Terremoto Emilia Romagna, ultime notizie lunedì 21 maggio - Sale a sette il numero delle vittime per il terremoto di ieri in Emilia che stanotte ha fatto registrare scosse di assestamento che hanno raggiunto i 3,5 gradi di magnitudo. Sono 3000 gli sfollati e 4000 le persone che sono rimaste fuori casa a Finale Emilia nel modenese, dove il sindaco è scoppiato in un pianto ininterrotto  dall’alba fino a sera.

I parroci disperati di molte parrocchie guardano le loro chiese ridotte a un cumulo di pietre e molte persone che non trovano posto nelle tendopoli allestite sotto la pioggia hanno trovato rifugio nei gazebo e nelle auto.

In un’area come quella della Pianura padana considera a basso rischio sismico il bilancio della tragedia è drammatico, anche se considerata l’intesità della scossa delle prime ore di domenica 20 maggio sarebbe potuta andare molto peggio se il sisma si fosse sviluppato in un giorno feriale.

Oltre ai morti alle centinaia di feriti e alle migliaia di sfollati gravi danni anche al tessuto economico emiliano: sono moltissime le piccole industrie che oggi hanno lasciato a casa i propri operai non avendo più muri nei propri stabilimenti, né attrezzi, né strumenti.

Innumerevoli anche i danni al tessuto agricolo delle provincie di Modena, Ferrara e Bologna: Coldiretti segnala ingenti danni soprattutto agli allevamenti che producevano prodotti caseari, Parmigiano e Grana Padano.

Oggi scuole chiuse in tutta l’Emilia Romagna. In governatore Vasco Errani ha chiesto lo stato di emergenza nazionale. Il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli ha segnalato come sua priorità quella di dare una sistemazione adeguata agli sfollati, anche alla luce delle incerte condizioni metereologiche. In arrivo dagli USA con largo anticipo, il premier Mario Monti che ha deciso di rinunciare ai lavori del G8 per monitorare la situazione.

Da ieri, continuano a susseguirsi le scosse di assestamento in Emilia Romagna con picchi che sono arrivati a toccare magnitudo 3,7, scossa registrata all'una di notte con epicentro Bondeno e Sant'Agostino, in provincia di Ferrara, e Finale Emilia, nel Modenese. A complicare la situazione, la pioggia che da ieri cade incessantemente.

Oggi, durante il consiglio dei ministri, dovrebbe essere formalmente proclamato lo stato di emergenza. Il terremoto è stato avvertito anche nelle regioni Lombardia, Veneto e Toscana.

Intanto, si contano i danni, ingenti, anche per quel che riguarda il patrimonio culturale: il castello Estense, a San Felice sul Panaro, è stato fortemente danneggiato, così come palazzi storici e chiese nella provincia di Modena.



Terremoto nelle prime ore del mattino di domenica 20 maggio colpisce le province di Modena, Ferrara, Bologna e Mantova, ultime notizie Emilia Romagna -  UnoNotizie.it -
Pochi minuti dopo le quattro di questa mattina, esattamente alle 4,04, una prima scossa di terremoto di notevole violenza ha colpito le province di Ferrara, Modena, Bologna e Mantova.

L'epicentro del sisma, di magnitudo 6.0, è stato localizzato in provincia di Modena nella zona compresa tra i comuni di Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Tre i morti accertati fino ad ora. Si tratta di tre operai che si trovavano in quel momento al lavoro: due sono deceduti in provincia di Ferrara, a Sant'Agostino, in seguito al crollo parziale di un'azienda di ceramica,e un altro uomo è morto Bondeno, sempre nel ferrarese, travolto dalle macerie di una fabbrica di polistirolo. Un altro operaio risulta al momento disperso a Dosso, una frazione di Sant'Agostino. Altre due donne sono invece morte a causa dello shock provato per la paura durante la scossa di terremoto.



Ingenti i danni materiali, con palazzi storici, chiese e castelli fortemente colpiti. Attualmente Franco Gabrielli, capo della Protezione civile si trova in riunione per coordinare le operazioni di soccorso e di emergenza. In tutto il territorio della provincia di Modena continuano gli accertamenti sulla stabilità degli edifici, sui ponti e sulle scuole. Lunedì rimarranno chiuse le scuole di Finale, San Felice, Medolla, Camposanto e Mirandola. Per quanto riguarda gli altri comuni, la provincia di Modena fa sapere che decisioni in merito verranno prese dopo le verifiche in corso.




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