In Italia, ma in particolare (per esperienza diretta) in Piemonte, stiamo assistendo giornalmente alla commissione di un crimine silenzioso. Il crimine è l’erosione del territorio a favore di speculazioni, opere, operazioni di dubbia o nessuna utilità sociale.
Un’erosione spesso tanto più odiosa in quanto assume connotati di fasto, ricchezza, spreco in un mondo in cui il disagio e la povertà stanno avanzando a vista d’occhio.
Sordi e muti, i nostri amministratori, anziché pensare alla tutela del territorio che governano, alla sua preservazione per le future generazioni, ci propongono alta velocità, alberghi a cinque stelle, grattacieli e campi da golf.
Da questo punto di vista, Collegno, nel suo piccolo, rappresenta un esempio paradigmatico, con la sua incessante perdita di terreno agricolo a favore di insediamenti industriali e nuove speculazioni edilizie.
Ed anche laddove la volontà politica era quella di preservare si assiste ad una vergognosa retromarcia.
Così è per il Parco della Dora che l’attuale maggioranza deliberò di realizzare e che invece è rimasto un parco di carta. E forse destinato a diventare di carta straccia, se andasse in porto il progetto di realizzarvi l’ennesimo (in Piemonte) campo da golf (a diciotto buche), proposto dalla Collegno 2000 s.r.l. (società già responsabile della realizzazione nel Comune di Castorama, Carrefour, Unieuro, Ikea, e, buon ultimo, dell’albergo a cinque stelle Golf Hotel Parco della Dora).
A Collegno, per contrastare questo ennesimo crimine, si è costituito un apposito Comitato composto di singoli cittadini ed associazioni.
Una delle iniziative del Comitato è stata la stesura dell’appello che leggete qui sotto e che sottoponiamo alla firma di rappresentanti conosciuti del mondo della cultura.
La mia, la nostra speranza è che tutti voi diate la Vostra adesione al contenuto di questo appello.
A voi un’adesione non costa molto. Per noi rappresenta tantissimo.
Per aderire, è sufficiente che rispondiate a questa mail precisando la Vostra qualifica (giornalista, professore universitario, scrittore, etc.). (ndr. Scrivete a:  fabio.balocco@enel.com )

Avv. Fabio Balocco


APPELLO

Si al Parco agro naturale della Dora. No ad ulteriori consumi del territorio
L’estensione urbanistica e l’erosione del territorio agricolo e naturale nella zona Ovest di Torino ed in tutta la Bassa Valle di Susa, hanno ormai raggiunto un livello che già oggi minaccia la legittima aspirazione in chi vi abita ad una decente qualità della vita ed innesca un vero e proprio processo di estraniazione.
La cancellazione delle ultime isole libere assume poi il carattere del cinismo laddove le politiche del territorio rispondono solo ed esclusivamente a pure esigenze speculative.
Eppure, se si rileggono i programmi della maggioranza politica di Collegno e degli altri Comuni della fascia fluviale della Dora Riparia (si veda ad esempio il Piano Territoriale Integrato) è facile scoprire come le intenzioni politiche siano sempre state a favore della salvaguardia dei territori liberi (e residuali) che si trovano lungo il corso del fiume. Questi programmi hanno sempre affidato appunto ad un costituendo Parco il compito di garantire:
o l’integrazione dell’asta fluviale della Valle di Susa con il Parco Urbano della Pellerina;
o la fruibilità pedonale e ciclistica dei sentieri bianchi;
o il rilancio dell’agricoltura di qualità, anche nell’ottica della filiera corta di cui oggi giustamente tanto si parla;
o il recupero ambientale (e produttivo in senso biologico) di aree abbandonate ai rifiuti e spesso al degrado sociale.
Questi obiettivi non riflettono, come molti pensano, una politica del non fare: al contrario, aprono prospettive nuove per l’occupazione e per la sperimentazione di nuovi meccanismi di consumo e di utilizzo del tempo libero.
E poi, nelle zone del costituendo Parco tra Collegno e Torino, nel bel mezzo dei loro percorsi migratori, scendono le cicogne. Vi planano indisturbate perché ormai vedono dall’alto quella striscia verde come l’ultimo avamposto che le può accogliere prima del balzo finale verso il sud. Chi ancora è sensibile ai diritti dei non umani ed include le questioni ambientali tra quelle prioritarie dell’etica individuale e sociale, non può permettere che si inizi una nuova aggressione a questo avamposto.
Per questi motivi, i sottoscritti, aderendo al presente documento, esprimono la loro più netta contrarietà al progetto di realizzazione di un Campo da Golf (600.000 m2)
che la Società Collegno 2000 ha chiesto di insediare nel tratto est del Parco.
La realizzazione di un campo da golf, infatti, non è assolutamente compatibile con il progetto di tutela da realizzare lungo la Dora. Il campo da golf infatti:
o taglia di netto la continuità tra Parco della Pellerina e Parco della Dora;
o modifica sensibilmente la morfologia del territorio;
o necessita di un uso massiccio di pesticidi ed altri prodotti chimici (il green, lungi dall’essere un bel prato verde come molti credono, è mantenuto attraverso un uso abbondante di fitofarmaci e diserbanti);
o necessita altresì di un utilizzo massiccio ed rresponsabile della risorsa idrica;
o sottrae aree importanti all’agricoltura;
o impedisce la fruizione del parco per consentire a pochi la pratica di uno sport peraltro assai costoso e certamente non alla portata di tutti;
o apre la strada ad ulteriori speculazioni edilizie. Infatti, l’esperienza dimostra che la realizzazione di un campo da golf si accompagna sempre in Italia all’edificazione residenziale, che poi costituisce il vero "affare";
o infine, nel caso di specie, la realizzazione di un campo da golf non è certamente una priorità, visto che nella sola Provincia di Torino vi sono ben altri 19 campi, senza contare i progetti di realizzazione di altri impianti, di cui due nella sola Città di Torino.
Per tutti questi motivi i sottoscrittori chiedono che l’Amministrazione comunale di Collegno respinga la proposta di realizzazione del campo da golf ed avvii invece finalmente una seria opera di recupero e valorizzazione delle aree del Parco della Dora, allo scopo di restituire alla Città un’area così importante, ed invitano i cittadini a sostenere le iniziative del Comitato per l’integrità del Parco della Dora.
Sono maturi i tempi per un’inversione della tendenza all’uso dissennato delle risorse, prime fra tutte quelle territoriali. Questa esigenza è ormai una delle vere emergenze per l’Italia. Occorre che tutti facciano coerentemente la loro parte.

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