Wwf sulla laguna di Orbetello, ultime notizie ambiente -
Si tratta di due progetti realizzati con fondi europei destinati alla conservazione della natura (progetti LIFE ). Il primo risale al 1995 ed ha interessato la laguna di ponente di Orbetello che, a seguito dei primi lavori di risanamento, perse parti consistenti delle sue sponde; venne così l’idea al WWF Italia e all’ISPRA (ex INFS) di proporre un progetto per migliorare le condizioni ambientali della cassa di colmata di S. Liberata e realizzare nel contempo delle nuove isole per la nidificazione e sosta degli uccelli acquatici, utilizzando i fanghi che dovevano essere rimossi per creare un canale di circolazione delle acque provenienti dal Fosso Fibbia.

Il secondo risale al 2000 e venne proposto direttamente dal WWF Italia per scongiurare ulteriori danni ambientali almeno nella parte dell'area protetta, come quelli  in prossimità di Albinia per una lottizzazione, ancora oggi evidente in prossimità dell’Aurelia (zona orti).

Un recente report della UE pubblicato a seguito di sopralluoghi ed interviste sul posto, ha registrato i relativi risultati a distanza di diversi anni dalla conclusione dei due progetti, evidenziando come quello realizzato nell’oasi WWF di Orbetello sia stato fondamentale per la tutela di habitat e specie e come ancora oggi sia mantenuto con grandi sforzi dell’associazione;  quello realizzato nella laguna di ponente, in area demaniale, risulta invece in gran parte distrutto da successive opere, che noi riteniamo fatte  con dubbio rispetto delle norme dall’ex commissario Di Vincenzo.

Un fallimento. “Un fallimento che appare essere tra i problemi sintomatici che affliggono la maggior parte dell’area della Laguna di Orbetello”, così si esprimono i relatori. Questo fallimento è derivato sia dalla successiva deliberata distruzione di alcune opere di recupero ambientale realizzate con i fondi LIFE (aree dove erano stati fatti scavi per il recupero di zone umide sono state colmate con nuovi materiali dragati dalla laguna), sia alla mancata gestione successiva di tutte le aree d’intervento, che l’amministrazione comunale si era impegnata a svolgere.

Non possiamo poi lamentarci, se la UE talvolta è diffidente nei nostri confronti. Esempi di sperpero di denaro pubblico in Italia ce ne sono tantissimi, ma anche di ottimi risultati. Due progetti, due risultati diversi.
Ci dispiace che questa volta la maglia nera sia toccata alla Maremma, nonostante la nostra associazione abbia denunciato tale grave situazione più volte e in più sedi. Certo, quando un Sindaco ricopre anche il ruolo di Ministro dell’Ambiente, tutto diventa più difficile! Se poi si concedono poteri speciali ad un commissario che tutta questa attenzione all’ambiente non ci sembra l’abbia mai dimostrata, questo è il triste risultato.

Tale risultato non si limita solamente ad una figuraccia europea, ma all’aver distrutto un habitat importante, che aveva dato da subito i primi risultati in termini di nidificazioni di specie rare come il fratino, il fraticello e la sterna comune (prima nidificazione per il Tirreno). La conseguenza di queste scelte potrebbe indurre la UE a negare ulteriori richieste di fondi comunitari destinati alla conservazione della natura.

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