Due mesi fa Accademia Kronos aveva commissionato a due importanti laboratori di Analisi un checkup sulle acque del lago di Vico soprattutto per individuare la presenza di nitrati, nitriti, ammonio, fosfati e prodotti azotati. I risultati sono ora arrivati. Al fine di avere il meglio da questa indagine Accademia Kronos ha visionato decine di laboratori e alla fine, dopo una lunga ricerca, ha individuato due aziende con grande esperienza e affidabilità, tutte e due dotate di certificazioni serie. Così l’incarico è andato al laboratorio toscano (Cecina) “Lab-service” e al laboratorio  romano “Esseodue”.  Le due aziende hanno operato in tempi diversi, una l’11 novembre scorso e l’altra il 26 dello stesso mese. I prelievi sono stati fatti  sia in zone vicine alle coltivazioni che in zone senza attività agricole. I risultati dei due laboratori sono risultati alla fine quasi combacianti, pertanto questo è  l’esito delle analisi: “valori in parte soddisfacenti, nitrati e nitriti sotto la soglia di rischio quasi ovunque, ammonio e fosfati in presenze consistenti, anche se non allarmanti, nelle zone prossime ai noccioleti, sotto la norma invece nelle zone della Bella Venere e della località Le Pantane.”

In ultimo esame il lago di Vico è risultato ancora in salute. Tuttavia oltre i sette metri di profondità la presenza di ossigeno è risultata scarsa, non solo, ma le piante lacustri autoctone sono scomparse su gran parte dei fondali prospicienti  le coltivazioni e al loro posto oggi si trova una consistente melma fangosa. Quest’ultimo fenomeno, secondo gli esperti, è attribuibile all’uso dei diserbanti che, attraverso il percolamento e il dilavamento meteorico dei terreni trattati, giungono nel lago. La presenza nelle acque del lago di elementi chimici derivati dall’attività agricola, non preoccupanti al momento per la salute umana, diventano invece pericolosi perché sostengono la proliferazione delle alghe rosse che, come tutti sanno, nel periodo primaverile (fase dell’infiorescenza) possono liberare tossine pericolose per l’uomo. La questione delle alghe rosse è stata comunque presa sotto attenta sorveglianza dall’Università della Tuscia, la quale a breve convocherà i sindaci dei comuni che utilizzano le acque del lago per dare loro indicazioni relativamente alle informative da dare ai propri cittadini.

Il Laboratorio “Lab-service” da Accademia Kronos è stato incaricato anche di fare un controllo a campione sulla potabilità delle acque di Ronciglione. Anche in questo caso la situazione non è apparsa allarmane a parte la presenza rilevante di batteri coliformi dovuti in quel particolare giorno (11 novembre) ad una interruzione del cloro nell’acquedotto.

Circa l’Arsenico da una prima sommaria analisi, grazie soprattutto alle ultime abbondanti piogge, la sua presenza è risultata appena sotto la soglia di pericolo, tuttavia il fenomeno arsenico è legato alla natura vulcanica dei laghi del Lazio e poco o niente si può fare per eliminarla. Esistono comunque tecniche di abbattimento dell’Arsenico all’ingresso degli acquedotti, in particolare il Dearsenificatore, efficace ma molto costoso nell’applicazione e nella gestione, e gli impianti ad Osmosi inversa, più economici e gestibili. Questi ultimi sono alla fine dei separatori molecolari che riescono ad abbattere una buona percentuale di Arsenico e non solo. Essi infatti riducono in maniera considerevole la presenza di sostanze chimiche nocive derivate dai fertilizzanti e dai fitofarmaci in genere.

Il lago di Vico avrebbe una lunga vita e le sue acque sarebbero ottime anche per usi civili, ma la continua minaccia di un agricoltura eccessivamente chimizzata, paradossalmente inserita all’interno di una riserva naturale, non fa presagire nulla di buono per il futuro.

In conclusione Accademia Kronos invita le amministrazioni comunali di Caprarola e di Ronciglione a prevedere di dotare per i propri acquedotti questi separatori molecolari. Ma ancora prima di realizzare questi impianti di filtraggio Accademia Kronos, insieme a tutte le Associazioni di tutela dei consumatori presenti nel territorio, invita i signori sindaci ad emanare severe ordinanze di  divieto assoluto di fitofarmaci e diserbanti a meno di 150 metri dalle rive del lago. Queste associazioni, infine, vogliono ricordare ai signori sindaci che per legge loro sono i primi responsabili della salute dei loro cittadini.

Filippo Mariani

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