Sardegna, occupazione miniera Sulcis, ultime notizie Carbonia Iglesias - UnoNotizie.it - Quinto giorno in miniera per i minatori sardi della Carbonsulcis. Dopo lo spiacevole episodio del minatori che si è tagliato il polso in un’azione dimostrativa effettuata in diretta, arrivano i primi segnali istituzionali. Ieri era stata la volta della lettera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva dichiarato di essere dalla parte dei minatori, oggi è arrivata la risposta dei minatori del Sulcis con un ‘'grazie di cuore".

"I minatori Carbosulcis e le loro famiglie, confortati e raggiunti dal Suo sensibile interessamento verso questa causa che coinvolge l'intero territorio del Popolo sardo, in un momento di grande scoramento e disperazione, si esprimono unitariamente nel più sentito e profondo ringraziamento" dice la lettera.

"A Lei - continua la lettera- rivolgiamo un sentito appello affinché venga perseguita l'unica soluzione possibile con l'attuazione del decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 1994, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.56 del 9/3/94, che sancisce il finanziamento e la realizzazione del sistema integrato Miniera-Centrale. In fiduciosa attesa - concludono i minatori della Carbosulcis - tutti noi Le rivogliamo un grazie di cuore per quanto farà".

E si apre uno spiraglio anche sul fronte politico dopo che il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti a Radio anch'io, a proposito della miniera della Carbosulcis, ha detto che "non sta scritto da nessuna parte che la miniera debba chiudere il 31 dicembre, noi pensiamo che si possano trovare soluzioni".

Il sottosegretario De Vincenti ha poi precisato che la miniera della Carbosulcis è al 100% della Regione Sardegna e che quindi è la regione che deve deciderne la chiusura, ma che per il governo sono possibili soluzioni alternative" per il quale c'é bisogno di "un significativo contributo politico".

II progetti di riconversione della miniera del Sulcis - ha proseguito il sottosegretario - devono essere "economicamente sostenibili". Non è sostenibile l'ipotesi di riconversione presentata dalla Regione Sardegna (proprietaria della miniera) "con costi per gli italiani di 250 milioni" l'anno. Domani, ha detto, la regione dovrà chiarire le sue intenzioni, ma "il futuro del Sulcis passa per attività economiche che sappiano stare sul mercato".

Intanto si è giunti alla quarta notte nei pozzi occupati a 373 metri di profondità e nuova giornata di protesta per i minatori della Carbosulcis asserragliati da domenica notte nella miniera di carbone a Nuraxi Figus, nel Comune di Gonnesa (Carbonia Iglesias). Tra i lavoratori c'é forte preoccupazione in vista del vertice di domani a Roma, ma anche tanta determinazione nel proseguire l'azione di lotta.

Una nuova azione di protesta è stata infatti messa in atto nella miniera: due minatori sono scesi a 400 metri di profondità, barricandosi nel pozzo. Tutti gli altri colleghi, asserragliati a -373 metri, hanno invitato le altre persone presenti (tra i quali alcuni giornalisti) a ritornare a terra e hanno avviato le procedure d'emergenza chiamando anche l'ambulanza nel caso di eventuale malori dei manifestanti.

Gli altri colleghi, asserragliati da quattro giorni a -373 metri, preoccupati per le sorti dei due manifestanti, hanno avviato le procedure d'emergenza e sono state fatte scende anche due barelle in caso di un eventuale soccorso.
Le squadre di salvataggio interne alla Carbosulcis  hanno convinto i  due minatori a desistere dalla loro protesta estrema.

''In quelle condizioni era impossibile resistere - spiega Franco Fais, della squadra di soccorso - Siamo scesi a -400 e abbiamo subito parlato con i nostri colleghi. Abbiamo spiegato che non potevano restare a quella profondita', che era pericoloso e che bisognava mantenere la calma. Alla fine li abbiamo convinti tutti e due''.

Si attende ora l’esito di domani presso il ministero dello sviluppo economico in cui sono in ballo anche le sorti dell’Alcoa di Portovesme.

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