IL CASO DEL COMPLESSO TURISTICO/ALBERGHIERO “CONSORZIO RESIDENCE TIBERIA” A SPERLONGA E DELL’HOLIDAY VILLAGE A FONDI.

“Sperlonga – vendita appartamenti panoramici vista mare”, questo è l’annuncio che campeggia da alcuni mesi su vari quotidiani della Capitale. Peccato che siano abusivi, non essendo stati rilasciati tutti i condoni richiesti, e che a nostro avviso non potranno peraltro mai essere rilasciati.

Gli ottanta appartamenti, quasi 13mila metri cubi di cemento, sorgono sullo splendido costone di “Punta Cetarola” nel Comune di Sperlonga, in una magnifica area di 1,7 ettari di bosco e macchia mediterranea, a picco sul mare, laddove nel 1971 era stata autorizzata la realizzazione di venti bungalows. Così si apre il nuovo dossier dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio “Nuovi e vecchi Ecomostri tra Sperlonga e Fondi” presentato questa mattina durante la tappa a Sperlonga nell’ambito della campagna “Goletta Verde nel Lazio”, realizzata dall’associazione ambientalista grazie alla collaborazione dell’Assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio.

“Giù le mani dalla costa, basta con queste vicende di abusivismo che non si chiudono mai, chiediamo al Comune di Sperlonga di mettere la parola fine allo scempio di Punta Cetarola, respingendo le domande di condono per gli oltre cento abusi ancora pendenti –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio–. E’ l’ennesima storia incredibile, i permessi rilasciati dall’amministrazione hanno, infatti, per oggetto la realizzazione di 20 bungalows per 4.300 metri cubi complessivi, ma ora, grazie ad un numero infinito di abusi, in quella stessa area ci sono invece 80 appartamenti, quasi 13mila metri cubi. E se non bastasse la stragrande maggioranza di questi sarebbero già venduti, con un possibile rischio molto serio per chi ha comprato, magari ignaro di tutta la storia. Incredibile anche che proprio questo ambito sia stato prima inserito e poi stralciato dalla Regione Lazio, dopo un ricorso al TAR nel 2006, dal perimetro del Parco regionale Riviera di Ulisse. Una storia per la quale è però ancora possibile mettere in campo iniziative risolutive per scongiurare lo scempio.”

Un abuso che si inserisce in un quadro desolante: sono 29.233 gli abusi edilizi perpetrati nel quadriennio 2004/2007, oltre 20 al giorno, secondo i recenti dati sull’andamento del fenomeno dell’abusivismo edilizio nel Lazio, recentemente presentati dall’Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio. Un quadriennio, giova ricordare, durante il quale non agisce alcun provvedimento condonativo, e quindi si tratta di abusi edilizi non condonabili. Naturalmente si tratta di abusi di varia natura e diversa gravità ambientale, urbanistica, paesaggistica: dalla finestra, al tramezzo, alla nuova costruzione. In Provincia di Latina sono 5.054 abusi, il 17% del totale. Può sembrare poco, ma non lo è, visto che la Provincia di Latina è la più piccola per estensione territoriale – 225.000 ettari, pari al 14% dell’intera estensione della Regione, con soli 33 Comuni, e 497.000 residenti, pari al 21% del totale della nostra Regione.

Basta percorrere pochi chilometri per trovare un’altra storia “esemplare”, la seconda affrontata nella tappa odierna della Goletta Verde del Lazio, quella del Complesso Turistico Holiday Village di Fondi, al quale Legambiente proprio quest’anno ha assegnato la “Bandiera Nera” dei pirati del mare. Quarant’anni di cemento illegale, situati tra il promontorio del Circeo e Sperlonga, direttamente sul mare, protetto dalle dune sabbiose e da una lussureggiante macchia mediterranea, immerso in una rigogliosa pineta. Il complesso non ha mai ottenuto il nulla-osta della soprintendenza, ma solo un’approvazione di massima nel 1970 a condizione di numerose varianti, che non sono state mai realizzate. Ora il complesso, 51 bungalow, un ristorante e circa un centinaio di roulottes ancorate al terreno, è sotto sequestro.

“La Goletta Verde torna a denunciare la situazione del complesso turistico Holiday Village di Fondi: nato come campeggio è divenuta una vera e propria lottizzazione abusiva -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La struttura oggi è chiusa dopo essere stata sequestrata in attesa del giudizio di merito del tribunale di Latina per il reato di lottizzazione abusiva. Dopo la grande vittoria della demolizione dell’Isola dei Ciurli a Fondi, bisogna fare in modo che la nuova e positiva legge regionale contro l’abusivismo sia anche un’occasione per riprendere storie che sembrano vecchie ma invece restano ancora del tutto attuali. Per questo, su entrambe le vicende, Legambiente Lazio inoltrerà un esposto alla Direzione Urbanistica Regionale chiedendo un rapido intervento nel merito.”

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