Soddisfazione da parte delle organizzazioni di categoria del commercio per i finanziamenti, circa 8 milioni di euro, destinati dalla Regione Lazio ai Comuni del Lazio e ai Municipi di Roma per la valorizzazione ed il potenziamento dei centri commerciali naturali.
Vincenzo Peparello (presidente della Confesercenti di Viterbo), come si ricorderà, è stato in prima linea per poter fare affermare e trovare collocazione, nelle risorse della Regione, un progetto pilota presentato diversi anni fa denominato “Progetto pilota per la riqualificazione e l’integrazione delle strutture socio-economiche dei centri storici”. “Siamo soddisfatti come associazione di categoria – spiega Peparello – che l’Assessore regionale alle Attività produttive, tra l’altro con una stretta concertazione con noi, abbia destinato questi fondi a disposizione dei Comuni che manifestano volontà e capacità di intervenire su aree anche non omogenee e in assenza di programmazione unitaria. Tali interventi riguardano la realizzazione di infrastrutture e servizi adeguati alle esigenze dei consumatori, la promozione e valorizzazione di uno spazio commerciale omogeneo, l’integrazione dell’attività commerciale anche con eventi culturali, l’innovazione sui servizi offerti, la promozione e distribuzione delle produzioni tipiche locali, un’adeguata informazione turistica e culturale del territorio, la costituzione di organismi di gestione unitaria dei centri commerciali naturali e la promozione dell’associazionismo tra le PMI”.
Tutto ciò è la conferma che la Confesercenti aveva visto giusto nei criteri che, realmente, creano benessere e sviluppo dei centri storici e delle comunità locali. “Viene di fatto recepito – continua il presidente – un progetto di marketing urbano da noi a più riprese proposto per riqualificare la rete commerciale e dei servizi nei cuori vecchi delle città o in aree marginali che, nel tempo, avevano perso attrattività commerciale e sociale per l’avvento della grande distribuzione organizzata. Questa ha modificato l’assetto e l’organizzazione dei centri storici, del commercio e delle attività produttive”. La legge che dà il via ai finanziamenti per i Comuni nei progetti di centri commerciali naturali, prevede che tali enti locali, anche attraverso le strutture dei Cat (i centri di assistenza tecnica attivi presso le associazioni di categoria), dovranno presentare azioni di marketing territoriale, interventi di arredo urbano, azioni per la promozione dei prodotti artigianali tipici, interventi finalizzati all’incremento dei flussi turistici, azioni mirate alla tutela dei locali e delle botteghe storiche e interventi migliorativi in materia di trasporto pubblico.
“Vogliamo ricordare – precisa ancora Peparello – che i centri di assistenza tecnica sono gli unici soggetti non commerciali che possono fare parte dell’assetto societario e associativo dei costituendi centri commerciali naturali, che dovranno poi essere iscritti in un apposito Albo. Il Cat della Confesercenti è già consulente della quasi totalità degli enti locali della provincia di Viterbo: ha attivato, preventivamente, le collaborazioni idonee a fare in modo di essere puntuali rispetto alla scadenza del bando per l’accesso ai finanziamenti, che è fissata per il 20 ottobre prossimo. Tra i Comuni che hanno attivato collaborazioni nella Tuscia con il nostro Cat c’è anche il Comune di Viterbo, che già in precedenza ci aveva affidato un incarico preliminare per il Piano di urbanistica commerciale”.
Quello che per Peparello è fondamentale è “capire che i CCN sono un’opportunità da sfruttare ma non la soluzione a tutti i problemi che la rete commerciale ha in questo momento. La crisi del settore e la crescita indiscriminata della grande distribuzione – conclude il presidente – ormai in mano ad assetti societari stranieri, sta spostando l’asse degli investimenti verso la periferia, con l’aggravante che lo straniero acquisisce sempre ulteriori quote di mercato. In questo momento le amministrazioni locali dovrebbero porre più attenzione al rilascio di concessioni edilizie ad uso commerciale, che ormai sono comprate solo a uso business immobiliare”.
La scadenza ravvicinata (20 ottobre) del bando, che è elemento essenziale per la presentazione delle domande per la costituzione dei CCN come soggetto giuridico, impone una serie di incontri che, nei prossimi giorni, sono già stati programmati con i Comuni, i pubblici esercizi e le attività complementari.

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