Clima e disastri ambientali, ultime notizie ambiente - Ricordate la storia di Sodoma e Gomorra? Quando Dio, deciso a distruggere queste due città per l’immoralità dei suoi abitanti, accettò le suppliche di Abramo per risparmiarle, ma ad una condizione: solo se avesse trovato almeno 10 saggi  e onesti abitanti in quelle città. Il buon Abramo invece non trovò neppure un saggio e così Dio distrusse le due città con tutti i suoi abitanti, salvando solo Lot, nipote di Abramo, e le sue due figlie.

Quello che ancora una volta è accaduto a Copenaghen nell’ultima relazione dell’IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) circa il rischio che il fenomeno del riscaldamento globale e degli inevitabili cambiamenti climatici, indotti oltre il 90% dalle attività umane, si trasformi in una macchina di distruzione di massa irreversibile, è il copione di chi non né vuol sapere niente. Vale pertanto un triste accostamento con la storia biblica di Sodoma e Gomorra.

I Paesi ricchi del pianeta, i produttori di combustibili fossili, con in testa gli USA e gli Emirati Arabi,  hanno ancora una volta pesantemente condizionato i lavori della commissione IPCC a Copenaghen. Infatti il rapporto finale è risultato alleggerito di alcuni passaggi  importanti che avrebbero dimostrato in maniera inequivocabile le colpe della politica energetica planetaria su questa crisi climatica globale. Dalla relazione sul clima i big dei giacimenti dei combustibili fossili del pianeta (carbone, gas e petrolio) hanno obbligato i dirigenti dell’IPCC a togliere ovunque la parola “pericoloso” e sostituirla con: “futura preoccupazione” o con rischio.

Lo studio dell’IPCC però parla chiaro, nonostante le censure dei grandi inquinatori del pianeta. <” Se noi non troviamo entro pochi anni una sostituzione al petrolio, al carbone e al gas, presto raggiungeremo e supereremo i + 2 gradi C. su tutto il globo. A quel punto i fenomeni che si manifesteranno metteranno a dura prova il futuro dell’umanità”> Questo ha detto il presidente dell’IPCC Rajendra Pachauri.
A noi, poveri ambientalisti di tutto il mondo, che per anni abbiamo cercato di informare l’umanità sui rischi che ora appaiono evidenti, mai nessuno ci ha voluto ascoltare seriamente, così che “Dio”, nella fattispecie della Natura, provvederà a punirci. Quello che ci dispiace è che chi ha ridotto così il pianeta Terra, grazie alla ricchezza accumulata troverà anche il modo di salvarsi e noi, invece, che non abbiamo accumulato nessuna ricchezza sfruttando e depredando l’ambiente, saremo le vittime sacrificate sull’altare di questo falso progresso. Una frase della cultura popolare napoletano definisce questo nostro presunto epilogo in maniera molto esaustiva: “Cornuti e mazziati”.

di Filippo Mariani

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