Spesa pubblica, tagli in arrivo, ultime notizie Roma - Uno degli obiettivi a cui starebbe lavorando il governo, nell’articolazione della spending rewiew affidata al ministro Giarda e al supercommissario Enrico Bondi sarebbe un intervento di tagli della spesa pubblica che si aggira intorno ai 30 miliardi di euro nel triennio 2012-14.

Alcuni degli interventi, previsti nell’ambito della manutenzione dei conti e del risanamento del debito pubblico italiano richiesto dall’Europa,  potrebbero essere inseriti e anticipati nel prossimo decreto legge sulla spending review.

Per raggiungere l'obiettivo dei 30 miliardi di tagli i ministeri sarebbero chiamati a contribuire in modo proporzionale ai rispettivi budget. Ciascun dicastero stabilirà poi come spalmare la sforbiciata tra i vari capitoli di spesa del proprio bilancio.

Una parte dei tagli, quelli relativi al 2012, dovrebbe essere anticipata nel dl spending review da varare entro fine mese, mentre gli interventi sul 2013 e il 2014 dovrebbero arrivare insieme alla Legge di stabilità in autunno. Il bilancio di competenza 2012 dei ministeri, secondo quanto riporta una tabella elaborata dal servizio bilancio del Senato, in totale (sommando quindi funzionamento, interventi e spesa in conto capitale) ammonta a 282.805.718.000 euro.

La sanità contribuirà alla spending review con un miliardo di euro di risparmi (e non 1,5 come inizialmente ipotizzato) nel 2012. E' quanto si apprende da fonti qualificate. Ad oggi sarebbero "escluse" ulteriori manovre sulla filiera del farmaco. Con ogni probabilità gli interventi per reperire le risorse, un "grande sforzo per la sanità ", si concentreranno sull'acquisto di beni e servizi, che valgono annualmente circa 30 miliardi, il 30% del Fondo sanitario nazionale.

"Bene la spending review ma con giudizio perché c'é modo e modo di avvitare la recessione e non si può caricare sui tagli di spesa un aumento della spesa privata dei ceti popolari". E' l'avvertenza che Pier Luigi Bersani dà al Governo in vista del decreto sulla spending review.

Esclusa l’ipotesi di un’ulteriore manovra finanziaria, la novità annunciata dal premier, è piuttosto la vendita di asset pubblici: "abbiamo predisposto dei veicoli, fondi immobiliari e mobiliari attraverso i quali convogliare in vista di cessioni, attività mobiliari e immobiliari del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale".

Niente manovra, ha detto Monti, ma comunque avanti con la "disciplina" che si traduce nei tagli ottenuti con la spending review sulla base della relazione di Bondi. Il mandato del Commissario è quello di fare risparmi nelle spese per l'acquisto di beni e servizi da parte della Pubblica amministrazione: il ministro Piero Giarda ha quantificato in circa 100 miliardi la spesa "potenzialmente aggredibile". E Bondi ha identificato risparmi per cinque miliardi, ed ha anzi aggiunto che sarebbe in grado di raggranellare di più.

Questa somma consentirebbe di evitare l'aumento dell'Iva a ottobre (spesa quantificata in 3,8 miliardi), di avere 200 milioni per la copertura del decreto Sviluppo e un altro miliardo per il Sisma dell'Emilia. Ma sul primo punto la decisione definitiva sarà presa nei prossimi gironi.

I cinque miliardi di Bondi arrivano dalla classica razionalizzazione della spesa, e non intacca i servizi ai cittadini. Molte delle azioni possono essere effettuate per via amministrativa mentre quelle che richiedono norme di legge finiranno in un decreto da varare a fine giugno.

Per l'anno in corso, quindi, ci saranno risparmi su tutti gli acquisti i cui contratti saranno stipulati da luglio in poi, mentre grossi risparmi, nel 2013, giungeranno per esempio dai tagli agli affitti di sedi i cui contratti di locazione scadono a fine anno. E qui entrano i ministeri con proprie sedi sul territorio. Ad essi Giarda ha chiesto di portare venerdì in Consiglio dei ministri un supplemento di informazioni sulla revisione della spesa di loro competenza.

Non porteranno enormi risparmi, ma sono un pallino di Bondi, i tagli alle scorte di politici e personalità. Su questo il Commissario ha chiesto una "ricognizione" per poi intervenire. Si tratta di un atto di "etica pubblica": parola di Bondi che a Parma si presentò a bordo di una Fiat Punto. E che ha sottolineato come, dai primi riscontri, sembra che godano di una scorta anche personalità che non corrono alcun rischio per la propria sicurezza.




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