L’intervista del ministro dell'Ambiente Galletti su Ilva e Tap al Corriere del Mezzogiorno, ultime notizie -
Gian Luca Galletti ha incontrato ieri il commissario e sud commissario di Ilva, Piero Gnudi e Corrado Carruba, e al termine della riunione il titolare del ministero dell’Ambiente  ha ribadito "il piano ambientale non è il problema dell’Ilva, ma condizione indispensabile per continuare a produrre acciaio a Taranto". Parole importanti e definitive dopo le dichiarazioni del presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, il quale martedì ha sostenuto che l’inquinamento di Taranto e simile a quello di molte altre città.

Ministro Galletti, al festival di Venezia è stato presentato il film di Davide Ferrario, "La zuppa del diavolo", un titolo usato da Dino Buzzati nel 1964 per commentare un documentario sull’acciaio: 50 anni dopo questo va considerato sempre un demonio?

"Compito del mio ministero è rendere compatibile l`attività economica con il rispetto dell’ambiente. Bisogna uscire dal recinto della green economy, che è stata una grande opportunità in tempi di crisi, sia sotto il profilo del fatturato dell’occupazione. Oggi la compatibilità ambientale va estesa a tutti i settori economici e bisogna far capire a chi produce l’acciaio che il rispetto dell’ambiente conviene anche a loro; e del resto i cittadino non sono più disposti a barattare il valore della salute e dell’ambiente. Ilva, da questo punto di vista è emblematica, e per questo ribadisco che il piano ambientale non è un problema, ma condizione indispensabile per continuare a produrre acciaio a Taranto".

L’opinione dei cittadini va, dunque, tenuta in considerazione anche per la vicenda della tap?


"La valutazione di impatto ambientale, che ci compete per legge, è stata fatta con rigore e ne daremo conto fra qualche giorno con un decreto. Se si soddisfano i requisiti di legge per realizzare un’opera pubblica bisogna andare avanti per non perdere credibilità: in campo ambientale bisogna passare dall’emotività alla scienza".

E l’ipotesi di spostare l’approdo del gasdotto da Melendugno a Brindisi?

"La Via è stata fatta sulla base del progetto che prevede l’arrivo del gasdotto a Melendugno".

Tornando all’Ilva si dice che ArcelorMittal, con cui il governo ha ripreso in questi giorni i contatti, giudichi troppo vincolanti  i limiti delle emissioni di Co2 e sarebbe preoccupata dalla bassa domanda di acciaio registrata in Europa. Lei che ne pensa?

"Sul primo punto le ho già detto, le aggiungo che l’ue si sta preparando al summit di Parigi del 2015 affinché il protocollo sulle emissioni di Co2 sia sottoscritto a livello mondiale, e questo non solo per evitare che i Paesi con vincoli meno rigidi si avvantaggino sul mercato: la riduzione delle emissioni nocive o è globale o serve a poco. Una delle priorità del semestre italiano è lavorare in questa direzione. Il secondo punto, relativo alle vendite dell’acciaio, non è di mia competenza, non sono un imprenditore»".

Lei ha incontrato Gnudi e Carruba: avete affrontato il tema del ritardo dell’applicazione dell’Aia? Si riuscirà a recuperare i due mesi persi?

"Abbiamo predisposto tutto per rispettare i tempi previsti dalla legge".

Carruba è già entrato nel ruolo di sub commissario?

"Formalmente stiamo aspettando il via libera della Corte dei conti che arriverà a giorni. Carruba conosce molto bene i problemi ambientali e quindi la persona giusta al posto giusto e comunque troverà una buona situazione ereditata, ereditata da Edo Ronchi".

Di Rosanna Lampugnani

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