LAZIO ultimenotizie ROMA - www.unonotizie.it - Lo scorso 10 Aprile è toccato a Palazzo Chigi, anche se già da Gennaio, erano state molte le istituzioni che si erano adattate alle richieste della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg). Prima il ministero dell’Economia, poi quello del Lavoro e della funzione pubblica, avevano esaudito le richieste che la Fieg aveva avanzato in una lettera dello scorso 16 Marzo, firmata da Fieg, Uspi, Anes, Mediacoop e Fisc, ai responsabili dei siti web delle pubbliche amministrazioni, ovvero di Governo, Parlamento e ministeri, chiedendo di sospendere la rassegna stampa online.

La motivazione risiede nella tutela del Copyright, infatti in base alla suddetta lettera, la richiesta di sospendere la rassegna stampa "nella modalità liberamente accessibile al pubblico, della pubblicazione in internet di articoli e/o dispacci di giornali e agenzie rappresentate della scriventi associazioni editoriali", appare necessaria perché essa diventa "un vero e proprio sito di informazione digitale, autonomo e concorrente rispetto alle sue stesse fonti".

Con questa azione però i cittadini perdono il diritto di essere informati gratuitamente sulle notizie che riguardano le istituzioni e sono obbligati all’acquisto dei giornali per documentarsi perché vengono oscurati gli archivi che rimangono disponibili per i soli dipendenti delle p.a. sulla intranet, la rete interna alla specifica istituzione.

Anche se i firmatari della lettera si dicono disponibili a avviare un confronto sul tema, per individuare "un modello specifico di licenza d’uso dei prodotti editoriali che non penalizzi le esigenze informative interne” delle amministrazioni, l’attenzione per i diritti del cittadino è pressoché nulla e il rischio maggiore che si profila all’orizzonte è quello di sospendere anche la rassegna della Camera, che da oltre 10 anni raccoglie centinaia di articoli dai quotidiani nazionali sui principali temi politici del giorno.

Fortunatamente il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha spiegato su Twitter "la rassegna on line è un servizio offerto gratuitamente ai cittadini e che garantisce un effettivo pluralismo dell’informazione" e specifica che "personalmente non vedo perché nell’era di Internet la rassegna debba essere oscurata".

Di fronte a un vuoto legislativo legato alla rete, che richiederebbe una costruzione partecipata e condivisa di una regolamentazione relativa anche al copyright, rimangono nette perplessità sull’azione della Fieg che mostra di voler rimanere del tutto arroccata sulla propria porzione di mercato, nonostante il rapido avanzamento del mondo digitale.

Simone Casavecchia

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