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Legambiente invia per la Befana un pezzo di carbone al Sindaco di Roma Gianni Alemanno, con un libro fotografico sul disastro della raccolta dei rifiuti nel Municipio 4, centinaia di cassonetti stracolmi e circondati dai rifiuti dei cittadini che non sanno dove buttare la loro spazzatura, anche se ben differenziata.

Dopo il dossier di Legambiente sulla situazione disastrosa della nuova raccolta, Alemanno aveva gridato al sabotaggio, ma la triste realtà è evidenziata nelle centinaia di foto e video dei comitati e dei volontari del circolo Legambiente Aniene, che in questi giorni stanno continuamente passando al setaccio il IV Municipio, una sorta di discarica a cielo aperto nella quale i cittadini non sanno dove gettare i rifiuti e gli addetti dell'AMA non passano a raccoglierli, mentre la differenziata porta a porta è un sogno lontano.

“Alemanno, che si mette in testa al corteo a Malagrotta, farebbe bene a indignarsi per lo schifo del nuovo modello di raccolta dei rifiuti voluto dalla sua Azienda e dal suo Comune, piuttosto che bollare come sabotaggio il lavoro dei comitati e delle associazioni, che hanno solo l'interesse a far crescere la differenziata per battere discarica e inceneritori -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Vediamo se stavolta il Sindaco ci accuserà di aver ritoccato le fotografie o se è in grado di capire che il nuovo modello è già fallito, che le strade sono invase di rifiuti da settimane, e che quindi il Comune deve allargare subito i quartieri serviti col porta a porta, progettando per bene gli interventi, eliminando i cassonetti, mentre contestualmente si istituiscono tavoli quartiere per quartiere per affrontare i numerosi problemi, tornando indietro rispetto al modello messo in campo.”

Purtroppo le dichiarazioni non cancellano, infatti, lo scempio e la vergogna subita dai residenti del IV Municipio che ogni giorno diligentemente differenziano i materiali mettendoli nei diversi sacchetti forniti dal Comune. Il problema nasce quando non è fisicamente possibile raggiungere i cassonetti sommersi dai rifiuti o quando i cassonetti stessi sono strapieni. Da lì nasce il lancio del sacchetto o la rassegnazione nel vedere i propri rifiuti troneggiare su una montagna di altri sacchetti.

Il problema, peraltro, non è endemico del IV Municipio ma riguarda in altro modo anche il Municipio XII: in quel caso AMA si vuole affidare a compattatori futuristici sotterranei che dovrebbero raccogliere i rifiuti a costi esorbitanti per le tasche dei cittadini. I cassonetti a scomparsa non hanno mai funzionato, a largo Agosta dove sono stati messi in funzione anni fa, così come a San Paolo dove sono costantemente circodati da immondizia: costano moltissimo e hanno seri e ovvi problemi di manutenzione.

“Che Alemanno non crede nella differenziata è emerso nelle dichiarazioni di ieri, nel quarto Municipio non stiamo parlando di flop ma di disastro al quale rimettere subito mano, ma nel dodicesimo siamo ancora in tempo per bloccare gli insulsi cassonetti sotterranei e attivare il piano per la differenziata porta a porta –afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio.- Siamo stati accusati di scorrettezza per aver rese note le foto sotto le feste ma questa situazione è così sin dall'inizio, come dimostra l'album fotografico. Avevamo avvisato Comune e AMA che il nuovo modello non avrebbe potuto funzionare, tanto più senza nessun coinvolgimento serio dei cittadini, con una campagna di comunicazione del tutto ridicola e senza assemblee visto che l'unica fatta è stata quella organizzata proprio da Legambiente e dai comitati per cercare di evitare il disastro. I cittadini sono prontissimi a fare bene la differenziata, non possono essere costantemente sottoposti nuovi modelli e fasi di “rodaggio”, chi si fa pagare profumatamente il servizio oltre 700 milioni di Euro per l'anno 2013 deve mettere i romani in condizioni di fare la differenziata porta a porta.”

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