Il “decisionismo”, a nostro parere brutale e autoreferenziale, praticato dalla Giunta Moscherini, è un metodo operativo basato sulla prevaricazione sistematica dei principi democratici, a danno del dibattito e del confronto costruttivo, nonché del conflitto propositivo fra maggioranza e opposizione in Consiglio Comunale.

Anche nel caso della destinazione dei tredici milioni di euro versati dall’ENEL (e perché non anche da Tirreno Power e altri?) quale quota di compensazione per i disagi arrecati (e arrecandi!) all’ambiente e  alla salute, la Giunta Moscherini ha superbamente snobbato il passaggio obbligato del parere del Consiglio comunale (organo istituzionale invalicabile e incomprimibile…in un paese normale!).

Il decisionismo cieco e prevaricatore cozza contro il buon senso ma, ancor più, contro la corretta gestione delle norme democraticamente  statuite. Infatti i tredici milioni di euro devono essere considerati quali compensazioni per danni pregressi, ed essere utilizzati in  opere pubbliche  finalizzate sia a mitigare gli effetti nefasti delle emissioni inquinanti già emesse dalla combustione  di olio combustibile nella ex TVN, sia a prevenire ulteriori danni all’ambiente e alla salute scientificamente previsti per la nuova TVN a carbone sporco. (Gli esperti della V.I.A. e i Periti d’Ufficio del Tribunale di Civitavecchia hanno ampiamente dimostrato quanto sia devastante la concentrazione di fonti inquinanti nel polo energetico più grande e più appetito dalle lobby economicistiche d’Italia).

L’unica voce parzialmente compatibile con la natura di tali compensazioni è quella dei cinque milioni di euro da destinare alla revisione della rete idrica in quanto le falde acquifere  potenzialmente inquinate vanno monitorate con accuratezza e potabilizzate senza rischi per la collettività.

Tutte le altre vie di utilizzazione delle risorse finanziarie (variante di trincea, manifestazioni  goderecce o culturali e copertura di “buchi” di gestione…) sono da considerare storno e dissipazione di danaro pubblico.

Noi Medici impegnati nella difesa dell’ambiente e della salute proponiamo una più congrua e legittima gestione del “ tesoretto – Enel”:

1° controllo scientifico e puntuale dei dati forniti dalle centraline di monitoraggio degli inquinanti, ora disseminate sul territorio senza un piano organico e senza un responsabile fisicamente identificabile;

2° supporto tecnico-amministrativo per strutture sanitarie pubbliche che si occupano di patologie correlate agli inquinanti (servizi broncopneumologici, cardiovascolari e oncologici; centri di elaborazione dati);

3° costituzione d’una “task-force” tecnico-giuridica impegnata nella difesa giudiziaria della collettività contro gli abusi  di entità private (navi da crociera e navi da trasporto) o di omissioni e ritardi da parte di strutture pubbliche (Arpa, Asl, Ispettori Inail e Assessori alla sanità e all’ambiente).

Non chiediamo la luna. Ci accontentiamo di non degradare ulteriormente  gli equilibri della nostra Madre Terra che sta subendo ferite immedicabili da parte dei cosiddetti “decisionisti” che, ai nostri occhi disincantati, appaiono come i “nuovi barbari” dell’era dello sviluppo ad ogni costo, ma di fatto INSOSTENIBILE per i delicati equilibri ambientali e sanitari.

Il Coordinamento dei Medici per la salute e l’ambiente.

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