindi sottoscrivere accordi che esulano dagli specifici contratti collettivi nazionali e che avranno validità per la totalità dei lavoratori dell'azienda in questione. Le intese ad hoc potranno consentire maggiore facilità nel licenziamento e andranno anche a disciplinare materie inerenti l'organizzazione del lavoro, la produzione, le modalità di assunzione e la disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite Iva, la trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e il recesso dal rapporto di lavoro.

Durante la riunione, approvato anche il pacchetto di misure fiscali firmato dal ministro Tremonti e l'emendamento sulla spending review, presentato dal Pd, che impegna il governo a presentare il programma per la riorganizzazione della spesa pubblica entro novembre. Rimane invariata la disponizione che consente ai Comuni di pubblicare online le dichiarazioni dei redditi, anche se per categorie di soggetti, quindi evitando un'identificazione esplicita del contribuente. Passa anche la norma sul carcere per i super evasori (oltre 3 milioni di euro) che però non avrà efficacia retroattiva.

Evidente soddisfazione del presidente del Senato Schifani per il rispetto dei tempi e del relatore Antonio Anzollini secondo cui la finanza pubblica italiana ne esce rafforzata. Critici invece il Pd che nota, con Finocchiaro, come il governo preso da litigi interni si sia dimenticato dell'Italia e la Cgil che, con il Segretario Generale Camusso, parla di cancellazione della Costituzione.   

Simone Casavecchia

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