Impatto della delocalizzazione della mitilicoltura e dell’allevamento dei pesci, situazione del ripascimento delle spiagge, inquinamento per allacci fognari mancanti, gestione e ampliamento dei porti del Golfo: sono numerose le questioni scottanti affrontate oggi durante la conferenza stampa convocata a bordo della Goletta Verde di Legambiente, ormeggiata per la prima volta nel porto di Formia, nell’ambito della campagna “Goletta Verde nel Lazio” realizzata da Legambiente Lazio grazie alla collaborazione dell’Assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio e, per questa tappa, del circolo Legambiente “Barba di Giove”.

 

L’equilibrio del Golfo di Gaeta è fragile, se da una parte sembra si intravedano risultati positivi sulla qualità delle acque dall’altra siamo molto preoccupati per vecchi e nuovi impatti che rischiano di minare l’area – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dagli ampliamenti dei porti fino a 5.000 posti barca che abbiamo calcolato, con il conseguente appesantimento della mobilità, alla stessa delocalizzazione degli impianti di miticultura e itticultura che deve rispettare da subito la nuova normativa sull’acquacoltura che ne prevede l’allontanamento dalla costa, fino alla movimentazione delle merci pericolose del pontile merci, alle situazioni di inquinamento ancora non risolte sono diversi i fronti che rischiano di mettere a dura prova il Golfo di Gaeta. Per questo Goletta Verde torna ancora una volta ad occuparsi di questi temi e continuerà nelle prossime settimane a verificare lo stato del Golfo, rilanciando con forza la richiesta di inserire quest’area tra le “aree sensibili” secondo le normative, un’istanza sempre più importante col passare del tempo e l’accumularsi delle questioni.

 

Entrando nel merito delle singole questioni, si evidenzia, ad esempio, che a tutt’oggi persistono, nei comuni rivieraschi e non, condotte fognarie che non sono ancora state allacciate ai depuratori, così come su un altro fronte, il ripascimento delle spiagge lascia intravedere nuovi problemi di erosione probabilmente ulteriormente accelerati dai prossimi interventi che subirà l’area portuale di Formia, ma anche l’ampliamento del porto commerciale a Gaeta ed il progetto del nuovo porto di Formia pongono interrogativi sull’impatto sulle correnti marine e su tutto l’ecosistema del Golfo marino e terrestre, anche rispetto all’impatto sulla viabilità. La delocalizzazione della mitilicoltura e dell’allevamento dei pesci va realizzata allontanando subito dal litorale gli impianti come prevede la nuova legge regionale sull’acquacultura. Allo stesso tempo vanno salvaguardate le attività veliche, oramai diventate usuali all’interno del Golfo, oggi in seria discussione a causa sia della delocalizzazione degli impianti di mitilicoltura che itticoltura, nonché dell’aumentato traffico di navi.

 

Viste le tante questioni ancora aperte e la stretta interconnessione tra le problematiche che sono di interesse sovra comunale, occorre uno sforzo verso una maggiore collaborazione tra i Comuni del Golfo perché l’agire abbia un positivo effetto sull’intero area, che si presenta come un tutt’uno per quanto riguarda il mare, la movimentazione delle merci, delle persone ed il turismo in generale –dichiara Raffaele Cicione, del Circolo Legambiente Barba di Giove-. Chiediamo che si istituzionalizzi un gruppo di lavoro relativo a tali questioni che veda coinvolte tutte le realtà rivierasche con un maggior coinvolgimento dei cittadini del Golfo nelle scelte strategiche del territorio, che i Comuni di Gaeta, Minturno ed Itri deliberino in merito all’istituzione del Golfo come area sensibile, seguendo l’esempio del Comune di Formia, auspichiamo che l’autorità Portuale, in sinergia con il Nucleo Industriale, si impegnino affinché il trasporto su ferro sia la forma prioritaria di movimentazione delle merci di Gaeta e che conseguentemente si adoperino per la realizzazione del tratto di linea ferroviaria che permetta nell’immediato di unire “Viviano “ con il Porto; che l’autorità Portuale realizzi quelle infrastrutture che permettano l’attraversamento del lungomare Caboto in modo da collegare le varie aree portuali senza interferire con il traffico esistente. Allo stesso tempo chiediamo che sia mitigato quanto più è possibile l’impatto visivo di quelle strutture o opere che possano deturpare la linea di costa, che venga definitivamente chiarita e definita la questione del pontile petroli e dell’ex Agip, ma anche nuovi controlli degli scarichi abusivi e la realizzazione dei tratti di rete fognaria ove necessari. Chiediamo, inoltre, che sia reso evidente e fruibile in piena sicurezza dai naviganti il corridoio tra gli allevamenti di cozze e che gli impianti di itticoltura e che questi possano a breve essere collocati “offshore” ossia lì dove erano previste le gabbie per i tonni così come ribadito qualche giorno fa nell’audizione alla commissione Agricoltura del presidente dell'Autorità portuale del Lazio, secondo l’applicazione della nuova legge regionale sull'acquacoltura. Chiediamo, infine, al Comune di Formia di completare il tratto di marciapiedi che colleghi Vindicio con Gaeta, una unione simbolica e che consente un passeggiata in sicurezza.”

 

Sono intervenuti all’iniziativa: Fabio Pezzone, Assessore al mare di Formia; Valerio Vaudo, Consigliere comunale di Gaeta; rappresentanti Capitaneria di Porto di Gaeta; 1° MAR LT Marco Vigliotti, Comandante Capitaneria di Porto di Formia; rappresentanti associazioni veliche di Formia e Gaeta.

 


GOLETTA VERDE NEL LAZIO

ANALISI E PROPOSTE SUL GOLFO DI GAETA

 

 

Per il terzo anno consecutivo la Goletta Verde “Cattolica” di Legambiente torna a solcare i mari della nostra Regione, con la campagna Goletta Verde nel Lazio realizzata da Legambiente Lazio grazie alla collaborazione dell’Assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio. Una campagna per informare, denunciare, proporre: dal lavoro per migliorare la qualità delle acque marine e la tutela delle coste, per promuovere il turismo e una portualità più sostenibile e denunciare i troppi accessi negati alle spiagge e al mare del Lazio, per informare sull’inquinamento marino e sul pericolo nucleare che nuovamente incombe sulla nostra Regione, per riportare l’attenzione sui cambiamenti climatici, che rischiano seriamente di danneggiare le nostre coste, a causa dell’aumento di temperatura in atto. Ma la Goletta Verde nel Lazio non è solo mare… la campagna promuove infatti attività e iniziative che vedono il mare come una risorsa capace di unire tanti temi all’insegna dell’ambiente: dalla solidarietà alla cooperazione, dallo sport al turismo sostenibile fino alla promozione dei prodotti tipici e delle unicità dei territori.

 

Per la prima volta, quest’anno La Goletta Verde è ospitata anche nel Porto di Formia, sede proprio in questi giorni di accesi dibattiti.

 

Goletta Verde e il Circolo Legambiente “Barba di Giove”da anni compie monitoraggi nel Golfo di Gaeta, impegnandosi e mostrando la massima collaborazione per raggiungere soluzioni condivise alle tante problematiche che interessano un ambiente con un così fragile equilibrio.

 

Tra questi i più attuali restano:

  • Il ripascimento delle spiagge nel comune di Formia e Minturno che dopo un iniziale andamento positivo, di grande impatto favorevole sul turismo locale, inizia ora a mostrare un’inversione di tendenza lasciando intravedere nuovi problemi di erosione che probabilmente saranno ulteriormente accelerati dai prossimi interventi che subirà l’area portuale di Formia
  • Nonostante gli sforzi operati dalle Amministrazione e degli altri Enti per quanto riguarda gli allacci fognari ed i relativi controlli sugli scarichi abusivi che hanno comportato un generale miglioramento della qualità delle acque relativamente alla balneazione a tutt’oggi persistono, nei comuni rivieraschi e non, condotte fognarie che non sono ancora state allacciate ai depuratori. Di difficile comprensione ad esempio è il tratto di interdizione del promontorio del Parco di Pianola che vede il divieto di balneazione relativo alla foce del Rio Santa Croce maggiormente esteso verso destra (Scauri) che non a sinistra (Formia), sebbene le correnti marine normalmente si dirigono dal Garigliano verso Gaeta il che fa pensare ad un possibile coinvolgimento della condotta sottomarina del depuratore di Formia.
  • I lavori che sono in atto per l’ampliamento del porto commerciale a Gaeta e che permetteranno l’attracco di navi di grandi dimensioni, con una rilevanza innegabile su tutto il golfo, pongono però non pochi interrogativi relativamente all’impatto che questi avranno sulle correnti marine e su tutto l’ecosistema del Golfo marino e terrestre, non solo per le nuove strutture del porto ma anche relativamente a cosa scaricheranno le navi e come tali merci saranno allontanate dal porto visto la viabilità esistente o “inesistente”: fondamentale in tal senso sarebbe lo sviluppo del trasporto su ferro quale mezzo di trasporto preferenziale per la mobilitazione delle merci dal porto verso le proprie destinazioni. L’occupazione e l’economia che può creare il rilancio del porto commerciale non possono e non devono essere gli unici elementi di valutazione, ma anche la qualità la sostenibilità, la compatibilità con le altre economie e con l’ambiente esistente, dovrebbe essere la regola per valutare se determinate merci possano essere movimentate a Gaeta.
  • La delocalizzazione della mitilicoltura e dell’allevamento dei pesci, con traslazione delle attività verso est (Formia) per liberare il tratto di mare necessario per il porto commerciale. La nuova collocazione ha voluto sanare taluni situazioni concessorie (la norma infatti fissa al 3% la superficie dei cosiddetti siti riparati utilizzabile per queste attività, stabilendo inoltre che questi impianti stiano lontano dal litorale per ridurne l'impatto ambientale) e sembra rispondere a criteri di maggiore salubrità sia dei prodotti che del mare. Tuttavia questa soluzione non ha tenuto debito delle esigenze di tutte le attività ed enti che operano nel Golfo.

·         Le attività veliche, oramai diventate usuali all’interno del Golfo con una recente forte crescita che non può che dare lustro e creare un indotto economico duraturo per la zona, sembrano oggi esseere messe in seria discussione sia dalla delocalizzazione degli impianti di mitilicoltura che itticoltura, nonché dall’aumentato traffico di navi che si prevede possano attraccare nel golfo, che comporterebbero pochi e stretti canali di passaggio nonchè di spostare le aree di gara in aree diverse da quelle attualmente in uso e non di pari caratteristiche. Proprio per questo rinnovato interesse per la nautica nel nostro territorio, sarebbe auspicabile un maggior coordinamento tra autorità portuale, nucleo industriale, amministrazioni e soggetti privati, che portasse ad individuare luoghi che non fossero immediatamente a ridosso della linea di costa per poter posizionare cantieri e quant’altro attiene tale settore, in tal modo si potrebbe restituzione alla fruizione collettiva quei tratti di costa oggi occupati da cantieri ed altre attività, e che creano una cesura tra le città ed il mare. Avere un lungomare più gradevole e più fruibile è senza alcun dubbio utile a tutto il comprensorio, ne aumenterebbe l’attrattiva turistica.

·         Il fatto che si possa sviluppare un polo della nautica è cosa ben diversa dal proliferare dei porti turistici, il nostro golfo ha un sovraffollamento di progetti portuali che se realizzati tutti creerebbero un ingorgo non da poco sia a mare che a terra.

 

Viste le tante questioni ancora aperte e la stretta interconnessione tra le problematiche che sono di interesse sovra comunale, occorre uno sforzo verso una maggiore collaborazione tra i Comuni del Golfo perché l’agire abbia un positivo effetto sull’intero area, che si presenta come un tutt’uno per quanto riguarda il mare, la movimentazione delle merci, delle persone ed il turismo in generale.

Þ                 Chiediamo quindi che si istituzionalizzi un gruppo di lavoro relativo a tali questioni ma che veda coinvolti tutte le realtà rivierasche (Formia-Gaeta-Minturno)

Þ                 Chiediamo che i Comuni di Gaeta, Minturno ed Itri deliberino in merito all’istituzione del Golfo come area sensibile, seguendo l’esempio del Comune di Formia.

Þ                 Auspichiamo che l’autorità Portuale, in sinergia con il Nucleo Industriale, si impegnino affinché il trasporto su ferro sia la forma prioritaria di movimentazione delle merci di Gaeta e che conseguentemente si adoperino per la realizzazione del tratto di linea ferroviaria che permetta nell’immediato di unire “Viviano “ con il Porto.

Þ                 Chiediamo che l’autorità Portuale realizzi quelle infrastrutture che permettano l’attraversamento del lungomare Caboto in modo da collegare le varie aree portuali senza interferire con il traffico esistente.

Þ                 Chiediamo che sia mitigato quanto più è possibile l’impatto visivo di quelle strutture o opere che possano deturpare la linea di costa.

Þ                 Che venga definitivamente chiarita e definita la questione del pontile petroli e dell’ex Agip

Þ                 Chiediamo ai Comuni di continuare nell’opera di controllo degli scarichi abusivi e nella realizzazione dei tratti di rete fognaria ove necessari.

Þ                 Chiediamo che sia reso evidente e fruibile in piena sicurezza dai naviganti il corridoio tra gli allevamenti di cozze e che gli impianti di itticoltura e che questi possano a breve essere collocati “offshore” ossia li dove erano previste le gabbie per i tonni così come ribadito lo scorso 2 ottobre nell’audizione alla commissione Agricoltura del presidente dell'Autorità portuale del Lazio, onorevole Fabio Ciani, secondo l’applicazione della nuova legge regionale sull'acquacoltura, approvata lo scorso marzo dal Consiglio regionale.

Þ                 Chiediamo al Comune di Formia di completare il tratto di marciapiedi che colleghi Vindicio con Gaeta, una unione simbolica e che consente un passeggiata in sicurezza.

Þ                 Chiediamo un maggior coinvolgimento dei cittadini del Golfo sulle scelte strategiche del territorio.

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