Arcionello è il nome di un fosso, che a monte è denominato Luparo e a valle si chiama Urcionio. E’ la traccia che l’acqua lascia dentro Viterbo, un cuneo che porta il verde fino al limite delle mura storiche della città, un lembo di storia e natura che ha resistito all’ultimo mezzo secolo di sviluppo urbanistico. Oggi una legge regionale stabilisce che la lingua di terra che accoglie il fosso fino alla Palanzana costituisca una riserva naturale. Ricordo che cinque anni fa il Comune decideva di accogliere la richiesta di alcuni privati per realizzarvi un “programma integrato”: si proponevano centocinquantamila metri cubi di cemento, con palazzine a ridosso del fosso. Alcune associazioni e un po’ di cittadini decidevano di dire no a quella saturazione urbanistica, chiedevano di discutere, affermavano la prospettiva di un altro sviluppo possibile rispetto a quello proposto da un’edilizia aggressiva del territorio. Lanciarono l’idea del parco, organizzarono “in loco” passeggiate-racconto, installazioni artistiche, esibizioni musicali, giochi per i bambini, mapparono le emergenze storiche e quelle naturali e ne fecero pubblicazioni (cartine, raccolte di foto d’epoca). Promossero assemblee e convegni, coinvolsero i residenti, bombardarono i mass-media di comunicati ed alla fine portarono il Comune ad accettare la prospettiva del parco, per poi arenarsi però nelle secche dell’inerzia amministrativa. Mi stupisce che in queste ora parlando della nascita della riserva naturale si cerchino “colpevoli”. Io penso che in questo momento sia piuttosto da riconoscere merito a chi si è adoperato per un tale risultato. Dalle donne e dagli uomini del coordinamento “Salviamo l’Arcionello” fino ai consiglieri regionali che hanno sostenuto e fatto approvare la legge. Ma ora il parco deve vivere e la Provincia è chiamata a farsi carico di questo processo con il piano d’assetto. Occorre dunque aprire subito con il Comune, con i proprietari delle aree, le associazioni, gli ordini professionali, l’Università un percorso partecipato di progettazione e di realizzazione della Riserva naturale Valle dell’Arcionello. Sarebbe forse il caso che le polemiche lasciassero dunque il posto ad una leale e fattiva collaborazione per realizzare una importante chanche di sviluppo sostenibile del territorio.  

 

Enrico Mezzetti

La Sinistra, l’Arcobaleno

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