VIALE LIBIA/VIALE ERITREA, TRAFFICO PRIVATO INVADENTE, MEZZO PUBBLICO RALLENTATO, DOPPIE FILE IN AUMENTO

 

 

Traffico privato invadente, mezzo pubblico rallentato, doppie file in aumento: a sessanta giorni dal via libera alla nuova disciplina di traffico su Viale Libia – Viale Eritrea, che ha eliminato le strade verdi riservate al mezzo pubblico, è questo in sintesi il risultato, per molti versi ovvio, del primo monitoraggio effettuato nell'area da Legambiente. La percentuale dei privati che transitano su Viale Libia è schizzata tra l’86 ed il 90 per cento del numero totale di veicoli, anche se ovviamente nelle automobili viaggiano solo tra il 15 ed il 28 per cento delle persone, con un trasporto pubblico che per un numero di passeggeri varia tra il 72 e l’85 per cento del totale di chi passa sulla strada, ma è imbottigliato in mezzo alle automobili, visto che rappresenta solo tra il 10 ed il 14 per cento del numero totale dei veicoli. Sono questi i numeri, in sintesi, di un nuovo monitoraggio effettuato il 22 ottobre scorso dai volontari di Legambiente Lazio sull’asse di Viale Libia/Viale Eritrea, le ex strade verdi capitoline riservate al mezzo pubblico, dal 3 Settembre scorso terra anche delle automobili, presentato oggi in occasione del nuovo blitz a piazza Annibaliano.

 

Al mattino, in 15 minuti sono transitati 133 mezzi, di cui ben 117, l’88%, sono ascrivibili al traffico privato. Delle 1.142 persone transitate in quel punto nei 15 minuti di monitoraggio effettuati, ben 966 (85%) sono invece trasportate dai mezzi pubblici, in particolare dagli autobus sempre ben pieni, e solo 176 dai mezzi privati. All’ora di pranzo transitano 70 mezzi, di cui ben 60, ovvero l’86%, risultano essere condotti da privati cittadini, ma di nuovo la maggior parte delle persone risulta essere trasportata dai mezzi pubblici, ovvero 227 su un totale di 317, il 72%, mentre solo 90 viaggiano sui mezzi privati. Il traffico più congestionato è sicuramente quello del pomeriggio, il momento in cui molte persone escono dal lavoro e fremono per andare a casa. In quei 15 minuti transitano ben 256 mezzi, di cui addirittura 231, ossia il 90%, la percentuale più alta finora registrata, sono privati. Sulle 1.483 transitate in quel punto nel lasso di tempo monitorato, ben 1.137, il 77%, risultano però trasportate dai mezzi pubblici e solo 347 dai mezzi privati (per i dati completi vedi dossier allegato).

 

Come era ovvio, il traffico privato su Viale Libia e Viale Eritrea è diventato invadente, le doppie file aumentano, il mezzo pubblico sempre ben carico muovendosi tra miriadi di auto private mezze vuote transita con più difficoltà –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Chiediamo al Presidente del Municipio De Angelis e all’Assessore alla Mobilità Marchi di intervenire, considerando che la sperimentazione del provvedimento relativo alla nuova disciplina di traffico su Viale Libia – Eritrea, scadrà il 30 novembre. Se non sarà possibile ripristinare la strada verde, che almeno siano ridisegnate le corsie preferenziali per il bus, proteggendole nell’intero tratto stradale; venga impedito il passaggio dei mezzi privati nell’ultimo tratto di Via Libia verso Via delle Valli, dove la strada diventa uno stretto budello a causa del cantiere della Metro; vengano riattivate tutte le strisce blu dell’area senza attendere e facendo partire contestualmente i controlli contro la doppia fila”.

 

“La nostra Amministrazione Municipale è aperta alle istanze dei cittadini ed abituata ad ascoltare le loro richieste, quindi prendiamo atto dell'appello che ci giunge da Legambiente – questa la risposta di Sara De Angelis, Presidente del II Municipio - . Personalmente sono d’accordo e mi rendo disponibile per un incontro non solo con l’associazione ambientalista, ma anche con l’Assessore Marchi, per discutere del ripristino delle corsie preferenziali, che però vanno studiate bene, in quanto il nostro Municipio è un’area fortemente caratterizzata dai cantieri per la costruzione della linea B1 della Metro.  Riconfermando la mia personale disponibilità nei confronti di Legambiente – ha continuato - e di tutte quelle persone che propongono migliorie per il nostro municipio,  mi permetto di riprendere i dati forniti questa mattina nel “blitz” a piazza Annibaliano e di rileggerli sotto un altro punto di vista. C’è chi vede in questi casi il bicchiere “mezzo vuoto”,  io invece preferisco vederlo “mezzo pieno”, tant’è che di “blitz” ne faccio giornalmente diversi sul territorio, ed eccetto particolari circostanze, mi sembra che la situazione dopo dieci anni ininterrotti di unica sperimentazione sul territorio romano, stia andando verso una normalizzazione.”

 

Per sostenere le richieste relative a Viale Libia / Viale Eritrea e a tutta la città, oggi i volontari di Legambiente Lazio hanno realizzato una nuova catena umana al grido dello slogan “Meno auto e più bus” nell’ambito della campagna “Preferiamo le preferenziali”. A Roma sono solo circa 100 i chilometri di percorsi riservati a bus e tram su una rete complessiva di 2.650 chilometri (2.600 km di rete estesa del trasporto di superficie e 50 km di rete tramviaria), ossia il 3,8% sul totale della rete esistente.

 

Chiediamo al Comune di Roma di avviare subito un piano per realizzare e proteggere mille chilometri di corsie preferenziali per il mezzo pubblico, è un intervento semplice e poco costoso che ha grandi effetti sul trasporto pubblico – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - . Basta fare un banale calcolo per comprendere la forza che può avere questo intervento: aumentare dell’1% la velocità commerciale dei mezzi collettivi significherebbe poter garantire 1,7 milioni di chilometri per vettura in più all’anno, quindi più corse e più puntualità per i nostri autobus e tram, con un incremento dei numeri e della qualità decisamente significativo. Per questo, oltre a proteggere le corsie già esistenti, va ripresa la realizzazione di strade riservate al mezzo pubblico, accelerando la realizzazione dei corridoi della mobilità. Serve più efficienza per il servizio pubblico, per diminuire la circolazione delle auto private.”

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