A Bolzano, alla presenza dell'assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner e dell'assessore provinciale all'ambiente ed energia Michl Laimer, e' avvenuta la consegna dei lavori per la realizzazione del nuovo impianto di termovalorizzazione dei rifiuti residui. Il nuovo inceneritore sarà costruito vicino a quello esistente a Bolzano Sud all'altezza del casello autostradale. L'inceneritore sostituisce quello vecchio in funzione già da oltre 15 anni. Nella nuova struttura secondo il recente piano rifiuti della Provincia saranno trattati termicamente i rifiuti residui di tutti i comuni dell'Alto Adige. L'impianto costera' 98,5 milioni €, è dimensionato per lo smaltimento di 130.000 tonnellate all'anno di rifiuti residui.
L'inceneritore sara' realizzato da un Consorzio di imprese costituito da Atzwanger, Ladurner, Hafner, Oberosler, Wipptaler Bau, Seeste, Stahlbau Pichler e il Consorzio cooperative e costruzioni con le imprese consociate C.E.I.F., C.L.E. e Unieco.

La consegna dei lavori e' stata una giornata triste per Ambiente e Salute e per i duemila cittadini che hanno firmato per uno stop alla realizzazione dell' inceneritore e per la revisione del piano provinciale dei rifiuti. Proprio l'ambiente e la salute dei cittadini saranno messi a dura prova da questo nuovo impianto. Una giornata triste perché gli interventi di decine di esperti, in altrettante serate informative, non hanno sortito alcun effetto agli orecchi sordi dei nostri amministratori provinciali.
 
Così avevano deciso e così faranno, alla faccia della volontà popolare, nemmeno richiesta.
 
"L'arroganza dell'ignoranza" ha fatto sì che  quasi sempre gli amministratori provinciali e i loro tecnici nemmeno partecipassero a queste serate, così pieni delle loro conoscenze prefabbricate.
 
Sulla loro strada hanno trovato validi sostenitori, addirittura entusiasti portatori di verità assolute: "L'inceneritore non fa male alla salute" e così via. Fra questi citiamo al primo posto il sindaco di Bolzano, sempre pronto a difendere le scelte della Provincia, ma che, in quanto primo  responsabile della salute dei cittadini,  con le proprie affermazioni pubbliche sull'innocuità dell'impianto si è assunto una bella responsabilità riguardo possibili danni alla salute, causati dalle emissioni dell'inceneritore. Così come se ne devono assumere piena responsabilità tutti coloro che hanno partecipato a questa scelta, l'ing. Moroder e gli altri consiglieri comunali di Bolzano, che parlando, ma spesso tacendo, si sono resi complici di queste decisioni.
 
Certamente ancora una volta la città di Bolzano ne esce bastonata e anche sminuita nella propria dignità. L' inceneritore non ha senso in nessun luogo, è una scelta pericolosa per la salute e per l' ambiente, costosa e inefficiente; ma farlo a Bolzano, in una conca poco ventilata, con accanto la zona industriale,  l' aeroporto e l' autostrada è un atto che si potrebbe quasi definire criminale.
 
Esistono ormai valide  e sperimentate alternative all'incenerimento, esiste un ciclo dei rifiuti che si può sviluppare interamente senza ricorso all'incenerimento. Alla base ci vuole la volontà politica e il coraggio delle scelte verso una vera riduzione dei rifiuti, una differenziata porta a porta indirizzata al riciclaggio, con tariffa puntuale.
 
Tutto questo non è stato fatto.
 
Accanto alla delusione per questa vicenda, noi di Ambiente e Salute, siamo comunque contenti di averla vissuta questa battaglia -che comunque non è ancora finita, e riserverà delle sorprese- siamo contenti perché la questione inceneritore ha aperto a noi, ma anche a tutti coloro che ci seguono, gli occhi sull'intero ciclo di produzione dei beni di questa società, cosiddetta "del benessere", ma che in effetti è la società dello spreco, del consumo, dell'usa e getta.
 
Abbiamo compreso che l'intero ciclo economico è fatto per autoriprodursi, spesso sostenuto da una politica inerte se non complice. La crisi economica di questi giorni, ne mostra le prime crepe, di fronte alle quali non si trovano ancora vere soluzioni, solo il solito ritornello: " I consumi, i consumi...."
 
Di fronte all'immobilità della politica,  i due anni di attività sul tema della gestione dei rifiuti ci hanno fatto incontrare un mondo "diverso", una filosofia di approccio alle cose che parla di decrescita, di sviluppo insostenibile, di recupero del valore delle cose, un valore che non è dato solo dal prezzo commerciale.
 
Abbiamo iniziato a pensare e a sperimentare pratiche "buone": acquisti collettivi, riduzione della filiera commerciale, pensiamo al latte alla spina, all'autoproduzione, a tutte quelle pratiche per ridurre la produzione dei rifiuti. Sarà questa la nostra resistenza, far si che non ci siano rifiuti da bruciare. Non i nostri.
 
Lasciamo che costruiscano le loro cattedrali, e facciamo si che diventino cattedrali nel deserto.
 

 

Alessandro Cosi

http://www.ambientesalute.org

 

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