LAZIO ultime notizie ROMA – www.unonotizie.it – Parola d’ordine merito. È questo l’aggettivo che definisce il nuovo pacchetto di riforme che i tecnici del ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università insieme al ministro Francesco  Profumo stanno ultimando  in vista della discussione in Consiglio dei Ministri, prevista per mercoledì prossimo.

La scuola e l’università diventeranno la culla della competitività e dell’eccellenza, in base agli standard europei e alle esigenze dei mercati internazionali, sempre più caratterizza dal modello anglosassone e sempre più affamati di risorse altamente specializzate, prese nelle migliori università.  

Il rivoluzionario criterio del merito che tanto ha spaventato le forze politiche e le parti sociali, prevede che in ogni singola scuola superiore sarà individuato, in base a criteri di merito e reddito, lo "studente dell'anno". Avranno sconti sui bus e alle mostre e quando andranno all'università pagheranno un terzo in meno l'iscrizione. Negli atenei nasceranno le figure dei "migliori laureati" e dei "migliori dottorati".

Saranno decurtati i finanziamenti agli atenei che non assumeranno gli insegnanti migliori, scelti da una commissione con quattro commissari su cinque esterni, di cui uno straniero. Il provvedimento che quasi sicuramente assumerà la forma del decreto per non arenarsi nelle secche del parlamento, afferma che "la scuola italiana e le università promuovono l'eccellenza della ricerca, l'efficienza e l'efficacia della didattica come strumento di trasmissione del sapere". Unico grande problema rimane quello della copertura finanziaria perché per il governo la riforma deve essere a costo 0.

Per quanto riguarda le scuole superiori l’introduzione della figura dello studente dell’anno consentirà all’allievo più meritevole di fruire di una riduzione del 30% almeno sulle tasse per l'iscrizione al primo anno di università e di una borsa di studio aggiuntiva. Nelle università saranno premiati i docenti e i ricercatori la cui didattica sarà ritenuta pregevole in base a criteri stabiliti dal regolamento di ateneo. Previste anche norme contro l’assenteismo dei docenti:  chi è a tempo pieno dovrà garantire 100 ore di didattica frontale ogni stagione, 80 ore per chi è a tempo determinato.

Gli studenti che hanno ottenuto i crediti formativi universitari previsti e con votazione media non inferiore a 28/30 possono sostenere l'esame di laurea con un anno di anticipo. Sarà possibile anche l'iscrizione contemporanea a due corsi universitari di pari livello (due triennali, due specialistiche, due master).

L’accesso al lavoro sarà facilitato grazie a un elenco dei migliori laureati (5% dei laureati di ogni ateneo) che sarà pubblicato sul sito del ministero dell'Istruzione e garantirà una corsia privilegiata verso il lavoro grazie a incentivi fiscali applicati ai datori di lavoro per due stagioni. Le università migliori aderiranno a un'organizzazione internazionale che costituisce una rete di istituti d'eccellenza. Previsti anche incentivi per promuovere l’internazionalizzazione degli atenei attraendo docenti dall'estero e per favorire le pubblicazioni in inglese.

Resta il numero chiuso per Medicina e Architettura, mentre per ogni facoltà sarà obbligatorio il "test diagnostico" per le matricole che dovrà valutare la reale attitudine dello studente per il corso di laurea prescelto, al fine di diminuire l’abbandono degli studi.

Sul fronte del lavoro infine, ha dichiarato il ministro Francesco Profumo ''la scuola italiana a settimane riavvia il processo sul reclutamento'' grazie a concorsi pubblici che coinvolgeranno 300000 candidati. ''Entro l'estate ci sarà il nuovo bando e dirà che metà professori li prenderemo dalle graduatorie e metà dal nuovo concorso”. Non sarà una misura una tantum perché ogni anno sarà previsto un concorso nuovo, che tra le altre prove, richiederà anche la simulazione di una lezione. Per i prossimi quattro anni sarà prevista anche la riapertura dei concorsi universitari, garantendo così un parallelismo tra scuola e università.


Simone Casavecchia

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