STOP AL BANDO DEL COMUNE: A RISCHIO 750 ETTARI DI CAMPAGNA ROMANA.

SOLUZIONI ALTERNATIVE, ATTUANDO E RIEQUILIBRANDO IL PRG: CON POLITICHE INNOVATIVE OLTRE 29MILA APPARTAMENTI SENZA NUOVI METRI CUBI.

 

NEI PROSSIMI GIORNI L’APPELLO DI LEGAMBIENTE LAZIO

CONTRO LA TRATTA DELLE AREE DI AGRO ROMANO VINCOLATO.

 

 

125 ettari di meravigliosa campagna romana a Paglian Casale verso Pomezia, 77 ettari in Via di Porta Medaglia alla Falcognana, 48 ettari a La Storta a nord della città, 23 ettari a Casal Boccone Cinquina verso nord, persino 22 ettari all'Olgiata, ma anche 10 ettari a Fontana Candida a pochi passi da Monteporzio Catone ed altrettanti a Casal Monastero verso est: sono solo alcuni esempi di aree agricole nel Comune di Roma a rischio cemento se il nuovo bando per il reperimento di aree finalizzate all’housing sociale, recentemente già approvato dalla Giunta comunale, diventerà operativo. Nell’analisi, Legambiente Lazio è partita proprio dai 770 ettari che erano già stati individuati tramite un Bando del tutto simile, realizzato dalle precedenti Amministrazioni, che ha già consumato ben 385 ettari di agro romano, salvandone altrettanti solo grazie al lavoro del “tavolo verde” allora istituito. Ma il nuovo bando rischia di mettere in ginocchio ancora altre parti di agro romano, fino a 750 ettari complessivi, se i 25.000 appartamenti ritenuti necessari per rispondere all’emergenza abitativa, per un totale di circa 9 milioni di metri cubi, fossero tutti realizzati tramite questo strumento. Un bando del tutto insensato i cui “ingredienti” spiegano bene quale sia il rischio in atto: estensione minima delle aree da reperire 5 ettari, distanza territoriale di non oltre 2,5 Km dal “ferro/stazione/corridoio per la mobilità pubblica” esistente o previsto nel Prg (praticamente ovunque); destinazioni urbanistiche Agro Romano, Servizi Privati, Verde Privato Attrezzato, Servizi pubblici di livello urbano, Verde pubblico e servizi pubblici di livello urbano, aree per infrastrutture tecnologiche. Unica ovvia concessione, non verranno presi in considerazione parchi, aree vincolate, parchi agricoli.

 

In questi anni in cui le difficoltà delle coppie, delle famiglie, dei giovani ma anche degli anziani, rischiano ancora di accrescersi a causa della crisi finanziaria ed economica, va affrontato con un ottica nuova quanto già previsto dal piano regolatore, tutelando piuttosto che maltrattando il meraviglioso paesaggio della campagna romana che è un enorme valore per tutto il Paese, rispondendo con politiche innovative alla domanda di casa e housing sociale, sostenendo il mercato dell’affitto a basso costo –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Secondo le nostre prudenti stime, si potrebbero ricavare oltre 29mila appartamenti senza che il Comune di Roma riapra il bando per cercare centinaia di ettari nella splendida campagna romana da destinare all’edificazione. Vanno attuate scelte semplici ma profondamente nuove, come la demolizione e ricostruzione dei vecchi quartieri pubblici già edificati, si può operare sull’enorme quantità di residenze esistenti e in costruzione per farle incrociare con la domanda di affitto, rilanciare operazioni di deterziarizzazione, mettere in campo il patrimonio pubblico, individuare ambiti intorno alle aree meno densificate e compromesse dei cosiddetti toponimi, anche per portare infrastrutturazioni necessarie al recupero di quelle stesse aree e, come ultima possibilità, effettuare una ragionevole densificazione di alcuni ambiti edificatori già previsti dal Prg –le aree dei Programmi Integrati–. Tutte operazioni da effettuare a saldo zero, ossia “tanto aggiungo tanto tolgo dalle previsioni”, senza aumentare il già eccessivo dimensionamento del piano regolatore di Veltroni. Dall’ex Ministro alle Politiche Agricole, oggi Sindaco Alemanno, Legambiente Lazio si aspetta interventi in questa direzione e non nuove “manovre” urbanistiche che farebbero crescere i metri cubi del PRG, distruggendo significativi pezzi di agro romano vincolato. Per questo nei prossimi giorni lanceremo un appello alle associazioni agricole, alle forze sindacali, alle associazioni dei consumatori e degli inquilini, per salvare l’agro romano, fermando il nuovo bando del Comune di Roma, rispondendo con efficacia all’emergenza abitativa, senza nuovi metri cubi.

 

Per realizzare davvero politiche per la casa Legambiente Lazio ha provato ad individuare i 25.000 appartamenti ritenuti necessari all’emergenza abitativa applicando il Prg, intervenendo in diversi ambiti con 7 ipotetiche proposte per raggiungere l'obiettivo senza toccare un metro quadro di Agro Romano: 1) avviare le centralità urbane e metropolitane da pianificare previste dal PRG, destinando la quota residenziale e flessibile prevista al mercato dell'affitto sociale (5.204 appartamenti ricavati); 2) piani di recupero urbano – art. 11 – mutare le destinazioni d’uso “residue” da commerciale a residenziale (1.813 appartamenti); 3) revisione del piano del commercio regionale nell’area romana (3.008 appartamenti); 4) avviare i 35 piani di zona approvati con la delibera n. 53 del 2005 (7.673 appartamenti); 5) nuovo bando per la “deterziarizzazione (1.600 appartamenti); 6) nuovo bando per il frazionamento degli appartamenti con grandezze superiori a 180 mq. (7.000 appartamenti); 7) individuare all’interno degli 81 programmi integrati residenziali – print – aree di “completamento” per l’emergenza abitativa (3.000 appartamenti). Il totale degli appartamenti coinvolti da queste politiche arriverebbe secondo le stime di Legambiente Lazio a oltre 29.000 unità abitative.

 

A Roma si sta costruendo tanto, il Prg approvato prevede oltre 35 milioni di metri cubi di nuove case, il 53% del totale con un consumo di 1.094 ettari di suolo, oltre 97.000 appartamenti che negli ultimi 7 anni hanno portato la Capitale al primato nazionale per offerta di nuovi alloggi –dichiara Mauro Veronesi, responsabile Territorio di Legambiente Lazio-. Un primato del quale gli ambientalisti non sono affatto orgogliosi, al quale si rischia di sommare anche la beffa che questa strabordante offerta residenziale non risponda alla domanda di casa dei cittadini, visto che solo 7.500 appartamenti, l’8% del totale sono destinati all’edilizia pubblica, ossia ai piani di zona già disciplinati e all’affitto a canone concordato. Il Prg approvato contiene uno squilibrio tra la dimensione pubblica e la dimensione privata dell’offerta residenziale, lo abbiamo sempre denunciato, per questo deve essere riequilibrato, dando risposte a quelli che sono i nuovi bisogni abitativi delle grandi città metropolitane, certamente senza toccare un metro quadro di quei 24.000 ettari di agro romano che lo stesso PRG ha vincolato.”

 

S. Di Gregorio

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