Ultime news - Unonotizie.it - Civita di Bagnoregio è un piccolo borgo, arroccato su uno sperone di tufo e unito al resto del mondo da un lungo e stretto ponte, sospeso nel vuoto, dal quale si ammira l’immensa vallata circostante. E' chiamata “ il paese che muore” perché il terreno argilloso su cui sorge la rupe sta lentamente cedendo alle frane e ai terremoti che forse un giorno porteranno alla scomparsa di Civita.

Tesori d'Etruria, che da qualche anno ha aperto un nuovo punto di accoglienza proprio all'ingresso di Civita di Bagnoregio, organizza suggestive visite guidate per scoprire questo sperduto angolo d’Italia.

Con una guida turistica di Viterbo entrerete nella medievale porta di Santa Maria che immette nel cuore dell’antica acropoli etrusca. Proseguendo per la via centrale di Civita, corrispondente all’antico decumano, si arriva nella piazza principale dove sorgeva il foro del primitivo centro. Sulla piazza di Civita di Bagnoregio si affacciano il palazzo Alemanni, sede del Museo Geologico e delle Frane, l’ex palazzetto comunale con la sua loggia e la romanica chiesa di San Donato, rimaneggiata nel XVI secolo. L’interno è ricco di opere tra cui un bel crocifisso ligneo della scuola di Donatello che ogni Venerdì Santo viene portato in processione a Bagnoregio.

Usciti dalla chiesa si continua verso la piazzetta dell’antico vescovado su cui si affacciano il Palazzetto di Giustizia con le annesse prigioni e quanto resta del palazzo vescovile, in gran parte crollato a causa di un terribile terremoto nel 1695. Costeggiando il lato destro della chiesa ci si dirige verso uno dei più spettacolari belvedere di Civita di Bagnoregio. Qui è necessario soffermarsi qualche minuto per scattare delle foto ed ammirare l’incantevole panorama sulla valle dei calanchi, simile ad un enorme cratere lunare. Ultima tappa della visita è la casa natale di San Bonaventura (1217-1274), ora ridotta a rudere per il susseguirsi dei terremoti.

A pochi passi da Civita di Bagnoregio da non perdere un'imperdibile visita al Il MUVIS, ovvero il Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari di Castiglione in Teverina. il Museo sorge nelle ex cantine del Conte Romolo Vaselli (1898 – 1967) che avviò sin dal 1942 una produzione vitivinicola di qualità. I vini in particolare, accanto a spumante, vermuth, aceto, con l’ Orvieto ed i rossi da tavola sapidi e corposi, imposero con successo il marchio VASELLI sul mercato nazionale ed estero sino al 1994, anno in cui la cantina cessò ogni attività.

Il Museo è inserito all’interno della grande Cantina Vaselli distribuita su 6 piani (1° piano, piano terra e 4 piani sotterranei), non più in uso da quasi 15 anni, ed ha richiesto un esteso intervento di recupero edilizio. L’allestimento è mirato al pieno coinvolgimento del visitatore: accanto alle tracce materiali e immateriali del mondo contadino (strumenti, foto, racconti) e delle vicende storiche ed umane delle Cantine Vaselli (con video, gigantografie e macchinari) sono stati “messi in scena” con installazioni scenografiche, gli aspetti della produzione e della tradizione vinaria nel territorio della Teverina, accanto ai grandi temi di più ampio respiro culturale che il vino suggerisce.

Visitando il sito WWW.muvis.it è possibile trovare tutte l le informazioni su biglietti e tariffe del MUVIS




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