Dal 1° gennaio 2009 anche per le piccole imprese che operano sul mercato di maggior tutela dell’energia elettrica (vale  adire 3.180.465 piccole imprese) entrerà in vigore la profilazione per fasce orarie.

In pratica, si tratta del completamento di una riforma del mercato elettrico che, a regime, farà variare il costo dell’energia a seconda della fascia oraria in cui viene consumata: sarà più elevato per le ore centrali della giornata (h.8 – 19) dal lunedì al venerdì e più basso per le ore notturne (h.19 – 8), per il sabato, la domenica e gli altri giorni festivi.

Secondo Confartigianato, la riforma può causare forti aggravi di spesa per le Pmi soprattutto per quelle del settore manifatturiero, che utilizzano energia nelle ore diurne dei giorni feriali e non possono spostare i consumi in fasce orarie meno care.

I segnali di allarme e le richieste di intervento della Confederazione nazionale dell’Artigianato sono stati recepiti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas che ha introdotto un meccanismo di gradualità che attenua l’impatto del passaggio al nuovo sistema di determinazioni dei prezzi dell’energia elettrica. Tale meccanismo riguarda sia i clienti del mercato di maggior tutela,sia quelli del mercato libero.

Secondo stime di Confartigianato, grazie all’intervento dell’Autorità, una piccola impresa con forte consumo in orario diurno feriale, già trattata per fasce orarie, avrà una riduzione di circa il 4% circa della componente energia e dispacciamento nella bolletta elettrica. Inoltre, con il provvedimento dell’Autorità la stessa impresa che invece passa dal trattamento monorario al trattamento per fasce vedrà attenuato di circa il 20% l’impatto in bolletta.

Il Presidente di Confartigianato imprese di Viterbo, Stefano Signori, esprime apprezzamento per la sensibilità dimostrata dall’Autorità per l’Energia nei confronti delle piccole e medie imprese:“La delibera costituisce un primo intervento, anche se non esaustivo soprattutto in questa difficile fase di crisi. Occorre adesso  intensificare l’impegno e la collaborazione per vigilare sulle informazioni fornite agli utenti nella bolletta e sulla certezza che la misurazione avvenga sui consumi reali e non su quelli stimati, condizioni imprescindibili per il buon esito della riforma”.

M. Lozzi

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