Totale sostegno alla protesta di Greenpeace contro la Centrale Enel a carbone sporco di Torrevaldaliga Nord, una centrale che da sola produrrà ca. 10000000 di tonnellate all’anno di CO2 per i prossimi 25 anni.
In quest’ottica, e non voglio parlare della devastante produzione di inquinanti in senso stretto, appare
evidente che chi parla di impianto modello e di riduzione delle emissioni, ha in mente la Londra
dell’Ottocento.

Il governo italiano, con la vergognosa e solitaria pretesa di non applicare gli obiettivi fissati dall’Unione
Europea per contrastare il cambiamento climatico, si colloca a pieno titolo in testa al manipolo di ottusi miliardari che cercano di imporre il suicidio al genere umano e l’assassinio di molte delle forme di vita che conosciamo, perché il pianeta, com’è noto, ha già dimostrato in passato di vivere benissimo anche senza di noi.
La crisi economica mondiale è solo un sintomo di un sistema al collasso; sistema guidato da decenni, o meglio da secoli, dagli stessi tipi umani, indipendentemente dalla loro collocazione politica.

La loro attuale incarnazione, pretende di seguitare come se nulla fosse nonostante il loro devastante
fallimento sia sotto gli occhi di tutti.
Con l’unico obiettivo di accumulare ricchezze per pochi, anzi, per pochissimi se si pensa alla popolazione mondiale, si aggrappano disperatamente ai combustibili fossili e al nucleare. Vogliono imporre aumenti di produzione a qualsiasi costo, riproponendo l’unico schema e i sistemi che conoscono, cioè quelli che ci stanno conducendo al disastro mondiale.
Vogliono vedere un’impennata nei consumi, senza porsi il problema di chi (e, soprattutto, perché)
dovrebbe consumare.

Nella loro dorata ignoranza negano la responsabilità umana in relazione al surriscaldamento globale,
dicono NO alle fonti di energia pulita, NO all’efficienza e al risparmio energetico, negano la possibilità
di ridurre i rifiuti, negano il riciclo e il riuso dei materiali, negano le morti causate dall’inquinamento e
dallo sfruttamento dei lavoratori, negano il diritto d’espressione della volontà popolare, comprano a
suon di milioni di euro il consenso delle Amministrazioni locali (nel caso di Civitavecchia 77 milioni di
euro iniettati dall’Enel tra il 2003 e il 2010) trasformate in feudi incapaci di sopravvivere senza il doping
amministrativo rappresentato dalle elemosine in questione.

ECCO L’UNICO VERO PARTITO DEL NO! IL NO ALLA VITA! Di fronte ad una Venezia sommersa dalle
acque sarebbero capaci di dare la colpa agli ambientalisti che hanno ritardato la costruzione del MOSE, poi cercherebbero di costruire un megainceneritore per bruciare l’acqua, alla fine, mentre stanno per annegare, insulterebbero il mare extracomunitario che ruba la terra agli italiani!
Rinnovo i miei complimenti e mi sento di ringraziare Greenpeace per avere scelto, ancora una volta,
Civitavecchia come simbolo. Oggi più che mai, è un dovere continuare a dire la verità.

Alessandro Manuedda
capo gruppo dei VERDI

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