LAZIO ultime notizie VITERBO – www.unonotizie.it – Giunge al termini l’indagine sull’urologo Attilio Manca, morto a Viterbo 8 anni fa. Inviati pochi giorni fa gli atti ai sei indagati.

Nella conferenza stampa indetta Venerdì 8 Giugno dal procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti, viene dato credito a un’ipotesi del tutto diversa da quella prevista dai familiari per spiegare la morte del giovane medico originario di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia.

La pista mafiosa viene definitivamente esclusa dalle indagini: non sarebbe Bernardo Provenzano il mandante della morte di Manca, per un’overdose di eroina. Ne viene dato credito all’ipotesi del suicidio. Archiviati i procedimenti per 5 dei sei indagati, mentre vengono dichiarati concluse le indagini su Monica Mileti, ritenuta la pusher di Manca.

Il Procuratore spiega che: “trascorsi i tempi tecnici del deposito degli atti, la Procura ne chiederà il rinvio a giudizio  Un’ipotesi di reato è quella di aver illecitamente acquistato e ceduto ad Attilio Manca un quantitativo imprecisato di eroina in località sconosciuta, in epoca anteriore e prossima alla data della morte, 12 febbraio 2004. L’altra, è aver cagionato la morte, quale conseguenza non voluta, per edema polmonare successivo all’assunzione di un elevato quantitativo di eroina ceduta dall’indagata”.

Sia il procuratore capo che il sostituto Renzo Petroselli si dicono convinti che Attilio Manca si sia iniettato da solo l’eroina perché era in grado di usare anche la mano destra, mentre l’ipotesi mafiosa, il viaggio della speranza di Provenzano in Francia e la colluttazione vanno considerate pure e semplici leggende metropolitane.

Monica Mileti, unica vera responsabile della morte di Manca, è stata ora individuata grazie ad elementi certi come la fornitrice della droga di Manca, grazie alle inchieste parallele delle procure di Viterbo e Messina.

In totale disaccordo il legale della famiglia Fabio Repici che ha dichiarato: “Non può e non deve finire così. Non appena mi sarà notificata la richiesta di archiviazione del Pm per i cinque indagati siciliani, impugneremo per l’ennesima volta le conclusioni della procura della Repubblica di Viterbo. Ribadisco che le indagini sono state lacunose, lacunosissime, e superficiali”.


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