Prorogata, a grande richiesta del numeroso pubblico, la mostra CARAVAGGIO
2025, a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi, Thomas Clement
Salomon. I 24 capolavori straordinariamente concessi in prestito dai più
prestigiosi musei nazionali e internazionali, in uno dei più importanti e
ambiziosi progetti espositivi mai dedicati all’opera del Merisi, realizzato in
occasione del Giubileo 2025, raccontano la forza innovatrice di Caravaggio nel
panorama artistico, religioso e sociale del suo tempo, riportando in un luogo
simbolo della connessione tra l’artista e i suoi mecenati capolavori riscoperti
ed esposti per la prima volta in Italia, accanto a opere di collezioni private
raramente visibili e altre entrate nell’immaginario collettivo, vere e proprie
pietre miliari della Storia dell’Arte.
In mostra è esposto anche il Ritratto di Maffeo Barberini,
recentemente svelato al pubblico, e l’Ecce Homo riscoperto a Madrid nel 2021, che
è tornato in Italia dopo quattro secoli.
La mostra, organizzata da le Gallerie Nazionali di Arte
Antica, in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della
Direzione Generale Musei – Ministero della Cultura e con il sostegno del Main
Partner Intesa Sanpaolo, visto l'eccezionale successo - con oltre 400mila
visitatori registrati ad oggi, e il grande interesse suscitato in Italia e
all’estero, proseguirà per altre due settimane: fino al 20 luglio sarà
possibile visitarla negli orari: dal lunedì al mercoledì, dalle 9 alle 22 e dal
giovedì alla domenica dalle 9 alle 24.
Il percorso espositivo dal 7 luglio (con una pausa il 9
luglio, quando la mostra sarà chiusa) resta invariato nelle sue sezioni e
contenuti, con l’eccezione dell'opera I Musici (1595-1596), che torna al Metropolitan
Museum of Art di New York, per precedenti impegni istituzionali.
Si tratta di uno dei progetti più ambiziosi mai dedicati
alla pittura di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610): con
ventiquattro dipinti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private,
italiane e internazionali la mostra di Palazzo Barberini offre un percorso tra
opere difficilmente visibili e nuovi accostamenti, in uno dei luoghi simbolo
della connessione tra l’artista e i suoi mecenati.
Riunendo alcuni dei dipinti più celebri, CARAVAGGIO 2025
propone una nuova e approfondita riflessione sulla rivoluzione artistica e
culturale operata dal Maestro lombardo, esplorando, in un contesto senza
precedenti per ampiezza e straordinarietà, l'innovazione che introdusse nel
panorama artistico, religioso e sociale del suo tempo. L’esposizione
rappresenta un’opportunità unica per riscoprire l'arte di Caravaggio in chiave
nuova, in un percorso espositivo che integra scoperte, riflessioni critiche e
un confronto ravvicinato tra i suoi capolavori: non solo un tributo al genio
dell’artista, ma una vera occasione di indagine sulla profonda influenza che ha
esercitato sull'arte coeva e successiva e sull’immaginario collettivo
contemporaneo.
Il percorso, articolato in quattro sezioni, guida il
pubblico alla scoperta dell’intera parabola artistica del Merisi, coprendo un
arco cronologico di circa quindici anni, dall’arrivo a Roma intorno al 1595
alla morte a Porto Ercole nel 1610. Nella prima parte, dedicata al DEBUTTO
ROMANO, l’esposizione affronta gli anni dell’arrivo a Roma, verosimilmente nel
1595, e i primi passi in città, tutt’altro che semplici.
Nella sezione intitolata INGAGLIARDIRE GLI OSCURI, la mostra
introduce la rara produzione ritrattistica di Caravaggio, che, come dimostrano
le fonti archivistiche e le stampe, dovette essere molto vasta e stimata, anche
se pochissime sono le testimonianze arrivate fino a noi. L’artista non si
limitò a ritrarre nobili prelati o illustri personaggi, ma usò, anche per i
dipinti a soggetto religioso, persone appartenenti ai ceti sociali più umili,
eternandone per sempre la memoria.
La sezione espositiva IL DRAMMA SACRO TRA ROMA E NAPOLI
parte idealmente dalla prima commissione pubblica, ottenuta da Caravaggio nel
1599 grazie all’intermediazione del cardinal del Monte: le tele della cappella
Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi.
L’ultima parte della mostra, raccolta sotto il titolo FINALE
DI PARTITA, affronta la fase finale della vita dell’artista: animato dal
costante desiderio di tornare a Roma, sua patria d’elezione, Caravaggio lasciò
Napoli e nell’estate del 1607 partì per Malta, con la speranza di entrare
nell’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, provando così a ottenere il perdono
di Papa Paolo V Borghese.
Venticinquesima opera della mostra – extra moenia ma
eccezionalmente visitabile in occasione della mostra – è il Giove, Nettuno e
Plutone, l’unico dipinto murale eseguito da Caravaggio nel 1597 (ca)
all’interno del Casino dell’Aurora, a Villa Ludovisi (Porta Pinciana) su commissione
del cardinale del Monte per il soffitto del camerino in cui quest’ultimo si
dilettava nell'alchimia.
Hanno reso possibile la mostra, tanto le collezioni private
che hanno preferito rimanere anonime, quanto i musei pubblici e privati quali
Detroit Institute of Art (Detroit, US), Kimbell Art Museum (Fort Worth, US),
Metropolitan Museum of Art (New York, US),
Nelson-Atkins Museum of Art (Kansas City, US), Wadsworth Atheneum of Art
(Hartford, US), Museo Nacional Thyssen-Bornemisza (Madrid, ES), National
Gallery of Ireland (Dublino, IE), Royal Collection Trust (Londra, UK) Galleria
Borghese (Roma, I), Gallerie di Italia (Napoli, I), Gallerie degli Uffizi –
Palazzo Pitti (Firenze, I), Musei Capitolini (Roma, I) Pinacoteca di Brera
(Milano, I), Museo e Real Bosco di Capodimonte - Patrimonio FEC (Napoli, I).
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Laura Testa
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