LAZIO ultime notizie VITERBO – www.unonotizie.it – Se non fosse stato per quel bilancio non approvato in cui pochi giorni fa, la maggioranza del Pdl viterbese aveva fatto mancare il suo sostegno alla squadra di Giulio Marini, si sarebbe potuto pensare che il gesto del sindaco di Viterbo fosse stato quasi un sogno premonitore.

Le dimissioni di Giulio Marini, anche se subito ritirate pochi giorni fa, avevano comunque fatto presagire che dei piccoli pezzi di un intricato mosaico iniziavano a sgretolarsi. Le conferme sono arrivate ieri, quando è divenuta di pubblico dominio la notizia che  il sindaco di Viterbo Giulio Marini (Pdl) ha ricevuto un avviso di garanzia per corruzione e turbativa d'asta in concorso insieme all'assessore regionale all'Agricoltura, Angela Birindelli. Risulta indagato dalla Procura di Viterbo anche Erder Mazzocchi, commissario straordinario dell'Arsial (Azienda regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura).

Secondo le ipotesi avanzate dalla magistratura viterbese, i due esponenti del  Pdl del Lazio e il funzionario avrebbero favorito alcune aziende viterbesi per l'aggiudicazione di commesse nell'ambito del padiglione Lazio del Vinitaly 2011. L'operazione, gestita dall'Arsial, sarebbe costata tra i 2,6 e i 2,8 milioni di euro. Marini, che l'altro ieri aveva ritirato le dimissioni presentate dopo la bocciatura del bilancio, è ascoltato dal pubblico ministero Massimiliano Siddi, lo stesso magistrato che lunedì scorso ha interrogato l'ex capogruppo Pdl alla Pisana, Franco Fiorito, nell'ambito dell'inchiesta sulla falsificazione delle fatture relative alle iniziative organizzate da Francesco Battistoni (anche lui ormai ex capogruppo del Pdl alla Regione dopo avere preso il posto di Fiorito) nella Tuscia e pagate dal gruppo consiliare.

Marini prima di entrare nella procura di Viterbo ha dichiarato di essere ''tranquillo perché so di non aver fatto nulla di illecito''. Il suo legale, l'avvocato Alessandro Diddi ha affermato che ''la convocazione in procura ha colto tutti di sorpresa in quanto, da un approfondito esame delle circostanze non abbiamo riscontrato la benché minima ombra sull'operato del sindaco''.

L'indagine sul Vinitaly è infatti confluita nel medesimo fascicolo, sempre più voluminoso, che si sta dipanando su tre direttrici distinte, ma tutte riconducibili alle faide interne al Pdl, che hanno finito per travolgere anche la Regione Lazio. A vario titolo, per la vicenda Vinitaly, sono finiti sotto inchiesta anche tre funzionari regionali.

"Smentisco allo stato di essere mai stata oggetto di indagine da parte della Procura di Viterbo per turbativa d'asta relativamente all'organizzazione del Vinitaly", replica l'assessore alle Politiche agricole della Regione Lazio Angela Birindelli, che aggiunge: "Non vorrei che a diffondere tali notizie fossero i soliti denigratori che tentano ancora una volta di gettare discredito sulla mia persona. Diffido gli organi di stampa a diffondere notizie prive di ogni fondamento".

Arsial, in una nota, ha voluto precisare che "il Vinitaly 2012 è stato realizzato direttamente dall'assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio". Per quanto concerne poi l'edizione 2011 realizzato da Arsial, spiega il comunicato, la stessa Agenzia ha affidato i servizi direttamente all'ente fiera di Verona, esclusivista degli spazi e della manifestazione.

"Non ho mai avuto rapporti con aziende viterbesi, né personali né professionali e tutti gli affidamenti sono stati fatti direttamente dall'ente fiera di Verona", dice Mazzocchi il quale precisa che "i fondi per la realizzazione della manifestazione sono stati assegnati dall'assessorato all'Agricoltura ad Arsial soltanto alla fine di marzo 2011 con la manifestazione che sarebbe iniziata il 5 aprile".

"La mia attività è consistita nel ricontrattare a favore dell'erario pubblico, un contratto biennale sottoscritto dal mio predecessore - conclude Mazzocchi - Ho piena fiducia nell'operato della magistratura ma, sottolineo, che nessuna contestazione inerente i reati di turbativa d'asta mi è stata mai notificata anche perché Arsial non ha messo in atto nessuna procedura di gara".

In tutto sono indagate 10 persone tra le quali tre funzionari regionali e tre dipendenti pubblici viterbesi. L'inchiesta si sta dipanando in almeno tre filoni principali: il primo è quello che vede l'assessore Birindelli indagata per corruzione e tentata estorsione insieme con i giornalisti Paolo Gianlorenzo e Viviana Tartaglini, rispettivamente ex direttore del quotidiano 'L'Opinione' di Viterbo e amministratrice della cooperativa che lo produceva. L'indagine è scaturita da una denuncia del consigliere regionale Francesco Battistoni, secondo la quale la Birindelli avrebbe commissionato 18mila euro di inserzioni pubblicitarie sull'attività del suo assessorato, in cambio delle quali il quotidiano avrebbe orchestrato una campagna stampa contro lo stesso Battistoni.

Il secondo è scaturito da un'altra denuncia per diffamazione a mezzo stampa presentata dai legali di Battistoni e da due aziende viterbesi contro Gianlorenzo che, il 14 settembre scorso, ha pubblicato su un sito web una decina di fatture relative alle spese sostenute da Battistoni. Fatture che, secondo il procuratore capo Alberto Pazienti, ''sono state evidentemente e grossolanamente alterate o completamente falsificate''.

Gianlorenzo sostiene di averle pubblicate così come gli sono state consegnate da qualcuno 'vicino' a Fiorito. Quest'ultimo, interrogato per oltre quattro ore dal Pm Massimiliano Siddi ha dichiarato di non aver consegnato alcunché a Gianlorenzo, aggiungendo che le fatture da lui depositate alla procura della Repubblica di Roma, dove è indagato per peculato, sono autentiche, al contrario di quelle pubblicate sul sito viterbese e su altri giornali''.

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