Ultime news - Unonotizie.it - Era un anno fa la quando una valanga travolse l'hotel Rigopiano, nel comune di Farindola, in Abruzzo. Una slavina, distaccatasi da una cresta sovrastante, ha investito l'albergo causando ventinove vittime. Al momento dell'impatto, si trovavano nell'area dell'hotel 40 persone, 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 membri del personale, da ore bloccate nel rifugio a causa dell'abbondante nevicata. L'allarme è stato lanciato, a mezzo dei loro telefoni cellulari, da un impiegato e un ospite che si trovavano immediatamente fuori dall'albergo, il primo nel locale caldaia e il secondo presso la propria automobile, rimasti solo marginalmente coinvolti dalla slavina; tuttavia la macchina dei soccorsi si è attivata solo dopo le 19:30, in quanto le prime telefonate non furono considerate attendibili dalla prefettura di Pescara (sia per la confusione generata dal crollo di una stalla avvenuta a Farindola la mattina stessa, sia per le informazioni contrastanti fornite alla prefettura dal direttore dell'hotel che era all'oscuro dell'accaduto, sia verosimilmente per la situazione di emergenza in cui versava buona parte dell'Abruzzo orientale).

Essendo interrotte le vie di comunicazione, ostacolata l'avanzata della turbina spazzaneve dalla presenza di tronchi e detriti mescolati a neve sulla strada, vista la nevicata incessante, e nell'impossibilità di utilizzare elicotteri per il maltempo, i soccorritori della Guardia di Finanza e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico decidono di staccarsi avanzando con gli sci dalla colonna dei mezzi di soccorso che proseguiva con la turbina spazzaneve, dirigendosi alla volta dell'hotel. Dopo più di due ore di avvicinamento, il gruppo riesce a raggiungere l'hotel verso le quattro del mattino, soccorrendo i due superstiti, un ospite ed un impiegato dell'albergo, che nel frattempo avevano trovato rifugio in un'autovettura. Iniziano quindi le ricerche, che portano al ritrovamento della prima salma. Solo verso mezzogiorno la colonna motorizzata dei mezzi dei soccorsi riesce a raggiungere l'hotel.

Il 20 gennaio attorno alle 12:00 e dopo oltre 30 ore vengono trovati 6 sopravvissuti nel locale cucine, salvati da un solaio e localizzati anche grazie alle indicazioni di uno dei superstiti che volle ritornare sul luogo per aiutare la ricerca dei sopravvissuti. In tutto vengono recuperate vive nove persone intrappolate nell'edificio, cinque adulti e quattro bambini; gli ultimi superstiti vengono estratti 58 ore dopo la caduta della valanga.

Terminate il 26 gennaio le operazioni di ricerca, delle 40 persone che si trovavano nel rifugio, il bilancio finale risulta di 29 vittime e 11 superstiti. I risultati delle autopsie hanno mostrato che quasi tutte le vittime morirono per traumi a seguito dell'impatto della valanga e asfissia e non per ipotermia. Una delle vittime, in base all'analisi dei messaggi contenuti nel telefono cellulare, sarebbe tuttavia sopravvissuta per oltre 40 ore dopo la valanga. Le persone scampate alla valanga si trovavano fuori dall'albergo (2), le rimanenti estratte vive si trovavano tutte al piano terra dell'edificio: nella sala da biliardo (5 persone salvate il 20 gennaio) e nell'area del camino del bar (4 persone salvate la mattina del 21 gennaio), sono state ritrovate morte tutte quelle presenti in cucina (10), quelle nella zona hall bar (17) e 2 rinvenute nell'area del camino.

Il numero delle vittime causate dal maltempo nell'area vide aggiungersi quello di sei persone, morte il 23 gennaio per la caduta di un elicottero di soccorso in montagna a Campo Felice, tra cui due dei soccorritori precedentemente impegnati a Rigopiano.

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