Di fronte alle colonne del Tempio greco, noto come Tavole Palatine o Tempio di Pitagora, si è svolto un sit-in di richiamo popolare e di protesta sociale contro il piano di sfruttamento petrolifero, per il quale sono state approvate le molteplici trivellazioni ormai in atto in tutto il territorio metapontino.

 

L'iniziativa è coincisa con il 5° anniversario dell'emanazione dell'infausto Decreto governativo che prevedeva come sito nazionale delle scorie nucleari la contrada di Terzo Cavone in territorio di Scanzano Jonico. Alla manifestazione, organizzata dal Comitato "Cittadini Attivi" di Bernalda e Metaponto hanno aderito le seguenti Associazioni lucane:

Movimento No-Scorie Trisaia, OLA - Organizzazione Lucana Ambientalista, CSAIL Val D'Agri, Associazione Leucippo - Operatori turistici di Metaponto, Cittadinanzattiva Basilicata, UCAIB, NoiCittadiniLucani, Un Cuore per l'Albania, Progetto Legalità, Comitato No Oil Lucania, Associazione I Calanchi, Accademia Kronos Basilicata, Archivio Lucano delle Voci, Associazione per i Diritti del Fanciullo, Multisonica, Associazione Pensiero Attivo, Pro Loco di Metaponto, Sassi Kult, Comitato Grande Lucania, Comitato Vediamoci Chiaro Teana, Associazione Protezione Civile Fardella, Protezione Civile Marconia, Associazione GUS, Associazione Emanuele 11 e 72, Associazione Lykeios La prima ora della manifestazione è stata contrassegnata dalla fitta pioggia e dal maltempo che ha imperversato per tutta la giornata.  Una migliore clemenza meteorologica ha permesso a tutti i rappresentanti delle Associazioni, e a molti uomini di cultura lì presenti, ai Sindaci di Bernalda e Scanzano Jonico, ai giovani lì accorsi e ai liberi cittadini presenti di esprimere il loro pensiero. Gli argomenti oggetto di dibattito sono stati:

- problematiche relative all'estrazione del petrolio

- i fatti rilevanti dell'inquinamento ambientale già in atto nei centri petroliferi della Val d'Agri

- problemi insoluti dei rifiuti nucleari conservati alla Trisaia di Rotondella

- effetti devastanti che continuano a pesare sulle popolazioni lucane in termini di povertà e sfruttamento come l'occupazione del territorio e la disoccupazione lavorativa, l'emigrazione delle braccia e delle menti lucane

- estraneazione dei cittadini, titolari della naturale ricchezza dell'acqua, del gas, e del petrolio lucano, da ogni decisione politica e amministrativa, locale e nazionale

- il pericolo che la nostra Regione -come nel 2003- sia indicata nuovamente dalla lobby nucleare internazionale come deposito di scorie radioattive oltre a sito di centrali nucleari L'intera situazione lucana è stata definita concordemente "di rapina" in riferimento alle risorse territoriali, "di emarginazione" in riferimento ai rapporti istituzionali e ai sacrosanti diritti di un popolo che non può più farsi opprimere e ignorare.

 

E' emersa la comune decisione di aggregare tutte le associazioni libere della Basilicata o Lucania, operanti senza scopo di lucro, per la pubblica utilità, per l'ambiente, per la legalità e per la valorizzazione del territorio, per costituire una forza unica regionale contro la rassegnazione e contro gli abusi che si volessero ancora consumare sulle sfortunate popolazioni lucane.

E' stata evidenziata con adeguata rigorosità la complicità politica e giudiziaria nella graduale ma ininterrotta "escalation" del degrado regionale di natura economica, ambientale, sociale, giurisdizionale, politica e morale.

Conseguenza di tali connivenze è un'alienazione dei cittadini da una classe dirigente incapace di tutelare il territorio ed i suoi abitanti che, titolari della naturale ricchezza dell'acqua, del gas, e del petrolio lucano, NON HANNO ALCUNA VOCE IN CAPITOLO su decisioni politiche e amministrative (sia a livello locale sia a livello nazionale) che ricadono sulle loro vite e sul loro immediato futuro come mannaie.

La manifestazione odierna sui temi oggetto delle esternazioni dei presenti dà inizio a una serie indefinita di iniziative finalizzate a informare le popolazioni lucane, a svegliarle dal lungo torpore che ha favorito lo scempio del territorio, a controbatterne la svendita ai neo-colonializzatori, a rivendicare presso le istituzioni il diritto dei cittadini di essere decisivi nelle scelte che investono il loro destino.

Numerosi striscioni hanno espresso a sufficienza l'indignazione popolare, la volontà di lottare per le future generazioni, la determinazione a coinvolgere tutte le sedi istituzionali e giudiziarie per affrontare e risolvere con correttezza i problemi posti, la lotta a oltranza contro ogni ulteriore tentativo di frode e di inganno ai danni della terra di Basilicata.

 

I Movimenti e le Associazioni chiedono immediatamente:

1. Una moratoria di tute le procedure di via alle trivellazioni in Basilicata per i pozzi da realizzare e da mettere in produzione, oltre al ritiro della concessione Bradano.

2. Consigli comunali aperti in tutti i Comuni per decidere con la cittadinanza il futuro del territorio; BASTA con i silenzi-assenso dei Comuni e con la mancanza di partecipazione nelle scelte riguardanti il futuro di tutti i cittadini.

3. Moratoria delle procedure di via inerenti quelle attività altamente inquinati come LE DISCARICHE DI RIFIUTI TOSSICI E NOCIVI e gli impianti ad elevato impatto ambientale in Val Basento, Val d'agri e Val Camastra, nonché pareri contrari a progetti intercontinentali come il megastoccaggio di gas in Val Basento.

4. Piani di tutela della salute pubblica che riguardino una legge regionale che limiti le emissioni e gli inquinanti così come avviene in altre nazioni su inquinanti petroliferi (vedi idrogeno solforato), radiazioni (vedi inquinamento Itrec), diossina (attività siderurgiche). Un monitoraggio ambientale consultabile da qualsiasi cittadino con dati pubblici. Indagini epidemiologiche con la pubblicazione dei dati del registro tumori (sempre ammesso che ne esista uno in Regione Basilicata).

5. La creazione del "Parco dei Calanchi" e la riconversione del centro Enea di Rotondella in Facoltà universitaria sulle energie rinnovabili oltre alla restituzione di parte dei terreni del centro Enea (30 Ha) al comune di Rotondella per attività produttive-artigianali

6. La messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi dell'Itrec oltre all'invio negli Stati Uniti delle barre di Elk River e di tutti i residui del riprocessamento.

7. Un Piano di emergenza nucleare e dighe (mai conosciuto dalle popolazioni).

 

Il coordinamento dei Movimenti e Associazioni Lucane 

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