Al giro di boa della stagione estiva a cavallo della prima e seconda quindicina di agosto le vacanze 2013 si confermano all’insegna del “spendo poco e non vado oltre agosto”. La conseguenza più negativa sono i fatturati in calo sia per quanto riguarda alberghi, ristorazione e stabilimenti balneari (previsione cautelare prevista dal 8% al 10%) ed anche per quanto riguarda le agenzie di viaggio ( con una flessione anche più accentuata). Penalizzato è il sud anche per le difficoltà a raggiungere le località turistiche e per una insufficiente promozione a livello internazionale. Questo è il quadro che emerge dalla puntuale e consueta indagine delle categorie aderenti ad Assoturismo Confesercenti Nazionale.

Ad influenzare negativamente la stagione ci sono diversi fattori: Il perdurare della crisi, la minore disponibilità di spesa degli italiani, una situazione climatica che solo da poco si è stabilizzata ed ovviamente le incertezze del futuro.

Tutto questo ha determinato il rallentamento delle prenotazioni, con una corsa verso la vacanza last minute. Si sono modificate le modalità, le tipologia della vacanza e le relative scelte delle destinazioni. Entrando nel merito dei flussi turistici dei vacanzieri italiani si registra finora una flessione dal 7 al 12%.

Una parte di turisti stranieri, in particolare inglesi e tedeschi, quest’anno invece dell’Italia hanno deciso di puntare verso la Turchia e Grecia. Resistono invece i flussi dei turisti russi sul nostro territorio nazionale.

Per quanto riguarda i viaggi l’aspetto più preoccupante è rappresentato dal budget di spesa che si è ridotto mediamente del 25%. Se negli anni scorsi la media si attestava intorno agli 800 euro per pacchetto di viaggio, ora si è scesi a 600 euro. La conseguenza è stata quella di un impegno certosino da parte degli operatori per soddisfare il cliente, adattando la minor disponibilità economica alla offerta turistica ed al livello dei servizi e delle strutture.

Se l’andamento non migliorerà e gli operatori sperano molto in questo soprattutto nel last minute va sottolineato il rischio reale che molte agenzie di viaggio chiuderanno l’attività con ulteriore aumento dei livelli di disoccupazione del personale addetto.


Questa situazione mette in evidenza un altro pericoloso accumularsi di fattori negativi: cala la domanda, cala anche la disponibilità di voli charter oltre una certa data (ad es. per Spagna e Grecia) ed inoltre molte strutture ricettive in Italia saranno costrette a chiudere già dopo la prima settimana di settembre. Il risultato finale è quello di una “stagione corta” e di un’ulteriore contrazione delle vendite, innescando il pericolo di una spirale depressiva del mercato e vanificando una delle peculiarità del nostro Paese, vale a dire la possibilità di sfruttare una stagionalità lunga.


Inoltre la nostra offerta subirà ulteriormente la concorrenza di altri mercati competitor dove invece lo Stato mette a disposizione delle famiglie agevolazioni. E proprio il nodo della competitività dicono i rappresentanti delle categorie del turismo della Confesercenti dovrà esser affrontato con rapidità dal nostro Paese con una strategia nazionale efficace e di ampio respiro per reggere alla concorrenza mondiale, valorizzando molto di più il patrimonio artistico e naturale, la cordialità, l’accoglienza, la gentilezza e la capacità di fare sistema che esiste nel nostro Paese.


“Il quadro generale nazionale disegnato dall’indagine delle categorie del turismo” - sottolinea Vincenzo Peparello responsabile regionale e provinciale dell’area turismo Confesercenti – “ rispecchia l’andamento della stagione turistica anche nel Lazio e quindi quella delle cinque provincie( con una valutazione a parte per la capitale), in questo periodo delle vacanze cosiddette climatiche/balneari”. In conclusione, Peparello afferma che comunque gli imprenditori stanno facendo l’impossibile per assicurare la tenuta del turismo italiano in generale e quello regionale dove si trovano ad operare, ma lamentano la mancanza di strutture adeguate, manca una tutela reale dei nostri siti archeologici e le nostre ricchezze culturali ed ambientali, manca infine una promozione all’altezza di quanto stanno facendo i Paesi concorrenti.


Serve una svolta reale che faccia del nostro turismo uno dei perni della ripresa.

Peparello auspica che per lo meno in questo ultimo periodo della stagione che si possa assistere veramente a una ripresa soprattutto per quanto riguarda il fatturato delle imprese e confidando anche nel last minute, in modo che le imprese possano affrontare da subito la programmazione per il prossimo anno, ma ribadendo che senza gli interventi richiesti ed individuati dalle associazioni e dalle imprese, che operano nel settore, rimane sempre più reale il rischio di recessione.


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