La proposta di Floris a Davico “Rendiamo facoltativo il comma 8 del patto di stabilità”

 

Si è aperto con un lungo applauso in ricordo di Roberto Peluffo, il convegno “Patto di stabilità, sicurezza. Novità normative negli enti locali” che si è svolto ad Andora il 20 novembre nella sala consigliare del comune. E’ stato il sindaco Franco Floris in apertura del suo discorso a ricordare il collega prematuramente  scomparso.

Il suo intervento ha anticipato quello di Maurizio Delfino consulente tecnico del sottosegretariato al Ministero dell’Interno, dell’avvocato Giuseppe Pericu e del senatore Michelino Davico, arrivato nel tardo pomeriggio in chiusura dell’incontro.

Il primo cittadino di Andora ha sottolineato la difficoltà che i comuni italiani hanno nel  realizzare il bilancio preventivo per il 2009 nei termini del patto di stabilità. Davanti al sottosegretario Davico si è fatto portatore delle istanze dei 2000 comuni virtuosi italiani che oggi si trovano a non poter spendere i soldi già destinati alla realizzazione di opere pubbliche ed ha proposto al sottosegretario di rendere facoltativa l’applicazione del comma 8 dell’art. 77bis relativo al “Patto di stabilità” ( legge 133/2008) che di fatto impedisce ai comuni di completare opere pubbliche importanti impedendogli di utilizzare anche  liquidità derivate da alienazioni immobiliari. “Com’è noto abbiamo 20 milioni di euro che non possiamo spendere: sono soldi dei cittadini – ha detto Floris - che vanno investiti in servizi a loro dedicati in un periodo storico di crisi economica profonda. Si parla di rilancio dell’economia, ma il 70% degli investimenti vengono realizzati dagli enti pubblici locali, i comuni in particolare. Liberare le risorse disponibili, attivando lavori pubblici,  vuol dire dare lavoro alle imprese che a loro volta creano posti di lavoro e quindi maggiore ricchezza collettiva che rilancia l’economia generale. Nelle ultime ore ho ricevuto l’appoggio di un gruppo di comuni virtuosi dell’Emilia che soffrono della nostra stessa situazione. In più c’è il blocco delle assunzioni: al contrario di quel che si dice, un comune virtuoso come il nostro ha raggiunto questi risultati per la buona amministrazione politica, ma anche grazie al lavoro dei suoi dipendenti. Lo ripeto, nei comuni si lavora e si lavora bene. Inviterei quindi i politici a non fare proclami a fini propagandistici. Voglio, inoltre, sottolineare che si parla di spesa pubblica da limitare, ma il comparto degli enti locali chiude in attivo. Noi apprezziamo il lavoro che sta svolgendo il Ministero dell’Interno e del Ministro Roberto Maroni. Apprezziamo l’ampliamento dei poteri ai sindaci in fatto di sicurezza, poteri che vanno sicuramente ampliati. Il Federalismo può essere una strada da percorrere, con i giusti tempi per realizzare una vera carta delle autonomie, sostenuta con adeguati finanziamenti. Non vorrei che il federalismo si trasformasse nel dare semplicemente più potere alle regioni”. – ha concluso Floris.

 

Maurizio Delfino, consulente del sottosegretario all’Interno ha spiegato dettagliatamente i limiti  con cui i comuni si vedono operare nella redazione dei bilanci di previsione. “Il titolo primo, riservato alle entrate tributarie è bloccato perché i comuni non possono aumentare la tassazione, escluso la Tassa Rifiuti – ha detto Delfino -  I trasferimenti “parte corrente” sono stati ridotti ed i risparmi sui costi della politica non hanno dato risultati sperati. La logica fin qui utilizzata è stata quella di fare prima i tagli ai trasferimenti e poi vedere i risultati. C’è incertezza  sul rimborso Ici prima casa: gli stanziamenti previsti si sono rilevati insufficienti. I comuni possono toccare le tariffe sui servizi sociali, hanno i proventi dall’infrazioni al codice della strada, qualche liquidità può venire dall’accertamento del tributo Ici sulle aree edificabili e nell’uso più funzionale di immobili che non producono reddito. Si possono utilizzare gli oneri da urbanizzazione ed per la parte corrente qualche eccezione di legge”. Insomma c’è molta rigidità di bilancio. “ E’ vero - ha concluso Delfino – gli elementi per fare il bilancio ci sono. C’è certamente incertezza sui numeri. Le opportunità del bilancio sono poche, i vincoli molti”. Per quanto riguarda il rimborso dell’Ici prima casa – ha detto inoltre Delfino – sarà fondamentale la nuova certificazione comprensiva degli immobili dati in comodato e pertinenze, che i comuni presenteranno a febbraio prossimo”.

 

L’avvocato Giuseppe Pericu ha sottolineato con il suo intervento l’incompletezza della Riforma del Titolo V della Costituzione. “Le parole di Delfino mi hanno riportato all’ansia provata quando ero sindaco di Genova,  quando ogni anno, nel cercare di formare il bilancio, ci trovavamo davanti a percorsi chiusi che rendevano difficile l’attuazione dei progetti. E’ da quando mi sono laureato in Diritto Amministrativo che si parla di una riforma e della necessità di realizzare un Testo Unico della normativa degli enti locali. Ci vuole organicità nella materia ed al legislatore chiediamo un testo unico in grado di durare nel tempo non di essere messo in discussione ad ogni legge finanziaria. E’ necessario individuare risorse tali da dare agli enti e agli amministratori una vera assunzione di responsabilità delle funzioni da compiere. L’ente deve avere funzioni precise e responsabilità piena (e quindi fondi finanziari certi) per assumersi queste responsabilità davanti ai cittadini. Il federalismo fiscale deve essere questo. In questo momento non c’è l’autonomia riconosciuta che renda gli enti in grado di assumersi le responsabilità delle funzioni. E’ necessario che l’ente abbia la libertà sufficiente per gestire il benessere della sua collettività cosa che ad esempio il comune di Andora non può fare, malgrado abbia i fondi”.

 

Nel  suo intervento il sottosegretario Michelino Davico ha assicurato ai sindaci presenti che verrà liquidata la seconda rata Ici relativa all’abolizione Ici prima casa e confermato la volontà del governo di realizzare il Federalismo e la riforma degli enti locali razionalizzandone l’organizzazione e favorendo la collaborazione fra piccoli comuni che potrebbero gestire in unione alcuni servizi, mettendo i comune le proprie forze.“Con l’abolizione dell’Ici prima casa abbiamo mantenuto un impegno elettorale e, per sostenerlo, i tagli erano necessari. Rimborseremo l’ici prendendo come riferimento l’imposta effettivamente incassata dai comuni nel 2006 e non quella accertata come molti comuni hanno dichiarato. I controlli hanno rallentato le operazioni di pagamento. Lo stanziamento a copertura è risultato insufficiente, ma abbiamo trovato ulteriore  copertura.  Non è possibile effettuare una riforma come quella che vogliamo fare senza realizzare dei tagli.”. Davico a risposto alla proposta di Floris di rendere facoltativo il comma 8 . “ Significherebbe creare una spesa in più. O lo si tiene o lo si toglie. E comunque scontenteremo sempre qualcuno. Forse c’è la possibilità di allargare il patto”. A Floris che elencava altri modi per risparmiare fra cui limitare l’addizionale Irpef o la soppressione delle Province auspicata da molti in campagna elettorale, Davico ha risposto che la soppressione delle province “ presuppone la modifica della Costituzione, con un iter molto lungo e probabilmente soggetto a referendum su proposta delle province che sicuramente non starebbero con le mani in mano. E’ necessario che le province – ha detto ancora Davico – tornino a riappropriarsi concretamente dei loro compiti”.

Il sottosegretario Davico ha criticato l’iniziativa di protesta dell’Anci che ha invitato i comuni italiani a non presentare in consiglio i bilanci preventivi. “L’Anci è irresponsabile – ha detto – sediamoci e parliamo. Negli ultimi anni sono stati fatti dei tagli camuffati ed ora noi dobbiamo porre rimedio”. Improbabile un rinvio della data di approvazione del bilancio “ Gli elementi per fare il bilancio ci sono – ha detto Davico – ci terrei comunque a continuare il dialogo aperto questa sera. Questa sorta di vera democrazia che si esplica in un confronto diretto fra cittadini, amministratori locali e stato.”

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