Trasporto di scorie tra Puglia e Basilicata, ultime news Italia - L'operazione ha anche coinvolto un aeroporto militare della Nato e che ha visto un convoglio per il trasporto di materiale radioattivo  attraversare la Puglia e la Basilicata.

Ed è inammissibile la procedura attuata da rappresentanti dello Stato e dai tecnici della Sogin che dovrebbero conoscere e soprattutto rispettare la legislazione vigente. Ci risulta che nessun sindaco, in tutto il tratto attraversato della ss 106 Jonica, da Rotondella a Chiatona e poi, da Chiatona a Gioia del Colle, lungo la ss 100 – e si tratta di decine di Comuni distribuiti in questi 100 km. di strada –, sia stato avvertito né del blocco notturno dei vari svincoli dalle 11 di sera di domenica notte 28 luglio, alle 6 del mattino di lunedì 29 luglio, né del passaggio di un carico di materiale radioattivo. Per cui, in caso di incidente, il comportamento non trasparente e illegale di questo trasferimento di materiale nucleare da o per l’Itrec di Rotondella, non avrebbe permesso alla protezione civile e ai vigili del fuoco l’attuazione di alcun piano di sicurezza ed emergenza a tutela della gente ignara di tutto.

Ricordo che ai sensi dell'articolo 130 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, recante "Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom e 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti", la popolazione che rischia di essere interessata dall'emergenza radiologica viene informata e regolarmente aggiornata sulle misure di protezione sanitaria ad essa applicabili nei vari casi di emergenza prevedibili, nonché sul comportamento da adottare in caso di emergenza radiologica. E ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, si prevede che informazioni dettagliate siano rivolte a particolari gruppi di popolazione in relazione alla loro attività, funzione e responsabilità nei riguardi della collettività nonché al ruolo che eventualmente debbano assumere in caso di emergenza.

Per questa ragione, noi del M5S insistiamo nel chiedere che vengano a spiegare in Aula i ministri della Difesa, Mario Mauro, e degli Interni, Angelino Alfano, ma a questo punto, vista la superficialità con la quale si è gestita questa delicata operazione, e il rischio che è stato fatto correre alle popolazioni del territorio, chiediamo che anche il primo ministro Enrico Letta intervenga pubblicamente su questa grave questione. Anche per spiegare il ruolo avuto dall’aeroporto militare di Gioia Del Colle, se al suo interno esiste un centro che può stoccare materiale radioattivo o se il dilettantismo con il quale è stata gestita questa operazione non abbia anche consentito il trasporto aereo di scorie nucleari. Permettendo sui cieli italiani il transito di una mina radioattiva vagante e contro ogni principio di precauzione e di sicurezza.

Bisogna arrivare a scoprire cosa è accaduto e le relative responsabilità tecniche e politiche, al fine di applicare il corretto principio che la gente ha diritto ad essere informata e tutelata e che chi ha sbagliato deve pagare, sperando che questa volta, a differenza del caso Shalabayeva, paghi anche il ministro responsabile e non il dirigente sacrificale di turno.

La dichiarazione è del portavoce al Senato della Repubblica del M5S, Vito Petrocelli

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