Mercoledì prossimo, 19 Novembre, si svolgerà l’udienza preliminare relativa all’operazione giudiziaria “Giro d’Italia, ultima tappa Viterbo”, che si terrà presso il Tribunale della città della Tuscia. Ai 50 privati cittadini che hanno già richiesto i danni morali nei confronti dei 15 imputati che sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di traffico illecito di rifiuti nelle cave di Vetralla, Capranica e Castel S. Elia, si aggiungerà anche Legambiente Lazio che si costituirà parte civile.

 

Per allargare la partecipazione pubblica a questo importante procedimento, nei giorni scorsi Legambiente Lazio ha scritto al Presidente della Regione Lazio, al Presidente della Provincia di Viterbo, ai Sindaci dei Comuni di Vetralla e Castel Sant’ Elia per chiedere di costituirsi parte civile nell’importante procedimento.

“L’inchiesta Operazione “Giro d’ Italia, ultima tappa Viterbo” è la più grande operazione di polizia giudiziaria fondata sull’articolo 53 bis del Decreto Ronchi che ha avuto come fulcro delle attività d’indagine proprio due province del Lazio prima assolutamente “immacolate”: Viterbo e Rieti -si legge nel testo della lettera inviata-. L’inchiesta si è conclusa nel Maggio 2005 ed ha consentito di scoprire un traffico di 250mila tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, provenienti da mezza Italia e aventi come destinazione finale Viterbo, per un giro d’affari pari a 2,5 milioni di euro. Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori Franco Pacifici e Stefano D’Arma e condotte dal Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, hanno portato a smantellare un’articolata organizzazione criminale che operava una sistematica manipolazione e miscelazione dei rifiuti prodotti da aziende del Lazio, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Campania. Ora, finalmente, siamo arrivati ad una fase decisiva di questa grandissima operazione di polizia giudiziaria, con l’apertura del dibattimento presso la Procura di Viterbo. Una fase in cui è davvero fondamentale ed indispensabile, che i vari livelli amministrativi del territorio, facciano sentire con forza e determinazione il loro impegno nella lotta alla criminalità organizzata di stampo ecomafioso, cogliendo l’occasione di poter stare a fianco dei cittadini nel più grande processo mai celebrato nella nostra Regione su questi temi.”

 

La missiva si conclude con una precisa richiesta: “E’ per questo motivo che vi chiediamo di costituirvi parte civile all’ udienza del Proc. N. 1125/2004 R.G. che si terrà il prossimo 19 novembre presso la Procura di Viterbo utilizzando questo importante strumento processuale per dare forza e voce alla lotta contro le ecomafie nella Regione Lazio, a fianco di quanti fra cittadini e associazioni si sono già costituiti come parte offesa in questo importante processo.”

 

Legambiente Lazio

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