Lazio, ultime notizie Tuscania, Viterbo - UnoNotizie.it- Sembra ancora lontana la soluzione al problema della puzza nell’impianto di compostaggio situato in località Fontanile delle Donne, a Tuscania. Dopo le domande poste dal Comitato 3T (Tutela del Territorio di Tuscania Italia Nostra) sezione di Viterbo in vista dell’apertura del Tavolo Tecnico presso la Provincia di Viterbo le soluzioni finora adottate sembrano tutt’altro che risolutive.

In quella sede, alla presenza del Prefetto di Viterbo Scolamiero erano stati riuniti a Palazzo Gentili: il Comune di Tuscania, la Asl servizio igiene pubblica (SAL), la Asl di Viterbo (SIPA), l’Arpa Lazio, il Corpo Forestale dello Stato, la Regione Lazio Area Rifiuti, l’amministrazione provinciale di Viterbo ufficio inquinamento atmosferico, l’assessore provinciale all’ambiente Paolo Equitani, il dirigente ufficio Ambiente della Provincia di Viterbo Flaminia Tosini e Pietro Cucumile comandante polizia locale di Tuscania.

In quell'incontro la prefettura aveva accolto entrambe le ordinanze comunali del sindaco di Tuscania, Massimo Natali, che prevedevano una limitazione del transito dei mezzi di trasporto dei rifiuti (dalle 22,00 alle 7,00) con conseguente divieto di circolare nel centro abitato in orario diurno, e lo spargimento dei concimi organici sui terreni agricoli entro le 24 ore. I provvedimenti erano finalizzati a tutelare la cittadinanza dagli odori nauseabondi provenienti dall’impianto di compostaggio che, complici le temperature dell’estate, rendono l’aria irrespirabile penalizzando sia le attività quotidiane degli abitanti di Tuscania che il turismo.

Sempre in sede di tavolo tecnico, il sindaco Natali aveva ribadito l’urgenza di ridurre da subito del 60% i quantitativi di materiale in entrata all’impianto di compostaggio, compresi i fanghi e gli umidi. Era anche emersa la necessità di controlli sul territorio da parte del Comune affinché venissero rispettate le norme prescritte dal secondo divieto posto dall’ordinanza del sindaco, ma anche di nuove verifiche da parte dell’Arpa sul lavoro dell’impianto di compostaggio.

Successivamente il consiglio Comunale del 4 Agosto scorso, tenutosi a Tuscania, aveva chiesto all’Amministrazione Provinciale di Viterbo, con mozione approvata all’unanimità, “la sospensione momentanea dell'autorizzazione rilasciata alla società Tuscia Ambiente s.r.l. in attesa dell'adeguamento e messa a norma dell'impianto”.

Il sindaco e il consiglio comunale avevano anche minacciato di ricorrere all’autorità giudiziaria in caso di mancata ottemperanza della richiesta. La necessità di sospendere momentaneamente le autorizzazioni rilasciate in precedenza dall'ente (la provincia di Viterbo) alla società Tuscia Ambiente s.r.l. era motivata dal bisogno di garantire l'interruzione delle fastidiose emissioni di cattivo odore, in attesa dell’adeguamento dell’impianto a nuove tecnologie. E’ infatti la Provincia che autorizza agli impianti i quantitativi di rifiuti da lavorare, quantitativi che negli ultimi anni, per l’impianto in località Fontanile delle Donne, sono cresciuti a seguito dell’attivazione della raccolta differenziata in oltre 30 Comuni del viterbese. I Comuni sono estromessi da tale ruolo ed intervengono ai tavoli tecnici soltanto per rilasciare pareri, ad esempio sul piano edilizio-urbanistico.

Agli esiti del Consiglio Comunale del 4 Agosto era seguita poi, la fastdiosa querelle con cui il capogruppo Pdl alla provincia di Viterbo, Gianluca Mantuano, aveva accusato il sindaco di Tuscania, Massimo Natali di giocare a scarica barile con la provincia, attribuendogli competenze che non ha. A detta di Mantuano non poteva essere la provincia a prendersi la responsabilità di sospendere i lavori dell’impianto di Tuscia Ambiente srl, per risolvere i problemi del comune di Tuscania.

Mantuano pur ribadendo la disponibilità della Provincia a rivedere il progetto nel suo insieme e a inserire in esso un eventuale ridimensionamento, aveva precisato che era stato lo stesso Comune di Tuscania, rappresentato dall’assessore all’Urbanistica Stefano Maccari e dal dirigente dell’Ufficio tecnico, ad aver precedentemente dato parere favorevole all’autorizzazione rilasciata a Tuscia Ambiente.

La vicenda sembra essere giunta lo scorso giovedì a un ulteriore svolta poiché a seguito della richiesta del Sindaco Massimo Natali e del Consiglio Comunale di Tuscania espressa dal Consiglio del 4 agosto, si è tenuto presso l’impianto di compostaggio situato in località Fontanile delle Donne, per iniziativa dell’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Viterbo, un sopralluogo al quale hanno preso parte, come già fatto in passato, oltre al Comune, l’Arpa Lazio, la Asl di Viterbo il Corpo Forestale, la Prefettura, la Polizia Provinciale e gli uffici rifiuti, acque ed inquinamento atmosferico del Settore Ambiente della Provincia.

Tutti i tecnici intervenuti hanno concordato nell’attendere i risultati delle analisi effettuate presso l’impianto il 12 e 28 giugno scorsi per poi riunirsi ancora nel tavolo tecnico, presso la Prefettura. Nel corso della mattinata l’amministrazione ha chiesto e ottenuto dalla società Tuscia Ambiente srl una ulteriore riduzione dei quantitativi dei rifiuti lavorati rispetto a quella già concordata con la Provincia. La società ha altresì garantito l’anticipazione della lavorazione dei rifiuti conferiti presso l’impianto al mattino per ridurre le emissioni odorigene dei materiali nelle ore più calde della giornata.
 
Garantito anche l’inizio dei lavori di adeguamento dell’impianto alle nuove tecnologie nella prima metà di settembre ed il termine per la prossima primavera. “E’ stato fatto un importante passo avanti – ha dichiarato il sindaco Massimo Natali – , in quanto è stata espressa finalmente da tutti gli enti coinvolti la volontà di valutare la vicenda soltanto su aspetti normativi e tecnici e di lasciare da parte la politica, in un momento nel quale l’unione di intenti è fondamentale per la risoluzione del problema”. Fuori luogo quindi comunicati stampa come quelli diffusi negli ultimi giorni da alcuni capigruppo della politica locale in Provincia che lungi dall’affrontare il problema, hanno gettato nuove ombre e confusioni sull’intera vicenda. “Mi preme chiarire – spiega Natali – che la competenza in materia di rifiuti spetta alla Regione che delega la Provincia".
 
Il parere favorevole dell’assessore Maccari ed del dirigente dell’ufficio tecnico, secondo Natali, era infatti limitato ai lavori di adeguamento dell’impianto alle più moderne tecnologie, proprio per ridurre i disagi alla cittadinanza, mentre, invece, un sindaco non può sospendere l’attività dell’impianto in carenza di presupposti giuridico-amministrativi. Per questo da parte dell’amministrazione comunale di Tuscania è stata anche ribadita la necessità di vigilare sul corretto iter tecnico e amministrativo volto al miglioramento e all’adeguamento dell’impianto.

In attesa dell’attuazione delle misure garantite da Tuscia Ambiente srl, rimane intanto immutata la preoccupazione per le emissioni odorigene in una delle più belle località della Tuscia, come anche per le recenti autorizzazioni per due impianti a biogas nel territorio del comune di Viterbo, ma in realtà molto vicini a Tuscania. Il primo, gestito dalla società Marcopolo Engineering Spa, sarà in località "le Fornaci" ed utilizzerà per produrre energia elettrica appunto il biogas della discarica posta nei pressi di Monterazzano a 14 km da Tuscania, il secondo sarà in località "Cipollara" a 7 km circa da Tuscania.



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