Mentre in Germania per legge non si possono consumare più di 10.000 ettari l’anno di suolo non urbanizzato, in Italia ne consumiamo in media 244.000 ettari l’anno; mentre a Londra  si punta a edificare non toccando le aree verdi, a Roma già con l’attuale PRG l’Agro si ridurrà di altri 15.000 ettari.

 

Ma per Alemanno non basta ancora. Infatti, come scritto nell’invito rivolto ai privati si potranno utilizzare aree dell’Agro "ubicate a non più di 2,5 Km dalle fermate o stazioni esistenti o previste dal PRG", una condizione talmente generosa da consentire di costruire ovunque. Si continuerà nella stessa logica di espansione e consumo dissennato di territorio, di aumento del traffico e dell’inquinamento, di peggioramento della qualità della vita.

Ciò che una politica attenta al bene comune deve fare è sotto gli occhi di tutti: salvaguardare i suolo agricoli valorizzando la vocazione di quei territori. C’è oggi una domanda crescente di cibo biologico, di alimentazione sana, di filiera corta tra produttori e consumatori in grado di ridurre i prezzi. A questo deve servire l’Agro Romano, non a favorire ancora una volta la rendita fondiaria.

Nasce da queste considerazioni la proposta di una Legge Regionale in grado di salvaguardare l’Agro evitando cambi di destinazione d’uso e bloccare così operazioni speculative; indirizzando gli stessi costruttori verso il riuso, la riqualificazione, il recupero. Una proposta aperta su cui nelle prossime settimane promuoveremo una campagna di incontri e di ascolto con le associazioni ambientaliste, le reti e i comitati di cittadini che si battono per la difesa del territorio e del paesaggio, con il mondo agricolo e che sarà conclusa con un incontro cittadino ai primi di dicembre.

 

 

Emergenza abitativa: non servono nuove case ma case popolari

 

In questi anni a Roma c’è stato un boom edilizio: da 1518 alloggi realizzati nel 1999 agli 8433 del 2006, ma questo non ha diminuito il bisogno di case perché non si è trattato di edilizia residenziale pubblica ma di edilizia speculativa o per fasce sociali medio-alte. Oggi i costruttori vengono chiamati ad essere protagonisti dell’edilizia sociale ma nessun alloggio di quelli che realizzeranno sulle aree da loro offerte potrà essere di edilizia economica e popolare, si tratterà di edilizia convenzionata che come già avvenuto non darà risposta al problema abitativo.

Riportare la residenza dentro la città, questo bisogna fare: dalle caserme che lo Stato ha intenzione di dismettere alle aree ferroviarie e dell’Atac, che non possono essere utilizzate per nuovi centri commerciali, per operazioni speculative o per fare cassa; dagli edifici scolastici dismessi agli immobili uso ufficio abbandonati. I privati guadagneranno di meno ma sarà la città a guadagnarci di più. A questo serve il potere pubblico, non a fare regali ai privati. Sul diritto all’abitare presenteremo entro l’anno una proposta di legge regionale in grado di offrire una risposta credibile e complessiva all’emergenza abitativa alternativa alla cementificazione del territorio proposta da Alemanno.

 

Movimento Romano per la Sinistra – Rete degli eletti della Sinistra

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