Ultime news - Unonotizie.it - Il vortice di 240 quintali di dolciumi è pronto a cadere sulla folla in maschera durante il “getto”, l’imponenza dei carri allegorici di cartapesta alti fino a 18 metri, la storia secolare di una manifestazione che la città vive da mattina a sera per un intero mese sono pronti a tornare, per l’ultima domenica di sfilate del 7 febbraio al Carnevale di Fano, quello “Bello da vedere, dolce da gustare”. E’ la manifestazione più antica d’Italia, come testimoniato da un documento dell’Archivio comunale che lo fa risalire al 1347, ha già registrato, nelle domeniche del 24 e 31 gennaio, oltre 120mila presenze. Un record che la città si prepara a confermare anche per l’ultima giornata di cortei mascherati durante la quale sfileranno le opere in cartapesta realizzate dai maestri carristi, dalle 15, per 3 volte, durante la sfilata di presentazione, quella del tradizionale “getto” e quella della luminaria, in cui i carri sono illuminati da torce e fari.

Tra satira e colori percorreranno il sambodromo fanese i carri:  “Carnival Street Band” e i suoi suonatori da strada di Daniele Mancini Palamoni; “Nel paese delle meraviglie”, ideato e creato dal maestro carrista Ruben Eugenio Mariotti; “Te dag el brudet”, creato dai maestri carristi Palamoni e Gianluca Isotti in onore del Brodetto, il piatto tipico a base di pesce povero, della città; “La Forza delle Maschere” e “Habemus Carnevalem”, ideati e creati dai carristi Matteo Angherà e Luca Vassich, Associazione Carristi Fanesi; “Spirito di... Carnevale” di “Gommapiuma per Caso.  A guidare il corteo ci sarà il Pupo “El Vulon” che è la storpiatura del ‘nous voulons’ usato dai francesi in Italia che razziavano opere d’arte e imponevano leggi.

Il sambodromo fanese si animerà sin dal mattino, quando per i più piccoli sfilerà, dalle 10.30, il “Carnevale dei Bambini” con carri e mascherate su misura realizzate dalle centinaia di piccoli studenti delle scuole primarie e secondarie della città durante l’anno scolastico. Ai più piccoli è dedicato anche il pomeriggio del Giovedì grasso 4 febbraio: il centro storico si riempirà di eventi, laboratori, spettacoli teatrali e musiche dedicate ai bambini.
Gli artefici della manifestazione sono i volontari dell’Ente Carnevalesca, ex “Società della Fortuna” fondata nel 1871 per organizzare i “Divertimenti Carnevaleschi”, e le decine di artisti, studenti, operatori e tecnici, in totale circa 600, coinvolti, nell’organizzazione.

Una testimonianza della tradizione che lega la città a una kermesse sostenuta anche dai 1200 tesserati all’Ente e da una storia lunga 600 anni.  Tra le tradizioni su cui i fanesi non discutono c’è la presenza, alle sfilate, della Musica Arabita, banda folkloristica nata nel 1923 che, facendo il verso ai salotti aristocratici, s’inventò la propria musica con oggetti poveri e di recupero e il rito purificatore del “Rogo del Pupo” durante il quale, nell’ultimo giorno di festa, il Martedì Grasso 9 febbraio, nella piazza centrale viene bruciato un fantoccio per permettere agli abitanti di espiare le proprie colpe e dare inizio al periodo di Quaresima.

Il Carnevale di Fano nei secoli ha avuto una serie di evoluzioni. Il luogo delle sfilate è passato dal centro storico al più ampio e suggestivo viale Gramsci. Il tipo di “getto” si è trasformato da quello arrogante dei confetti che i nobili lanciavano senza pietà sulla folla, al colorato, delicato e goloso lancio di cioccolatini e caramelle che trascinano su tribune e palchi migliaia di spettatori pronti ad accaparrarselo con i “prendigetto”, coni rovesciati realizzati in cartone che riempiono, da anni, il viale del carnevale.  Info: www.carnevaledifano.com App: Carnevale di Fano  Foto: Wilson Santinelli


Laura Testa

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