La mannaia della spending review si è abbattuta repentinamente sulla Provincia di Viterbo che a corto di denaro ha deciso di mettere in  vendita il patrimonio immobiliare di sua proprietà per risanare la rete viaria della Tuscia.

Intanto il presidente della Provincia Marcello Meroi ha intimato lo ''sfratto'' anche alla prefettura. Analogo provvedimento da parte di Palazzo Gentili, con successiva vendita dei beni immobiliari, è stato preso per quanto riguarda la caserma dei carabinieri in via della Pace a Viterbo (Palazzo Ruspoli), la caserma dei vigili del fuoco, Palazzo degli Alessandri e Palazzo Scacciaricci a San Pellegrino, la villa della Quercia che ospita il Laboratorio di restauro, negozi, garage e appartamenti sempre nel capoluogo, le ex colonie estive di San Martino al Cimino, Tarquinia e Bolsena, le case cantoniere sparse su tutto il territorio provinciale e l’incubatoio di Marta.

A questo patrimonio immobiliare si aggiungeranno anche altre strutture di proprietà della Provincia che subiranno la stessa sorte: la caserma dei carabinieri di Pescia Romana, la torre di avvistamento di Castel d'Asso, la sede centrale del Liceo scientifico Ruffini di Viterbo e Palazzo Borgognoni, la cantina didattica di Bagnoregio (permuta), l’ospedale psichiatrico sulla strada provinciale Sammartinese , la piscina nel comune di Orte, il terreno antistante la cantoniera in località XXX , il palazzo dell’ex Questura di Viterbo in piazza Mario Fani e la palestra Jacopucci a Tarquinia (affitto).

Per gran parte degli immobili elencati la giunta Meroi varò una delibera di alienazione dei beni già nello scorso aprile, nella quale però mancava il palazzo della Prefettura in piazza del Comune.

Ora, probabilmente proprio per far capire che si intende fare sul serio, alla luce del decreto sulla spending review che mette in fibrillazione e a rischio l’esistenza stessa dell’ente Provincia, l’accelerazione e l’aggiunta in elenco.

''Non ho alcuna intenzione – ha detto Meroi - di lasciare a Monti e ai suoi banchieri edifici storici che fanno parte del patrimonio della Tuscia. Io, sia chiaro, quel valore lo lascio ai cittadini viterbesi. La stessa procedura – conferma - sarà avviata anche per altri immobili di proprietà della Provincia''.

Dello stesso avviso l’assessore ai Lavori pubblici e Viabilità Gianmaria Santucci: ''Considerando – spiega – che lo Stato ha già chiuso i rubinetti, a prescindere dalla nuova geografia che si andrà a disegnare, il vero rischio è di trovare un contenitore senza il contenuto, cioè senza un euro''.

''Andando più nello specifico – continua Santucci – si dice che alla Provincia resteranno competenze su tasse, strade, ambiente. Per quanto riguarda le strade siamo già in una situazione di zero euro in cassa, né si prevedono trasferimenti di risorse. In pratica siamo passati da 7 milioni a zero euro.

Sull’ambiente la Regione ha trasferito le deleghe ai comuni e sull’urbanistica se le è tenute per sé. Se a ciò aggiungiamo che dal 2003-2004 la Provincia si è accollata la manutenzione delle strade e e la gestione del personale proveniente dall’Anas ma non i fondi per la copertura delle spese, il quadro è drammaticamente chiaro. Come è chiaro – conclude l’assessore – che le risorse che verranno dalla cessione dei beni immobili di proprietà della Provincia andranno proprio a risanare la disastrosa situazione stradale del territorio”.


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